Speciale: Multa di 2 milioni di Euro all’Ania

Un cartello assicurativo?

A tutti gli effetti si sta sollevando un polverone che ricopre il settore assicurativo italiano, da un po’ di tempo sotto la lente dell’Antitrust per un atteggiamento che potremmo definire “poco leale” a livello competitivo. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha, infatti, inflitto all’Ania una multa di 2 milioni di euro per aver posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza “favorendo la diffusione di parametri di costo uniformi per la determinazione dell’entità dei risarcimenti per danni a cose”, questa l’accusa colta direttamente dal comunicato stampa dell’Antitrust. L’Ania, acronimo di Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici, è nata nel 1944 con lo scopo di “rappresentare i soci -ovvero le imprese assicuratrici- ed il mercato assicurativo italiano nei confronti delle principali istituzioni politiche ed amministrative, inclusi il Governo ed il Parlamento, le organizzazioni sindacali e le altre forze sociali”.
Oltre a questo, sempre secondo il suo Statuto, l’Ania “studia e collabora alla risoluzione di problemi di ordine tecnico, economico, finanziario, amministrativo, fiscale, sociale, giuridico e legislativo, riguardanti l’industria assicurativa”. Per dare un’idea dell’importanza di questa associazione basti pensare che a tutti gli effetti sono associate ad Ania il 98% delle imprese assicuratrici italiane, ovvero praticamente tutto il mercato assicurativo.
Entriamo nel merito dell’accusa
Secondo l’Antitrust, l’Ania “dovrà interrompere immediatamente ogni attività di coordinamento a favore delle imprese associate, adottando le misure ritenute più idonee che dovranno essere comunicate all’Autorità entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento”.
L’altra accusa rivolta all’Ania da parte dell’Antitrust nell’ambito della stessa istruttoria stabilisce che l’Ania e le associazioni dei periti assicurativi hanno posto in essere un accordo sulle tariffe delle prestazioni, accordo volto ad attuare un’intesa restrittiva della concorrenza, in piena violazione dell’articolo 81 del Trattato Ce. Per questa seconda intesa la sanzione è di 200.000 euro per l’Ania, 1.000 euro rispettivamente per Aicis (Associazione Italiana Consulenti Infortunistica Stradale) e Snapis (Sindacato Nazionale Autonomo Periti Infortunistica Stradale,), 800 euro per Cnpi (Consiglio Nazionale Periti Industriali). Non sono state invece previste sanzioni per Snapi (Sindacato Nazionale Autonomo Periti Industriali), Snapia (Sindacato Nazionale Periti Industriali Assicurativi) e Uipa (Unione Italiana Periti Assicurativi), i quali, sostiene sempre l’Autorità garante della concorrenza, “pur avendo partecipato all’intesa queste associazioni non hanno sostanzialmente registrato negli ultimi anni entrate associative sulle quali poter calcolare la sanzione”.

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