Subaru Impreza STI Gr. N – Test drive

Si sistema con cura la tuta prima di stringere le cinture – in precedenza i tecnici al box ci avevano regolato il sedile e la lunghezza delle stesse e, per lui, anche l’altezza della pedaliera e dei singoli pedali -. Mette il sottocasco, di un tipo molto leggero, indossa i guanti come se fossero una […]

Si sistema con cura la tuta prima di stringere le cinture – in precedenza i tecnici al box ci avevano regolato il sedile e la lunghezza delle stesse e, per lui, anche l’altezza della pedaliera e dei singoli pedali -. Mette il sottocasco, di un tipo molto leggero, indossa i guanti come se fossero una seconda pelle, e accende il “bang”. Siamo pronti a partire. Preme il pulsante al centro della consolle per iniziare la procedura del launch control, il motore sale al massimo dei giri, lo scarico scoppietta come all’apertura della caccia, “Ago” fa alcune respirazioni ossigenanti, noi? … siamo già in apnea da un pezzo.
Ci fanno segno di partire, ci immettiamo nel circuito con un breve allungo. Questo giro non viene conteggiato ai fini della classifica, serve per conoscere il circuito e per la messa appunto finale.
Dopo l’allungo di inserimento si gira a 120° a destra e dopo un centinaio di metri si taglia il fascio delle fotocellule che segnano l’avvio della prova lanciata, al prossimo passaggio.
In salita si arriva a cacciare dentro la quarta, facciamo appena in tempo a dire “S2 +” che l’Impreza si fionda in un piazzale molto scivoloso dove ci aspetta una spazzolata a destra (D2++) ed un tornante a sinistra con l’inserimento in una stradina sterrata, dove ammiriamo l’impressionante capacità della Subaru di scaricare a terra tutta la sua rabbiosa coppia motrice (oltre 420 Nm a 4400 giri/min). In ricognizione pensavamo che al massimo si poteva tentare di inserire una quarta in fondo allo sterrato.
Invece già da questo, che sarebbe il giro di ricognizione, arriviamo in quinta ad oltre 130 km/h (S3 lunga, lunga) con le balle di paglia della chicane finale, sempre più vicine. Questo dello sfiorare le balle di paglia sarà il leit motiv di tutta la gara: le ha sfiorate tutte! Ma proprio sfiorate, non pensiamo che ci passasse più di una mano tra il muso e la balla. Ma non le abbiamo mai colpite! In totale 28 chicanes. 56 sfiori da brivido.
Nessun contatto! Detto così sembra ovvio, ma è bene ricordare che da spettatori abbiamo assistito alla prova degli altri, almeno fino a venti numeri prima del nostro. Ebbene: delle prime dieci vetture, sei sono finite in un campo adiacente l’inserimento sullo sterrato, con il gruppo “spinta” che si è dato un bel daffare per tutta la gara. Sullo sterrato “Ago” ha avuto anche il tempo di regolare il differenziale centrale in modo da avere il giusto equilibrio tra trazione e perdita di aderenza laterale.
Dallo sterrato ritorniamo sull’asfalto con un allungo in discesa (S4 L) alla fine del quale una chicane dimostra tutta l’abilità di Aghini nelle staccate (chicane da S 2++).
Al punto che si lamenta di colpo del fatto che blocca dietro e che dobbiamo regolare il ripartitore di frenata. A questo punto si fa sul serio. Si comincia la gara vera e propria. Come che fino ad adesso avessimo scherzato! Dopo la chicane c’è una secca curva con dislivello del terreno a sinistra (S2+ bivio 150), un allungo da un centocinquanta metri, un tombino ed un’altra chicane (Ch da D3 – – chiude molto).

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