Volkswagen Golf V: Test Drive

Estetica Ai golfisti piacerà sicuramente dato che si tratta di un efficace e pulito restyling che non va assolutamente ad intaccare forme e soluzioni della “IV”, salvo i gruppi ottici posteriori che rappresentano l’unico momento ardito delle matite degli stilisti. Per il resto si sono semplicemente allungate le misure in lunghezza e larghezza per dare […]

Estetica Ai golfisti piacerà sicuramente dato che si tratta di un efficace e pulito restyling che non va assolutamente ad intaccare forme e soluzioni della “IV”, salvo i gruppi ottici posteriori che rappresentano l’unico momento ardito delle matite degli stilisti. Per il resto si sono semplicemente allungate le misure in lunghezza e larghezza per dare più centimetri ai passeggeri. Volete le misure? Eccole! 4,20 cm di lunghezza, 1,79 di larghezza e 1,48 di altezza. Le varianti di carrozzeria saranno numerose e dopo la MPV ai blocchi di partenza troviamo subito la 5 porte, mentre per la più sportiva tre porte dovremo attendere ancora qualche mese, mentre per le date delle altre varianti vi rimandiamo al nostro precedente servizio. Nessuna rivoluzione, nessuno slancio, volendo sfruttare appieno la “formula Golf”, con il rischio che un possessore di Golf IV non ritenga giustificato la differenza di prezzo da una permuta e per i nuovi che non sia forse meglio rivolgersi a chi offre maggior fantasia, motori più prestazionali o prezzi ben più competitivi.
Interni Lo spazio non manca! Il posto guida è decisamente teutonico e quindi votato alla massima funzionalità e la strumentazione al pari della plancia offrono un senso di sicurezza e solidità con sedili rivisti completamente e con soluzioni innovative su molti fronti.
Il quadro strumenti è lo stesso di altre VW, mentre i comandi centrali si caratterizzano per lo spazio riservato al monitor centrale con in basso le tre manopole per la climatizzazione. Nessuna fantasia neppure sul versante degli allestimenti che restano tre con gli stessi nomi: Trendline, Comfortline e Sportine, con una lista di accessori da far rabbrividire sia per la lunghezza sia per il listino finale che può raggiungere una Golf V full optional!
Da brava tedesca la sicurezza è posta in primo piano, con particolare attenzione a quella passiva dove troviamo una scocca super rinforzata e numerosi componenti di vera eccellenza come i sei airbag di serie. Cinture i sicurezza a tre punti e cinque appoggiatesta con i due anteriori “attivi”. La pedaliera si sgancia poi automaticamente in caso di urto ed il piantone dello sterzo è stato ristudiato per offrire la massima tutela al pilota.
Su strada Per la nostra prima presa di contatto con la new Golf V abbiamo potuto contare su una motorizzazione a benzina ed una a gasolio. Più precisamente una 1600 FSI ed una 2000 TDI che probabilmente rappresenteranno con la 1900 TDI la cospicua parte delle ordinazioni. La prima impressione è di trovarsi su una vettura “solida” che mette a proprio agio per merito dello stesso assetto supportato da sospensioni anteriori a ruote indipendenti con schema Mc Pherson e posteriormente con sospensioni multilink con bracci in lega leggera.
Sterzo preciso per merito dell’interessante introduzione del servosterzo elettromeccanico a risposta variabile che “indurisce” il volante a seconda della velocità di marcia. Il cambio a sei marce non è certo una novità in casa VW, segnalando la possibilità di ordinare un valido “automatico” DSG con frizione elettroattuata. Notevole la stessa frenata grazie all’ultima generazione di ABS con l’aggiunta dell’ormai classica ripartizione della frenata.
Prestazioni eccellenti per la 140 cavalli turbodiesel che scatta da 0 a 100 in 9,3 secondi, supera i 200 orari con una sana coppia di 320 Nm a 1750 giri al minuto che assicura un temperamento decisamente virtuoso con consumi assai interessanti: 5,5 litri di gasolio ogni 100 km! Molto bene la sorella 1600 FSI che rappresenta una valida alternativa per chi non macina chilometri a dismisura, ma vuole una vettura brillante ma non assetata. La FSI non è un fulmine di guerra ma offre prestazioni leggermente migliori della 1900 TDI: 10,8 secondi e 192 orari.
Sicuramente la nuova Golf V non sarà un flop e ritornerà la pietra di paragone del segmento pur trovando sul versante del comfort e del relax ben superiori le francesi Megane e 307.
Complessivamente la sufficienza è decisamente piena con una media che può tranquillamente superare il 7 anche per merito della notevole attenzione verso l’ambiente e per i consumi che restano fra i più interessanti del segmento. Se un tempo la Golf era la regina incontrastata oggi ci sembra più corretto definirla una delle protagoniste più interessanti e certamente il prezzo farà al sua parte dato che la stessa tenuta dell’usato non è più “cristallina”.

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