20 anni di Buell

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Due decenni senza compromessi

20 anni di Buell. 20 anni da sogno. Potrebbe essere questo il primo pensiero passato per la mente di Erik Buell la mattina del ventesimo compleanno della “sua” Buell, l’azienda motociclistica americana fondata nel 1983 quasi per gioco e divenuta negli anni parte della mitica Harley-Davidson Motorcycle Company.
Nessun compromesso In questi vent’anni si sono alternati tanti modelli, ma non è cambiato lo spirito con cui Erik ha portato avanti i suoi progetti: nessun compromesso. Le Buell sono infatti moto estreme, che non seguono i dettami della moda, tantomeno del mercato. Sono moto che esprimono forza, carattere, design, in poche parole, il DNA del loro costruttore.

Tanti modelli Le tappe significative del successo di Erik Buell, ingegnere di Harley-Davidson appassionato di competizioni, partono nel 1983 da una sigla che la dice tutta sul carattere delle sue moto: RW750, dove RW stava per “ROAD WARRIOR”, guerriero della strada. Seguono la RR1000 Battletwin, la prima con motore Harley e di anno in anno si arriva al 1993, anno in cui Harley-Davidson entra come partner di Buell. Nasce così la Buell Motorcycle Company e contemporaneamente la prima moto realizzata in collaborazione con la casa di Milwakee: la Thunderbolt S2, la prima vera moto sportiva americana.

100 rivoluzionari CV! Il 1998 segna un’altra data importante nella storia della giovane Buell: il primo modello over 100hp e la cessione della maggioranza delle azioni ad Harley-Davidson. Erik Buell, a capo della divisione tecnica, si ritrova così libero di sviluppare un progetto in totale controtendenza rispetto alle mode del mercato: realizzare una moto che sia un tutt’uno col pilota, una fusione di spirito, in poche parole il soul vero e proprio della nuova Buell.

XB9 ed XB12 La risposta a tutti i quesiti la si ritrova oggi in una nuova sigla, XB9 e XB12, che nelle versioni Lightning e Firebolt viene proposta come una dalle moto più rivoluzionarie del mercato. Osservandole ci si ritrova in una specie di universo parallelo, fatto di geometrie radicali, di carburante alloggiato nel telaio, di freno anteriore perimetrale a zero torsione, di serbatoio dell’olio ricavato nel forcellone. Scelte tecniche discutibili, che hanno comunque permesso di realizzare mezzi dal fascino irresistibile: moto fruibili da tutti, dalla doppia personalità, tanto facili da guidare, quanto brutali nelle prestazioni.

Record curiosi Di questa versatilità ne ha approfittato anche Craig Jones, lo stunt-man americano famoso per i suoi numeri funambolici a bordo delle bicilindriche americane. Craig ha recentemente sbriciolato il record mondiale di “stoppie”, già suo con 225 metri, con il nuovo, impressionate primato di 266 metri! Per Craig non è stato difficile battere se stesso: ha solo dovuto attendere che Buell gli consegnasse la nuovissima XB12R, lanciarsi alla folle velocità di 208 km/h sull’asfalto del Florida Evaluation Center e far impennare la sua Firebolt sulla ruota davanti. Un gioco da ragazzi!

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