Aprilia Tuono Fighter

La naked di Noale mostra le unghie in pista, ma...

Aprilia Tuono Fighter. Imola – Veloce ed efficace, in mani esperte, tra i cordoli di un autodromo, semplice, dolce e a prova di neofita, se guidata in tranquillità su strade aperte al traffico
Non rinnega certo la sua anima pistaiola, la Tuono, ma lo fa offrendo una maggiore versatilità, grazie ad una posizione di guida comodissima, con le braccia poco caricate ed il busto molto eretto, ideale per viaggiare e sentirsi più sicuri al pensiero di affrontare una manovra d’emergenza.
Non è difficile entrare in sintonia con la Tuono, tanto che, dopo pochi metri, sembra già di conoscerla a meraviglia. Senza dubbio, il merito di un feeling così marcato è da ricercare nel manubrio, alto e largo, e nella fluidità del propulsore, pronto ai comandi del gas sin dai regimi più bassi, senza particolari strappi o fastidiose irregolarità.
Tutto facile? Sembrerebbe di sì, ma… Appena si inizia a fare sul serio, però, è meglio mettere le confidenze da parte, perché della “neutralità” della RSVmille è rimasta poca traccia.
Se nelle staccate, negli inserimenti in curva e nella percorrenza del misto stretto, la Tuono si dimostra un vero e proprio “fulmine”, nei tratti più veloci è meglio attrezzarsi di aggressività e concentrazione per evitare coreografici sbacchettamenti e “sostanziose”, ma poco redditizie, impennate, anche ad elevatissime velocità.
Intendiamoci, la naked di Noale è nervosa ma non è un certamente un toro impazzito. Portandola al limite, i tempi sul giro sono simili a quelli della RSVmille, ma l’assetto di serie, l’aumento della sensibilità causata dalla insolita conformazione del manubrio e la magnifica esuberanza, anche agli alti regimi, del 1000cc di Noale, possono rendere la vita difficile a chi si cimenta per la prima volta in autodromo.
Allo stesso tempo, però, questi elementi possono fare la gioia di tutti, ad andature decisamente più contenute, magari lungo percorsi cittadini o stradine di montagna, dimostrando che la Tuono sa anche essere facile e docile come un “gattino”.
La moto ideale per le gite domenicali, insomma, senza lasciare in garage il piacere di guidare ed a casa mogli o fidanzate, che potranno apprezzare, l’imbottitura del sellino ed il corretto posizionamento delle pedane.
Il Design A far la voce del padrone, come in ogni naked che si rispetti, è il propulsore. Anche se parzialmente carenato, il bicilindrico a V di 60° di 990cc si fa notare grazie ad un elegante gioco di vedo-non-vedo, ma soprattutto per via dell’aggressivo bigliettino da visita: uno scarico di dimensioni quasi “esagerate” riportante la scritta Aprilia Racing… Molto interessanti i tamponi in nylon che, oltre a salvare il telaio in caso di scivolata, sono un deciso richiamo al mondo delle corse: ricordano, a chi non l’avesse notato, che la Tuono in pista non gioca certo in difesa. Il puntale inferiore è un accessorio che ogni naked supersportiva adotta per essere considerata di rango: nel caso della Tuono, questo elemento assume anche funzioni tecniche visto che ospita il radiatore del lubrificante. Apposite protezioni in alluminio abbracciano invece quello per il liquido refrigerante. Due prese d’aria completano la cura per il dettaglio nella zona motore, assicurando la necessaria portata d’aria all’air box. Il cupolino sportivo, disegnato appositamente per questa moto, dà slancio al frontale e garantisce protezione al pilota. Fondamentale anche la sua funzione dinamica: grazie al carico aerodinamico che genera ed alla conseguente pulizia dei flussi d’aria, rende stabile l’avantreno anche alle alte velocità. Il serbatoio e il codino, rastremati e filanti, danno slancio alla linea della Tuono, lasciando ben in vista elementi importanti come il telaio a doppio trave in alluminio o il forcellone a bracci differenziati. Per quanto riguarda le rifiniture, negli ultimi anni Aprilia ci ha abituato bene. Anche per quanto riguarda la Tuono, i materiali utilizzati sono eccellenti e sono intonati all’aggressività del mezzo, anche come scelte cromatiche.
Il motore Il propulsore è il conosciutissimo bicilindrico Aprilia a V di 60° con cilindrata di 990cc. E’ utilizzato in gran parte della produzione Aprilia – RSVmille, Caponord, Falco, Futura – ed è campione di potenza, coppia e versatilità. La potenza di 126cv fa entrare la Tuono direttamente nell’elite delle naked-supersportive e assicura al pilota sensazioni intense, perfettamente sfruttabili grazie alla ciclistica a punto e alla particolare posizione di guida, ideale anche nella guida di tutti i giorni. La rumorosità e le vibrazioni sono estremamente ridotte, ma non compromettono di certo le doti velocistiche e l’accelerazione di questa super-naked. I tecnici Aprilia hanno aggiornato le caratteristiche del propulsore con un occhio di riguardo all’erogazione: gli interventi si sono concentrati nella ricerca di coppia ai medi regimi e, grazie ai diversi condotti di aspirazione e alla nuova mappatura della eprom, l’obiettivo sembra essere raggiunto. Nella versione con scarico non catalizzato risponde alle normative anti inquinamento Euro 1, ma è disponibile anche con catalizzatore (per i mercati dove è richiesto), in questo caso soddisfa le normative Euro 2, offrendo le stesse prestazioni.

Il telaio Il telaio della Tuono è identico a quello della RSVmille da cui deriva: è un doppio trave inclinato in alluminio, accoppiato ad elementi fusi in lega d’alluminio e silicio. E’ considerato da molti come un capolavoro di ingegneria ed effettivamente, anche solo ad un primo sguardo, si può notare come le sue linee morbide e sinuose diano anche idea di robustezza e rigidità. Una struttura leggerissima, che si conferma come il telaio con il più alto grado di rigidità torsionale per una moto di serie. La Tuono, per via della sua natura, lo lascia bene in vista e diventa protagonista del design assieme al motore ed ai pochi elementi di carrozzeria.
Le sospensioni La componentistica di Aprilia Tuono è, come per tradizione Aprilia, di altissimo livello: non sono necessarie costose sostituzioni di componenti per trovare un assetto di guida efficace. La forcella è di Casa Showa, di tipo upside down con steli da 43 mm di diametro, regolabile nel precarico molla e nell’idraulica, in compressione ed estensione. La sospensione posteriore presenta un ammortizzatore Boge con serbatoio “piggy back” in alluminio integrato. È regolabile nel precarico molla, nell’idraulica – in compressione ed estensione – e nella lunghezza. Efficaci e funzionali sono anche i cinematismi della sospensione posteriore, frutto di anni di studi sui campi di gara di tutto il mondo; rendono la sospensione posteriore progressiva e aumentano l’efficacia dell’ammortizzatore. Le sospensioni non a caso sono pluriregolabili: consentono ad ogni pilota di definire un assetto ottimale e di adattare facilmente e rapidamente le caratteristiche della moto in funzione dei propri gusti, del tipo di percorso e di guida, sia in strada che in pista.
I freni Le alte prestazioni garantite dai 126cv del bicilindrico Aprilia, richiedono un impianto frenante da primato. L’anteriore Brembo “Serie Oro” con doppio disco flottante in acciaio inox da 320 mm garantisce un notevole potere frenante, assicurando comunque modulabilità e facilità d’uso. In quest’ottica Aprilia ha preferito utilizzare delle pinze convenzionali a due pastiglie in luogo di quelle a quattro montate dalla supersportiva RSV Mille; con questa soluzione la frenata risulta più dolce nella prima fase di intervento, ottima quindi anche su strade dal fondo sconnesso e più gestibile anche in caso di frequente utilizzo nel territorio urbano. L’impianto frenante posteriore utilizza un singolo disco d’acciaio inox da 220 mm e pinza a due pistoncini da 32 mm di diametro. Le tubazioni aeronautiche in treccia metallica accentuano l’aggressivo look “street”, eliminano il fastidioso effetto polmone degli impianti convenzionali, assicurando così massima precisione nella frenata.
La nuova “Apriliona” costa 11.830 euro e viene offerta in due colorazioni: rosso tulip o grigio magnet.

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