Benelli Velvet Touring

Uno scooter in tre cilindrate, rivisto nell’estetica e pensato per le percorrenze medio-lunghe.

Benelli Velvet Touring. Il nuovo Benelli Velvet Touring, disponibile nelle cilindrate da 125, 150 e 250 centimetri cubici, si propone su un mercato in cui la scelta per gli utenti è assai ampia e in cui le nuove uscite devono distinguersi in qualche modo da quelle della concorrenza. Il Velvet si pone come un mezzo diverso, che assume forme estetiche più importanti per facilitare la guida del pilota e la presenza del passeggero, soprattutto nelle percorrenze medio-lunghe, mantenendo le caratteristiche di agilità e le prestazioni di livello nelle varie condizioni d’uso. Per realizzare questo tipo di architettura, il serbatoio è stato posizionato nella zona centrale della pedana al fine di mantenere basso il baricentro, come si richiede agli scooter sportivi, mentre la sella è stata pensata a due livelli, per permettere al passeggero una migliore visuale, evitando l’interferenza tra i due caschi. Un ampio parabrezza di serie interrompe il vento della corsa, dando inoltre una maggiore importanza a tutto l’avantreno, cosi come il nuovo cruscotto, basato su tre elementi circolari che ospitano il tachimetro, il contachilometri, il termometro per il liquido di raffreddamento, l’indicatore del livello del carburante e le consuete spie di servizio, cui si aggiunge un orologio digitale in posizione centrale. Oltre al design, accattivante e moderno, bisogna richiamare l’attenzione sulla ciclistica. Sospensioni robuste, con una forcella con steli da 33 millimetri, due ammortizzatori regolabili nel precarico molla su 5 posizioni, un impianto frenante con due dischi (l’anteriore comandato da pinza a due pistoncini), pneumatici ribassati, completano la dotazione comune a tutti i modelli. I propulsori prevedono un solo cilindro posizionato in maniera orizzontale a quattro tempi, con distribuzione monoalbero a camme in testa con comando a catena laterale e due valvole; la trasmissione primaria avviene tramite cinghia trapezoidale, mentre quella finale tramite ingranaggi. Il cambio ovviamente è un classico variatore automatico, mentre la struttura stessa del telaio è un traliccio triangolare con doppia culla supplementare, in tubi di acciaio ad alta resistenza saldati in isola robotizzata.

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