BMW R1200 GS: Test Ride

Infomotori prova per voi la BMW R1200 GS, enduro BMW dal manubrio ora più basso e dalla nuova conformazione del serbatoio

Su strada: “spirito adventure” Pioggia, pioggia, pioggia ed ancora pioggia. Non è certamente il miglior modo per iniziare un test ride, ma il cielo di Roma, sin dalla sera precedente, l’aveva…annunciato. Così, alle 10 del mattino, non senza una concreta speranza che il tessuto D-Dry utilizzato da Dainese faccia il suo dovere anche sotto al dilubio, mi dirigo verso la R1200 GS assegnatami per la prova, ormeggiata…pardon…parcheggiata sotto ad una generosa tettoia.
Le luci basse e lo scenario “adventure” della conferenza stampa non mi avevano permesso di valutare a fondo le rinnovate caratteristiche tecniche e stilistiche della nuova endurona BMW, ma mi sono bastati pochi sguardi nei punti “giusti” per capire come ogni dettaglio, anche il più piccolo, sia cambiato profondamente.
Il design altro non è che una evoluzione di quanto visto sino ad oggi. Nessuna divagazione automobilistica in stile F650GS, ma linee ancor più minimaliste, più taglienti, che lasciano intravedere le precise forme di una ragionata rivoluzione meccanica, giocando sulla contrapposizione tra le superfici plastiche della zona anteriore ed il “disordine” stilistico del telaietto posteriore “incaricato” di reggere sella ed i “tecnologici” bauletti a volume variabile.

Posizione di guida ed ergonomia migliorate Salgo in sella, e noto come la posizione di guida sia nettamente migliorata rispetto al passato, grazie al nuovo manubrio, decisamente più basso, ed alla nuova conformazione del serbatoro, più corto in zona sella ed in grado di assicurare qualche centimetro di escursione longitudinale in più. Le pedane sono ben distanziate dalla sella, ed il mio metro ed ottantasette centimetri sembra calarsi perfettamente nella “triangolazione” di questa moto. In ogni caso, l’interessantissima possibilità di regolare l’altezza del piano di seduta, consente a chiunque di ritagliarsi un posto guida su misura.
Passando a dettagli relativi alla vita di bordo, ritengo doveroso segnalare che le vecchie manopole tronco-coniche, una vecchia tradizione in casa BMW, lasciano il posto ad una forma cilindrica più tradizionale, e vantano l’interessante possibilità di essere riscaldate. (200 euro)
L’ergonomia di leve e pulsanti è, come al solito, un fiore all’occhiello di BMW Motorrad: la leva della frizione non è regolabile, ma è posizionata in modo ottimale ed offre uno stacco molto preciso, mentre quella del freno vanta la possibilità di essere regolata ed assicura forte pressione sulle pinze con poco sforzo sulla leva.
Per quanto riguarda i blocchetti, bisogna ammettere come BMW sia una spanna avanti al resto del mercato, grazie ad una realizzazione praticamente perfetta, ergonomica e non priva di virtuosismi che alla resa dei conti si rivelano geniali, come nel caso delle frecce sdoppiate: la sinistra a sinistra e la destra a destra con un unico comando, posto sulla destra, di disattivazione.
La chiave d’avviamento è davvero di piccole dimensioni ed il motivo è presto spiegato: anche per questo modello, è stata adottata una nuova conformazione di tipo automobilistico, con tanto di immobilizer…stilisticamente gradevole quanto scomoda nell’utilizzo giornaliero, visto e considerato che, con il guanto invernale, ho faticato non poco per infilarla nel blocchetto.

Vibra pochissimo il boxerone
Dopo questa analisi “ravvicinata”, arriva il momento di avviare il boxerone e…incamminarsi lungo il percorso previsto nonostante il diluvio universale. Non occorre certamente una strada di montagna per capire come la cura dimagrante abbia sortito notevoli benefici alla guida, che risulta sin dai primi metri più facile e divertente che in passato: bastano appena 10 minuti di strade statali, infatti, per avere l’impressione di aver pilotato sempre e solo lei…
Il comportamento stradale è ineccepibile: una GS così agile non si era mai vista ed il lavoro di Telelever e Paralever è riassumibile semplicemente nella parola “egregio”: la taratura di serie – tendenzialmente rigida – risulta quantomai ideale per un utilizzo stradale, e l’ampia possibilità di regolazione, consente di affrontare con buoni risultati anche sterrati impegnativi, facendo affidamento sui 190 e 200 mm di escursione assicurati rispettivamente dai nuovi sistemi sospensivi anteriore e posteriore.
Il propulsore è nettamente migliorato. Ora l’erogazione è più lineare, ma allo stesso tempo la spinta è diventata più corposa, più pronta a rispondere con decisone ai comandi del gas, senza vibrare, a differenza del passato, nemmeno ai regimi più elevati. Un vero e proprio “mulo”, insomma, capace di far decollare l’avantreno in prima marcia o di spingere con forza in sesta marcia, già dai 2.000 giri di strumento, arrivando ai 7.700 giri di limitatore senza strappi, sussulti o buchi d’erogazione, con tanto di tachimetro fisso sui 220 km/h equivalenti ai 208 km/h dichiarati dalla casa. Tanta coppia, ottimo allungo, elevata velocità di punta, ma anche un cambio estremamente preciso, fluido ed a prova di qualunque tipo di stress, frutto di una ampia riprogettazione che ha coinvolto non solo la costruzione ma anche il tipo di materiali utilizzati.

Qualche dato in più…
Piove sempre di più, ma la protezione aerodinamica assicurata dal cupolino (regolabile manualmente in cinque posizioni) devia magicamente le gocce d’acqua sopra al casco e sulle spalle, così da permettermi il lusso di leggere la strumentazione mista analogico/digitale, tanto chiara nella lettura quanto deficitaria nel dare informazioni riguardo ai consumi ed all’autonomia residua. Un vero peccato, perché una moto turistica come la R1200 GS avrebbe meritato un quadro di informazioni un po’ più completo.

ABS ben tarato
La frenata è a dir poco eccezionale. Il sistema ABS di cui era disposto l’esemplare in prova, assicura spazi d’arresto davvero contenuti e grande sicurezza. Un ABS molto attento a garantire sempre il massimo rispetto delle volontà del guidatore ma in grado di prendere le redini del gioco nel momento in cui ci sia da evitare un ostacolo, assicurando aderenza e potere frenante evitando però l’effetto catapulta, tipico dei sistemi antibloccaggio di tipo più sportivo.

Quanto costa la BMW R1200 GS?
La nuova GS è disponibile in concessionaria a partire dal 13 marzo, ad un prezzo base di 13.300 euro. Tutte le moto prodotte nei primi tre mesi sono dotate di ABS di serie, e per questo verranno proposte a 14.515 euro.

In questa prova indossiamo:
– Giacca Dainese Crunch D-Dry – Pantaloni Dainese Rochester D-Dry – Casco Dainese Contender – Occhialoni Dainese D-Race X Goggle – Paraschiena Dainese Wave – Stivali Dainese D-22 Goretex
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