Buell 1125R

The American superbike

The Buell 1125R represents an all-new platform from the Buell Motorcycle Company that is changed in almost every respect from previous Buell models, but stays true to Buell’s design and engineering philosophies. Although some of these ideas go against the conventional wisdom of the category, their steadfast application results in a motorcycle that delivers outstanding power, handling, comfort and convenience; a motorcycle that will deliver an exceptional rider experience. The Buell 1125R joins the XB and Blast as a third and distinct Buell motorcycle platform. he three legs of the Trilogy of Technology underpin every aspect of design at Buell Motorcycle Company: Mass Centralization, Low Unsprung Weight and Chassis Rigidity. The goal is always to create a motorcycle that handles intuitively, and that predictably and accurately responds to input so that the bike behaves as an extension of the rider. Here are some examples of the Trilogy of Tech as applied to the new Buell 1125R: Mass Centralization and achieving the optimal center of gravity makes quick direction changes seem effortless. Compact 72-degree DOHC V-Twin engine places more engine mass along the centerline of the motorcycle, and allows the engine to be located further forward in the frame. Massive aluminum frame spars double as a 21.2 L (5.6-gallon U.S) fuel reservoir, to carry fuel lower on the chassis. Radiators are mounted longitudinally between the front wheel and the frame. This radiator location also allows the engine to be positioned further forward in the frame. The muffler is located below the engine, rather than high and behind the rider. Chassis Rigidity allows the motorcycle to hold a precise line when it is subjected to side-loads in corners. A new-generation Intuitive Response Chassis (IRC) is optimized for torsional stiffness. The engine is solid-mounted to the frame and acts as a structural member. The swingarm pivot point is located in the engine case structure, creating a more-rigid connection between the front and rear wheels. First OEM spec 47 mm inverted front forks with reduced friction seals are secured in rigid triple clamps. Low Unsprung Weight enhances traction, maneuverability and stability. New Buell ZTL2 front brake system, utilizing a single disc and new cast caliper assembly with four pads, is approximately six pounds lighter than twin disc brakes. The New Buell ZTL2 front brake transmits forces from the rotor directly to the rim, so torsional load acting on the rest of the wheel is virtually eliminated. This permits the use of a very lightweight front wheel hub and spoke configuration that reduces steering inertia. The rear brake caliper is mounted directly to the swing arm eliminating the typical brake carrier and an additional 1.5 pounds of unsprung weight. A reinforced Goodyear Hibrex final drive belt with Flexten Plus technology weighs just 1.06 pounds, compared to drive chains that weigh four to five pounds.

Il primo è stato riservato alla prova su strada, doverosamente ad andatura quasi sempre sotto controllo, quanto meno sulle strade principali e, ancora di più, sulle autostrade, perché in California c’è poco da fare i furbi con la Highway Patrol. Per fortuna una buona parte del percorso si è dipanato su strade assolutamente secondarie, dimenticate dalle pattuglie e, soprattutto, belle tortuose e, quasi tutte, dal fondo impeccabile, dove è stato naturale saggiare le piacevolezze della ciclistica Buell. Che è davvero formidabile come nessun’altra, in quanto unisce agilità e stabilità a livelli straordinariamente elevati, visto che si tratta di due virtù contrastanti. Ma il segreto di questa magnifica virtù di Buell 1125 R risiede nella perfetta calibratura dei pesi e della geometria di sterzo. Il motore asseconda la naturale fluidità delle reazioni dinamiche con la sua coppia poderosa e con una curva di erogazione straordinariamente generosa su un arco di giri estremamente ampio. Dopo aver verificato che in giro non ci fossero auto con strane luci sul tetto, ci siamo concessi anche una breve sparata in autostrada, fino a 240kmh, e di manetta ce n’era ancora parecchia a conferma che i 270kmh sono assolutamente una realtà agevolmente conseguibile. Per il secondo giorno di test ci siamo trasferiti sulla Pista (con la P maiuscola) di Laguna Seca.

Da togliere il fiato. Pista tosta, ma che la Buell 1125R ha padroneggiato in modo favoloso, con sicurezza assoluta in virtù di quella sua ciclistica semplicemente esemplare, ulteriormente impreziosita dai mitici Pirelli Diablo Corsa III che Buell adotta di serie. La pista, come sempre, è la cartina di tornasole finale per verificare le qualità del telaio di una moto di altissime prestazioni. E la Buell 1125 R non si è smentita. Il telaio è assolutamente neutro e tale rimane anche accelerando a moto ancora “sdraiata”, nonostante il motore spinga come una pressa idraulica dai 3000 giri in su. L’avantreno è immediato e lineare nell’inserimento in curva, e con il procedere della prova abbiamo notato che lo stile di guida più redditizio richiede che una precisa azione sul manubrio accompagni gli spostamenti sulla sella, per chiudere l traiettoria con la massima precisione e neutralità, e accelerare prima. Le virtù dei Pirelli Diablo Corsa III e la tenuta e precisione del telaio consentono angoli di piega esagerati e la frenata è sempre potente e molto modulabile. Il motore è davvero un mostro di generosità e ha sicuramente ancora molto in riserva cui poter attingere. La progressione attraverso le marce è travolgente, entusiasmante, accompagnata da una tonalità di scarico rabbiosa, ma che, diciamolo subito, non potrà mai essere emozionante come quella del bicilindrico Harley. Assolutamente impressionati, data l’agilità felina (il peso è di soli 170kg), sono la solidità e la stabilità dell’avantreno alle massime velocità. Buell 1125 R è una moto che ci voleva, non solo per il completamento della gamma Buell, ma proprio per gli appassionati, perché un telaio come questo con un motore come questo creano una combinazione davvero unica. E il prezzo è molto competitivo: €12.995. Manca solo il sound Harley, ineguagliabile, ma non si può avere tutto nella vita. O invece sì?

Buell 1125R – Test Ride. Laguna Seca – Buell 1125R. Erik Buell ha sempre avuto, come traguardo finale, la realizzazione di una superbike con cui sottoporre alla verifica estrema della competizione in pista le sue geniali filosofie progettuali in materia di telai e di ciclistiche. Dopo aver estratto 101 solidi Hp dal classico bicilindrico Harley XL 1200, ha deciso di non procede oltre con lo sviluppo di tale propulsore cui, il raffreddamento ad aria e la distribuzione ad aste e bilancieri con induzione a due valvole per cilindro, pongono limiti in termini di massimo potenziale prestazionale. Eric ha quindi deciso di affiancare, alla sua consolidata linea di modelli XB equipaggiati con il 1200 Harley, una nuova generazione di vere superbike, dotate di una nuova unità a ben più alto potenziale, appositamente concepita e sviluppata. Buell ha trovato nella Rotax il partner giusto, che gli ha consentito di affrontare, con tutte le garanzie del caso, la nuova avventura, che in effetti è una vera impennata grazie alla quale il marchio Buell entra a pieno titolo nel novero dei costruttori di superbike di altissime prestazioni. È doveroso rilevare, a questo punto, che questo non ha rallentato minimamente la ricerca e lo sviluppo del propulsore di derivazione Harley Sporster 1200 che, nell’edizione 2008, presenta una serie di importanti aggiornamenti alla meccanica per migliorarne ulteriormente prestazioni e affidabilità, mentre anche le ciclistiche dei modelli XB sono state ulteriormente affinate. In particolare, sul bicilindrico è stato incrementato il diametro del perno di biella per assicurare massima affidabilità anche a fronte di un utilizzo intensivo del propulsore alle massime prestazioni, mentre, in particolare sulla ciclistica della XB12X Ulysses, sono state utilizzate le nuove forcelle Showa USD 47, più rigide e che quindi hanno consentito di ridurre l’avancorsa, senza che questa riduzione della geometria dell’avantreno andasse a detrimento delle eccellenti doti di stabilità, precisione della risposta allo sterzo. Come positivo effetto collaterale di tale modifica si è avuto un incremento ulteriormente delle doti di agilità, con un più accentuato angolo di sterzo.

Ma ovviamente la assoluta novità Buell 2008 è la 1125 R, la prima Buell da oltre 260kmh. Il nuovo bicilindrico Buell-Rotax è a V di 72°, con raffreddamento a liquido, distribuzione bialbero a catena e ingranaggi, e induzione a quattro valvole per cilindro, per una potenza di 146Hp a 9800 giri e coppia massima di 12kgm a 8000 giri. Questi valori sono stati rilevati secondo il sistema SAE, più “stretto” di quello EU, per cui si può parlare legittimamente di 150Hp, male che vada 149. Oltre alla consulenza di progettazione e sviluppo, la Rotax provvede anche a produrlo. Si tratta di una unità molto avanzata, che mostra caratteristiche progettuali di grande raffinatezza, a cominciare da un rapporto alesaggio/corsa fortemente superquadro (103mm x 67,5mm) e soprattutto da una termodinamica molto sofisticata, con una camera di combustione dal profilo molto compatto grazie ad una eccellente disposizione geometrica delle valvole. Analizzandolo attentamente si capisce come i tecnici Rotax, per la loro parte, vi abbiano fatto confluire tutta l’esperienza accumulata in anni di sviluppo ed affinamento del bicilindrico Aprilia RSV 1000, rispetto al quale questo Buell appare nettamente più evoluto in ogni dettaglio, a cominciare proprio dal disegno delle camere di combustione. Potente ed elasticissimo, il nuovo bicilindrico a V di 72° è compatto e leggero e, soprattutto, è solidamente integrato nella struttura del telaio, che contribuisce ad irrigidire ulteriormente. Al contrario del 1200 Harley a V di 45°, il nuovo Buell-Rotax a V di 72° è montato rigidamente all’interno del classico telaio Buell a travi diagonali di grande sezione (che fungono da serbatoio del carburante per una capacità di oltre 21 litri) in quanto tre contralberi provvedono a cancellarne le vibrazioni (solo il V di 90° e il “boxer” a cilindri contrapposti sono bicilindrici perfettamente equilibrati naturalmente). Il telaio è poderoso, con valori di rigidità torsionale da record mondiale, ma, come tradizione delle ciclistiche Buell, è compatto (interasse 1387mm), con una distribuzione dei pesi (54% anteriore e 46% posteriore) superbamente bilanciata e con una geometria di sterzo che non ha l’eguale, con 21o di angolo di caster e poco più di 80mm di avancorsa.

La ciclistica è completata dalla nuova Showa USD 47, ma vorremo tanto che Erik, per una volta almeno, provasse a montare una delle nuove, superbe Marzocchi USD 50 con canne trattate al nitruro di titanio e alluminio, come quelle delle MV e della Ducati Hypermotard. Anche in materia di ruote e freni, Buell ha le sue idee e anche sulla 1125 R adotta le sue classiche ruote a razze sottili con disco anteriore periferico da 375mm. Per quanto riguarda lo stile, la Buell 1125 R presenta un profilo molto slanciato ed elegante, sottolineato dalla bella combinazione grafica costituita dagli elementi di carrozzeria, in un magnifico nero brillante, abbinati a quelli del telaio in un altrettanto convincente blu-indaco scuro e metallizzato-opaco, da togliere il fiato. Nella vista frontale, invece, bisogna dire che il capolino, che poi si è rivelato molto razionale, risulta alquanto vistoso e, in più, è affiancato dalle bulbose prese d’aria dei due radiatori del liquido di raffreddamento del motore. E anche questa si è rivelata una soluzione molto razionale, in quanto consente il deflusso dell’aria calda dai radiatori senza che neppure sfiori il pilota, per un confort termico raramente riscontrato in moto con raffreddamento a liquido (qualcuno si ricorda la BMW K1100RS e il martirio che infliggeva agli “attributi” del pilota?). Ugualmente, l’ampio capolino, oltre ad essere aerodinamicamente molto corretto, ha il pregio di dare alloggiamento a due gruppi ottici di tre elementi ciascuno per una guida notturna molto sicura. L’impostazione di guida è decisamente sportiva, ma assolutamente corretta sul piano ergonomico, e, infatti, alla fine di una giornata di guida quasi continua, la nuova Buell 1125R è risultata molto poco stressante, anzi, decisamente confortevole, anche in ragione di quell’accurato studio della collocazione dei radiatori e della canalizzazione dell’aria calda, che non investe in alcun modo il pilota, E, nella rovente California, tale attenzione al comfort termico del pilota si è fatta ancora più apprezzare. Compattando, razionalizzando la disposizione di ogni componente, Buell e i suoi sono riusciti a porre la linea di sella a 775mm da terra e, al contempo, a ridurre in modo esemplare l’ingombro trasversale della sezione inferiore della moto, da cui consegue che la luce a terra in piega è tale da annullare il rischio di “toccate” malevole. La nostra prova in terra americana si è articolata su due giorni.

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