Laverda SFC 1000

Finalmente svelata la versione stradale della 1000 veneta

Laverda SFC 1000. Un design essenziale e moderno, un reparto tecnico raffinato ed un motore, derivato dal bicilindrico Aprilia 1000, da sogno.
Queste sono le caratteristiche peculiari della “special” SFC 1000 che verrà che verrà prodotta in serie limitata entro la fine del 2003 e che, nel corso del 2004, verrà affiancata dalla versione realizzata in serie, dedicata ad un pubblico più ampio.
Come accadeva per la storica SFC 750, le soluzioni tecniche come telaio, motore o scarichi, diventano gli elementi che caratterizzano inconfondibilmente il design.
L’aerodinamica, è stata particolarmente curata per offrire il massimo della protezione al pilota. Il cupolino quindi non solo completa il design ma offre un valido riparo anche alle elevatissime velocità.
Rispetto alla versione già vista al Motorshow dello scorso anno, la SFC a Milano ha sfoggiato le attesissime semicarenature, gli specchietti con freccia di direzione integrata e due nuovi “occhi” sul cupolino.
Il motore
I 133 CV a 9500 giri/min del bicilindrico 998cc sono l’anima della SFC.
Un motore senza dubbio ad altissime prestazioni, ma caratterizzato da un’erogazione dolce e progressiva.
La scelta dell’architettura a V di 60° assicura l’ottenimento di un motore leggero e compatto, permettendo lo sviluppo di componenti ciclistiche d’altissimo livello e un’ottimale distribuzione dei pesi.
Privo di sferragliamenti meccanici o rumori “strani”, il bicilindrico veneto si distingue inoltre per l’adozione di una frizione dotata di parastrappi con curva d’intervento progressiva in funzione della coppia motore applicata.
Il cambio, a rapporti ravvicinati, consente di sfruttare al massimo le caratteristiche del bicilindrico Laverda, ottenendo accelerazioni fulminee e riprese corpose, qualsiasi sia il rapporto inserito.
Il telaio
E’ composto di due parti, imbullonate tra di loro, di cui una in traliccio di tubi d’acciaio altoresistenziale in CrMO saldati a TIG e l’altra di piastre fresate in alluminio.
Una struttura studiata per offrire il massimo della resistenza torsionale e della compattezza, minimizzando il peso e ottimizzando l’accessibilità meccanica.
L’attacco del forcellone regolabile consente di personalizzare l’assetto della moto in base alle esigenze del pilota e del tipo di percorso. La regolazione avviene cambiando semplicemente le boccole del perno del forcellone.
Un telaio decisamente ricercato nel design, che abbina elegantemente superfici arrotondate ad elementi geometrici squadrati. Da notare la colorazione artigianale delle tubazioni che lascia in vista le “fiammature” tra le saldature delle tubazioni in acciaio.
Sospensioni
Molto curato, da un punto di vista tecnico e di design, il forcellone che aziona direttamente, un monoammortizzatore Öhlins, regolabile in estensione, compressione, precarico molla e lunghezza, al fine di variare l’altezza del retrotreno. L’ammortizzatore è posizionato in vista, sulla sinistra del forcellone, e consente d’ottenere la massima progressività possibile, valorizzandolo esteticamente.
Questa soluzione ha permesso, inoltre, di liberare spazio in una zona critica per il passaggio dell’impianto di scarico, che, può avere così un andamento più lineare a tutto vantaggio del miglior rendimento del motore. La particolare posizione dell’ammortizzatore, lo tiene poi lontano dal calore generato dai collettori di scarico, migliorandone la costanza di rendimento anche in condizioni particolarmente stressanti, come ad esempio la guida in pista.
La forcella Öhlins Racing upside down, con steli da 43 mm di diametro e trattamento al nitruro di titanio è tra i migliori prodotti che offre il mercato attualmente. Riducendo la lunghezza dei gambali si è potuto risparmiare sul peso di questo importante componente. E’ diminuito il carico sulla boccola di scorrimento ottimizzando quindi la scorrevolezza e la sensibilità della forcella. L’escursione della ruota è di 120 mm.
Veloce ed efficace il sistema di regolazione esterna del precarico molla e dell’idraulica in compressione ed estensione.
Il piedino per l’attacco della pinza freno, realizzato in alluminio, consente il fissaggio delle nuove pinze radiali, in perfetta sintonia con le ultime tendenze delle moto racing.
L’impianto frenante
Come lo era nello storico modello 750 SFC (Super Freno Competizione), l’impianto frenante anteriore, prodotto dall’italiana Brembo, rappresenta attualmente una delle migliori soluzioni in campo motociclistico. Le pinze “triple bridge” a quattro pastiglie hanno l’attacco radiale per offrire più potenza e modulabilità.
La nuova pompa, anch’essa radiale Brembo, ha dimensioni molto compatte e offre un rendimento aumentato rispetto ad una pompa tradizionale, riducendo lo sforzo alla leva. I dischi anteriori sono flottanti da 320 mm di diametro.
Componentistica
La cura e l’attenzione dedicate ad ogni dettaglio, in questo modello a tiratura limitata, rendono la SFC una moto unica sul mercato, nata e pensata per rilanciare un marchio che è patrimonio del motociclismo mondiale.
Oltre alle sospensioni, i freni ed i numerosi particolari in fibra di carbonio o titanio, particolare attenzione la meritano i cerchi forniti dalla Marchesini e realizzati in alluminio forgiato.

Molto particolare anche il cruscotto, caratterizzato da un mix di strumenti analogico- digitali, con display multifunzione, autodiagnosi dell’iniezione integrata e cronometro con 40 memorie.
Colori
Un solo colore, che richiama e rilancia la storia del marchio. La SFC non poteva che essere realizzata nel classico arancio Laverda che da sempre contraddistingue le moto racing del marchio. L’arancio Laverda si fonde al blu dei cerchi, al nero del carbonio e al grigio del titanio a realizzare un insieme cromatico di sicuro effetto.
Per quanto riguarda il listino, non è ancora stato dichiarato ufficialmente, ma sicuramente sarà da “collezionista”.
Dal 2004, come già detto, per la bellissima SFC 1000 è prevista la produzione in serie, ovviamente in versione meno raffinata, anche nel prezzo.
Sospensioni
Molto curato, da un punto di vista tecnico e di design, il forcellone che aziona direttamente, un monoammortizzatore Öhlins, regolabile in estensione, compressione, precarico molla e lunghezza, al fine di variare l’altezza del retrotreno. L’ammortizzatore è posizionato in vista, sulla sinistra del forcellone, e consente d’ottenere la massima progressività possibile, valorizzandolo esteticamente.
Questa soluzione ha permesso, inoltre, di liberare spazio in una zona critica per il passaggio dell’impianto di scarico, che, può avere così un andamento più lineare a tutto vantaggio del miglior rendimento del motore. La particolare posizione dell’ammortizzatore, lo tiene poi lontano dal calore generato dai collettori di scarico, migliorandone la costanza di rendimento anche in condizioni particolarmente stressanti, come ad esempio la guida in pista.
La forcella Öhlins Racing upside down, con steli da 43 mm di diametro e trattamento al nitruro di titanio è tra i migliori prodotti che offre il mercato attualmente. Riducendo la lunghezza dei gambali si è potuto risparmiare sul peso di questo importante componente. E’ diminuito il carico sulla boccola di scorrimento ottimizzando quindi la scorrevolezza e la sensibilità della forcella. L’escursione della ruota è di 120 mm.
Veloce ed efficace il sistema di regolazione esterna del precarico molla e dell’idraulica in compressione ed estensione.
Il piedino per l’attacco della pinza freno, realizzato in alluminio, consente il fissaggio delle nuove pinze radiali, in perfetta sintonia con le ultime tendenze delle moto racing.
L’impianto frenante
Come lo era nello storico modello 750 SFC (Super Freno Competizione), l’impianto frenante anteriore, prodotto dall’italiana Brembo, rappresenta attualmente una delle migliori soluzioni in campo motociclistico. Le pinze “triple bridge” a quattro pastiglie hanno l’attacco radiale per offrire più potenza e modulabilità.
La nuova pompa, anch’essa radiale Brembo, ha dimensioni molto compatte e offre un rendimento aumentato rispetto ad una pompa tradizionale, riducendo lo sforzo alla leva. I dischi anteriori sono flottanti da 320 mm di diametro.
Componentistica
La cura e l’attenzione dedicate ad ogni dettaglio, in questo modello a tiratura limitata, rendono la SFC una moto unica sul mercato, nata e pensata per rilanciare un marchio che è patrimonio del motociclismo mondiale.
Oltre alle sospensioni, i freni ed i numerosi particolari in fibra di carbonio o titanio, particolare attenzione la meritano i cerchi forniti dalla Marchesini e realizzati in alluminio forgiato.
Molto particolare anche il cruscotto, caratterizzato da un mix di strumenti analogico- digitali, con display multifunzione, autodiagnosi dell’iniezione integrata e cronometro con 40 memorie.
Colori
Un solo colore, che richiama e rilancia la storia del marchio. La SFC non poteva che essere realizzata nel classico arancio Laverda che da sempre contraddistingue le moto racing del marchio. L’arancio Laverda si fonde al blu dei cerchi, al nero del carbonio e al grigio del titanio a realizzare un insieme cromatico di sicuro effetto.
Per quanto riguarda il listino, non è ancora stato dichiarato ufficialmente, ma sicuramente sarà da “collezionista”.
Dal 2004, come già detto, per la bellissima SFC 1000 è prevista la produzione in serie, ovviamente in versione meno raffinata, anche nel prezzo.

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