MV Agusta F4 S

Un esplosivo mix tra gusto italiano, tecnica sopraffina e quel tocco di "magia" che solo i grandi Marchi, carichi di storia sportiva, possono dare.

MV Agusta F4 S 1+1. E’ difficile rimanere indifferenti di fronte ad alla nuova MV Agusta F4 S 1+1. Non si tratta, infatti, della solita 750 race-replica, ma di un mix esplosivo di personalità, gusto italiano e tecnologia ai massimi livelli.
MV non è più “solo” il Marchio portato alla ribalta dagli irripetibili successi di Giacomo Agostini, ma un vero e proprio costruttore di sogni su due ruote, che ora, grazie anche a questo nuovo modello, sono a portata di un pubblico più ampio rispetto alle prime serie…da “Sultano”.
La linea Un design mozzafiato, che prende liberamente spunto dalle Cagiva che hanno corso il Motomondiale 500 fino al 1994, soprattutto nel frontale. La F4 è una di quelle moto che non si scordano facilmente: la prima versione è stata presentata ben 3 anni fa ed ancora oggi è un “oggetto del desiderio” per gli appassionati. Difficile quindi non pensare ad un futuro nell’elite della storia del motociclismo, al pari della Ducati 916 che, guarda caso, nasce dall’ispirazione dello stesso progettista.
E sì, è proprio l’ingegno di Tamburini, spesso rimpianto dal popolo ducatista, a fissare nuovamente le linee di riferimento per una moto sportiva, ovviamente alla sua maniera: è impossibile, infatti, proporre grossi aggiornamenti di design alle F4, perché sicuramente ogni rivisitazione non potrebbe che peggiorarla ed in Ducati…ne sanno qualcosa.
Muso a papera, serbatoio “palestrato” ed i quattro scarichi che aggressivamente spuntano sotto al rastremato codino, sono elementi di design inconfondibili e fa quasi sorridere la maniacalità espressa nella pulizia delle linee, come ad esempio, nell’integrazione delle frecce di direzione negli specchietti. La colorazione è immancabilmente monocromatica. Una scelta importante, che conferisce notevole sobrietà, voluta per non celare dietro ad inutili adesivi pregi e difetti di un design così particolare.
La tecnica Anche per questa nuova versione, la ciclistica rimane decisamente efficace. Certamente i 205Kg di peso non sono un riferimento per la categoria, ma sono distribuiti talmente bene che quasi si dimenticano appena ci si lascia “trasportare” dall’intonato sound del quattro cilindri in linea – 749cc, 16 valvole ed iniezione elettronica -.
Il banco prova MV segna ben 137CV a 12600 giri, una decina in più rispetto alle precedenti versioni del propulsore. Sono frutto di importanti modifiche tecniche che hanno riguardato lo scarico, le testate e le valvole, i pistoni, gli alberi a cammes, la frizione e le bielle. Zona rossa fissata a 14.000 giri/min…
Il resto della componentistica è sostanzialmente rimasto invariato. Il telaio in tubi d’acciaio CrMo con piastre laterali in alluminio mantiene le tradizionali quote, con un interasse di 1398mm e l’inclinazione del cannotto di sterzo fissata a 24°. La forcella anteriore è una poderosa Showa con steli da 49mm, completamente regolabile come l’ammortizzatore posteriore che “pilota” il movimento dello splendido monobraccio posteriore in alluminio, dotato di una massiccia capriata di irrigidimento. Decisamente particolare il disegno dei cerchi, ovviamente in lega leggera, con 5 razze sdoppiate disposte a stella. L’impianto frenante Nissin è costituito da un doppio disco anteriore in acciaio di 310mm, su cui lavorano due pinze a sei pistoncini dal diametro differenziato. Al posteriore è montato un tradizionale disco da 210mm con pinza a 4 pistoncini.
Passando al prezzo, la cifra è quasi la metà dei 30000 euro necessari per la F4 Ago. Questa nuova versione biposto, infatti, scende fino a quota 16.656 euro. Un prezzo comunque alto, superiore del 35% rispetto alle dirette rivali “Made in Japan”, ma ampiamente giustificato, a nostro parere, dalla classe e dall’esclusività del prodotto.

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