Yamaha XT660Z Tenerè – Long Test Ride

Enduro stradale come categoria, ma la vocazione offroad si vede e si sente, non appena in sella. Salite a bordo per la nostra prova

Yamaha XT660Z Tenerè – Long Test Ride. Yamaha XT660Z Tenerè – Long Test Ride. I motociclisti non di primo pelo associano al suo nome bei viaggi, scampagnate, magari le prime uscite in fuoristrada, insomma tanti chilometri in sella ad una moto che ha fatto storia. Riprendere questo nome a 25 anni di distanza dal primo modello era un rischio, il rischio di rovinare il ricordo di quel nome che non era solo un logo sul serbatoio, era un simbolo. Anche chi scrive, prima di salire in sella, ha pensato “non potrà mai essere come la mia vecchia XT…”. E’ vero, manca quel romantico avviamento a kick starter ma il resto c’è: moto versatile, relativamente leggera, sufficientemente comoda, incredibilmente solida e i cavalli giusti, non troppi né pochi. Centro! La nuova XT660Z Ténéré è spinta da un monocilindrico a 4 tempi da 660cc a iniezione elettronica raffreddato a liquido, messo a punto per offrire una potenza maggiore nei regimi di coppia medio-bassi. Equipaggiato con una testata a quattro valvole con un rapporto di compressione di 10:1 e dimensioni di alesaggio per corsa di 100 mm x 84 mm. Cambio a 5 rapporti, forcella a corsa lunga, con un’escursione della ruota anteriore di 210 mm, al retrotreno agisce forcellone oscillante in alluminio con 200 mm di escursioni e serbatoio da 22 litri. Cosa manca? Ah sì, la mitica ruota anteriore da 21”! Ad una prima analisi a motore spento, ci troviamo di fronte ad ottimi materiali, plastiche ben accoppiate ed una sensazione generale di solidità che ci fa già immaginare escursioni fangose e ci ricorda di quando, dopo una caduta con la vecchia Tenerè, l’abbiamo subito rimessa in moto senza dover stringere nemmeno una vite. L’estetica è senza dubbio soggettiva, specialmente la parte anteriore che è piuttosto “dritta” ma non possiamo negare che è quantomeno particolare e capace di spiccare in mezzo a tante altre. Complici anche gli scarichi squadrati e il faro posteriore a led. Forza, è finalmente giunto il momento di avviare il motore!

Prova su strada e fuoristrada Il propulsore 660 romba com’è giusto che faccia un monocilindrico di tale cubatura ma la moto vibra poco, o meglio, vibra meno di quanto ci aspettassimo. Intanto notiamo che il motore risponde immediatamente alle sollecitazioni della manopola del gas e si fa notare per il sound secco e deciso dello scarico. Gli stivali poggiano a terra ma non proprio con tutta la pianta del piede ma “va bene così”, pensiamo mentre si comincia a pensare a qualche bel guado o alle rocce che non riusciranno a scalfire nemmeno la placca paramotore (che, per inciso, è in plastica mentre come optional esiste quello in metallo adatto ad un utilizzo più estremo). In sella alla Tenerè c’è tutto ma non avanza niente, è essenziale secondo la filosofia del “quello che non c’è non si può rompere”. La strumentazione è completa con anche il livello della benzina che va ad integrare la spia della riserva e affianca tachimetro e contachilometri (totale e due parziali). I comandi sono a portata di mano, solo il pulsante per il passing è un po’ troppo a portata di mano tanto che non è raro azionarlo inavvertitamente. Ottimi i freni Brembo che si sono dimostrati modulabili ed efficaci, sebbene il posteriore sia un po’ troppo incisivo e, se usato senza cautela, porta al bloccaggio della ruota. Promosso anche il reparto sospensioni, tanto su strada quanto fuori dove non siamo riusciti a metterlo in crisi. Su strada è parzialmente penalizzata dalla ruota anteriore da 21” ma alla prima mulattiera ce ne si dimentica non appena si scopre l’ottima agilità che consente questa soluzione. Per tirare le somme, siamo scesi dalla Tenerè soddisfatti per aver provato una moto efficiente, versatile, funzionale ed economica che, di questi tempi, non guasta!

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