Speciale: Formula 1

All’appello, per quanto concerne i top team, mancano solo BMW e Sauber, che non a caso hanno unito i loro sforzi. La casa bavarese insegue da molti anni il titolo, con risultati altalenanti. L’appoggio di una scuderia seria come Sauber (tra l’altro proprietaria di una sofisticata galleria del vento) potrebbe essere la mossa giusta, sempre […]

All’appello, per quanto concerne i top team, mancano solo BMW e Sauber, che non a caso hanno unito i loro sforzi. La casa bavarese insegue da molti anni il titolo, con risultati altalenanti. L’appoggio di una scuderia seria come Sauber (tra l’altro proprietaria di una sofisticata galleria del vento) potrebbe essere la mossa giusta, sempre che il V8 BMW non giochi qualche brutto scherzo.
Passiamo ora alle outsider, cioè quelle scuderie che per il momento puntano a raccogliere più punti possibile senza comunque ambire a risultati eclatanti. La più celebre (e ricca) fra le “seconde linee” è di sicuro la Red Bull, da quest’anno motorizzata Ferrari, che si affida all’esperienza di David Coulthard ed alla grinta giovanile di Klien. Il motore di Maranello da solo non basta a creare una monoposto competitiva, il valore della scuderia austriaca rappresenta ancora un’incognita. Da quest’anno il team Red Bull può contare sull’aiuto della Toro Rosso, nata sulle ceneri della Minardi come incubatrice di giovani talenti. Nella stagione 2006 al volante delle due Toro Rosso motorizzate Cosworth siederanno l’italianissimo Vitantonio Liuzzi e Scott Speed, proveniente dal campionato GP2.
Non rimane che l’ex Jordan, ora Midland F1. Il propulsore Toyota garantisce buone prestazioni velocistiche, resta da verificare l’effettivo comportamento dinamico della vettura. Giovanissimi i due piloti, Albers e Monteiro: la loro voglia di emergere potrebbe spostare l’ago della bilancia, anche se l’aiuto di un pilota esperto per lo sviluppo non sarebbe affatto male.
Da chiarire la posizione del team Super Aguri, fondato dall’omonimo ex pilota di Formula 1. La monoposto dovrebbe essere spinta dal V8 Honda, mentre per i piloti si parla di Takuma Sato.
All’inizio avevamo accennato al nuovo regolamento, parlando dei nuovi motori V8 e del ritorno dei pit-stop con cambio gomme. Oltre a queste due, importantissime, modifiche cambia la procedura delle qualifiche. Niente più noiosi giri singoli ma tre sessioni con tutte le auto in pista, a tutto favore dello spettacolo. La prima sessione prevede che tutte le auto scendano in pista, per una serie di giri cronometrati. Le 5 vetture più lente di questa sessione andranno ad occupare gli ultimi posti della griglia, mentre le rimanenti 15 si affronteranno in una seconda sessione cronometrata. Stesso procedimento anche in questo caso, con le 5 vetture più lente che vanno ad occupare le posizioni 10-15 della griglia.
L’ultima sessione vede impegnate le 10 vetture più veloci, che si contendono in 20 minuti la prime posizioni. Al termine delle prove è possibile rifornire la vettura di carburante, cosa che rende possibili dei veri e propri giri lanciati.
Un sistema che, nelle intenzioni degli organizzatori, dovrebbe favorire la spettacolo e soprattutto dare maggiore visibilità alle scuderie “minori”. Il rischio che si corre è che i top team decidano di effettuare 1-2 giri nelle prime due sessioni in maniera da preservare gomme e vettura in vista dell’ultima tornata di prove. Non ci resta che attendere il 12 Marzo 2006, data del primo week end di gara con il Gran Premio del Bahrain!

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