Speciali: MotoGp-Mugello

Rossi c’è…

Rossi c’è. Il grido del commentatore di Italia 1, Guido Meda, mentre il Valentino nazionale (ci perdoni lo stilista…) taglia il traguardo da vincitore, suona quasi come una liberazione, una conferma che quel pacchetto Rossi-Yamaha, apparso un po’ appannato negli ultimi due GP, è tornato a girare come il movimento di un orologio svizzero.
La gara è stata a dir poco emozionante, nonostante le riprese televisive non abbiano reso piena giustizia al coraggio di Rossi, Tamada, Biaggi e Gibernau, che si sono sfidati come dei gladiatori per tutto l’arco di “gara 1”, in una pista in cui le curve da cuore in gola sono…una norma.

Tamada: un vero Samurai Che fosse la giornata di Rossi lo si era capito dopo pochi minuti. Partito al comando, il pesarese ha trovato nella grinta di Makoto Tamada, in sella ad una Honda, un avversario davvero coriaceo: sembrava letteralmente volare all’uscita della curva prima del traguardo – le Bucine – tanto che, senza il problema tecnico legato alle gomme Bridgestone, avrebbe potuto tranquillamente sfilare a Rossi la vittoria in una volata degna di Alessandro Petacchi.
Brivido per Nakano! E proprio le gomme Brigestone, si sono rese nuovamente protagoniste di un problema tecnico sulla Kawasaki di Nakano, volato per lo scoppio della gomma posteriore mentre percorreva il rettifilo dei box a più di 320 km/h… Fortunatamente, i danni fisici sono limitati, ma ai box delle “verdone” si è temuto il peggio anche per il secondo pilota, il tedesco Hofmann.

Gibernau sornione per qualche giro ma… Con Tamada fuori dai giochi, Rossi ha avuto vita facile per qualche giro, ma poi la grinta di Gibernau è venuta a galla e la sfida è tornata ad accendersi. I due, hanno dato alla gara un ritmo davvero incredibile, alternandosi più volte al comando – lo spagnolo ha rischiato anche una penalizzazione per un sorpasso in regime di bandiere gialle – e distanziando, in pochi istanti, il pur bravo Massimiliano Biaggi, che sembra giocare la carta della costanza in attesa di salire in sella ad una moto più competitiva e degna di battagliare per il gradino più alto del podio.

Valentino stoppa la gara. Astuzia? La sfida tra i due “amici/nemici”, però, si interrompe a sei giri dalla fine con il braccio alzato da Valentino Rossi. Secondo Rossi, la pioggia rende “impraticabile” alcune zone della pista anche se, alcuni gesti di stizza da parte di Gibernau, fanno capire come la decisione sia presa, probabilmente, con discreta astuzia dal pilota pesarese…
Il regolamento, infatti, prevede che chi comanda la corsa possa deciderne la sospensione nel caso in cui non ritenga più idonee le condizioni della pista. Sino a poche stagioni fa, la gara si sarebbe conclusa con la vittoria del pilota in testa all’ultimo dei giri “buoni – Rossi, in questo caso -, ma ora le leggi sono diverse e la ripartenza è obbligatoria.

Gara 2: Ducati Show Il nuovo start, nonostante la pista umida e la scelta di rimontare le slick da parte di quasi tutti i piloti, non fa registrare alcuna caduta, ma da il via ad un vero e proprio Ducati show. Troy Bayliss, con la Desmosedici ufficiale, e Ruben Xaus in sella ad una “Rossa” in edizione 2003, danno spettacolo per alcuni giri con sorpassi e pieghe al limite della fisica nonostante i nuvoloni d’acqua alzati dal passaggio delle moto.

Ma negli ultimi giri, il buon Rossi, che sino a quel momento era rimasto in compagnia della Aprilia di Byrne a guardare lo spettacolo, prende coraggio e si fionda in vetta alla corsa, seguito pochi istanti più tardi dalla Honda di Gibernau. Il vantaggio di Vale però è ormai troppo elevato ed i rischi presi da Sete nelle ultime curve servono solamente per limitare i danni in tema di distacco dal primo…
Re Mida Rossi, insomma, trasforma in oro la medaglia di legno dipinta sul suo casco per l’occasione, senza dimenticare che ora i punti di distacco da Gibernau sono solamente dieci, mentre le vittorie tornano nuovamente in pareggio con un punteggio di 2 pari…

Grande Aprilia Un piccolo pensiero lo rivolgiamo alla Aprilia, che porta a Noale i 7 del decimo posto di Byrne, la vittoria di Porto ed il terzo posto di Poggiali in 250 e lo strepitoso successo di Roberto Locatelli nella classe 125.
Classifica finale: 1. YAMAHA Valentino ROSSI ITA 12’06.803 2. HONDA Sete GIBERNAU SPA 12’07.164 3. HONDA Max BIAGGI ITA 12’08.343 4. DUCATI Troy BAYLISS AUS 12’08.585 5. DUCATI Ruben XAUS SPA 12’09.192 6. HONDA Alex BARROS BRA 12’09.249 7. YAMAHA Norick ABE JPN 12’12.645 8. DUCATI Loris CAPIROSSI ITA 12’13.031 9. YAMAHA Marco MELANDRI ITA 12’13.264 10. APRILIA Shane BYRNE GBR 12’14.001 11. DUCATI Neil HODGSON GBR 12’15.851 12. HONDA Colin EDWARDS USA 12’16.429 13. PROTON KR Nobuatsu AOKI JPN 12’21.004 14. KAWASAKI Alex HOFMANN GER 12’54.894 15. HARRIS WCM Michel FABRIZIO ITA 12’57.301 16. APRILIA Jeremy McWILLIAMS GBR 13’03.375 17. MORIWAKI Andrew PITT AUS 13’06.070
Classifica piloti: 1 Sete Gibernau Honda ESP 86 2 Valentino Rossi Yamaha ITA 76 3 Max Biaggi Honda ITA 72 4 Alex Barros Honda BRA 48 5 Carlos Checa Yamaha ESP 36 6 Colin Edwards Honda USA 33 7 Loris Capirossi Ducati ITA 28 8 Nicky Hayden Honda USA 27 9 Troy Bayliss Ducati AUS 23 10 Marco Melandri Yamaha ITA 22 11 Norick Abe Yamaha JPN 21 12 Makato Tamada Honda JPN 15 13 Ruben Xaus Ducati ESP 13 14 Kenny Roberts Suzuki USA 12 15 Shinya Nakano Kawasaki JPN 11

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