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Ferrari, debutto in Borsa a Piazza Affari in chiaroscuro

Ferrari debutta in Borsa a Piazza Affari perdendo subito terreno e venendo momentaneamente sospesa, ma dopo essere stata riammessa recupera terreno e chiude a 43 euro.

Il primo giorno di Ferrari a Piazza Affari è stato caratterizzato dai ribassi dei mercati mondiali, che hanno inizialmente spinto il titolo del Cavallino Rampante verso il basso; ha pesato anche la speculazione successiva allo scorporo da Fca. «Siamo sul mercato da pochi minuti — ha spiegato il presidente della Ferrari e amministratore delegato della Fiat Chrysler Automobiles Sergio Marchionne — e quindi giudicare l’effetto della scissione è prematuro. E lo sarà anche a fine seduta. Ci vorrà del tempo per capire, occorre tempo per l’assestamento: quello di oggi è sicuramente un giorno strano».

A metà mattinata il titolo Ferrari era scivolato sotto quota 42 ed era stato sospeso, ma è stato successivamente riammesso a 42,79 ed ha recuperato pian piano, perdendo nuovamente terreno (41,5 euro) e chiudendo invece a 43 euro, dopo aver anche toccato quota 44 (il valore per azione della chiusura di New York del 31 dicembre). Riguardo ai prezzi di questo avvio in Borsa di Ferrari Marchionne ha fatto riferimento anche agli effetti della speculazione: «Il risultato di oggi della Ferrari in Borsa sarà determinato anche da gente che prende posizioni – ha spiegato -. Dobbiamo aspettare che nelle prossime due settimane le interferenze spariscano. Aspettiamo che si assesti. Ci vorrà tempo».

Di certo, però, Marchionne non ha dubbi sul quesito che qualche investitore potrebbe porsi per il titolo Ferrari, se si tratti di un’azione dell’automotive o del lusso: «Ferrari non ha nulla a che vedere con l’automotive» ha concluso Marchionne, che ha escluso, invece, l’ipotesi di quotazione per Maserati. Tra gli elementi indicati dal manager, un «dividend pay out piuttosto elevato» e 7.700 auto immatricolate nel 2016.

04 Gen 2016
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