Alfa Romeo Alfetta

Berlina sportiva regina degli anni settanta, l'Alfa Romeo Alfetta è una delle quattro porte più amate della casa di Arese. Ci fu anche una motorizzazione diesel ed un'orginale declinazione coupé, l'Alfetta GT

Alfa Romeo Alfetta, ponte tra passato e futuro
Prodotta dal 1972 al 1984, l’Alfa Romeo Alfetta rappresenta un passaggio cruciale tra il classico design Alfa Romeo e linee più moderne. La genesi dell’Alfetta avvenne in un momento cruciale, quello del passaggio dalle linee arrotondate degli anni sessanta a quelle squadrate, “moderne” e avveniristiche degli anni settanta. I designer Alfa Romeo tentarono con l’Alfetta di introdurre concetti nuovi senza indispettire troppo gli amanti del classico design che caratterizzava il marchio. Il frontale, tipicamente Alfa Romeo, rappresenta un ponte con il passato, mentre le linee tese della carrozzeria per l’epoca erano decisamente all’avanguardia.

Il carattere sportivo dell’Alfa Romeo Alfetta
Sotto il cofano dell’Alfa Romeo Alfetta pulsava il classico quattro cilindri bialbero di 1779 centimetri cubi. erogava 122 cavalli, garantendo buone prestazioni alla berlina italiana. Costruito completamente in alluminio, era decisamente più leggero del 1750 da cui derivava. COl passare degli anni, l’Alfetta fu declinata in diverse versioni e motorizzazioni. Citiamo ad esempio l’Alfetta 1.6, la 1.8 e la 2.0. Ci furono anche una versione 2.0 ed una 2.4 Turbo Diesel. L’assetto della vettura era tarato per garantire una guida dinamica ed appagante, in pieno stile Alfa Romeo.

Alfa Romeo Alfetta GT, la variante coupé

L’Alfa Romeo Alfetta GT, coupé derivata dall’Alfetta berlina, sostituì la celebre Giulia GT. Il design della vettura venne affidato al neonato studio Italdesign di Giorgetto Giugiaro, una firma davvero prestigiosa. Al momento del lancio, nel 1974, il motore era il bialbero di 1779 centimetri cubi in grado di erogare 122 cavalli. Tale propulsore, in combinazione alla struttura leggera della sportiva italiana, era in grado di arrivare a 195 km/h di velocità massima.

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