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F1 in lutto: è morto Max Mosley

Max Mosley, morto all'età di 81 anni, è stato uno dei simboli del motorsport e presidente della Fia. Nella sua vita, però, ci sono stati anche scandali sessuali e il dolore per la scomparsa di un figlio per overdose da eroina. Bernie Ecclestone: "Ho perso un fratello"

Il mondo dell’automobilismo e più nello specifico della Formula 1 è in lutto per la morte di Max Mosley, a lungo dirigente del circus (e parte attiva nella crescita di tutto il movimento) oltre che presidente della Fia, scomparso all’età di 81 anni.

Max Mosley, un simbolo del motorsport

Max Mosley è stata una delle figure chiave dell’automobilismo. Ha iniziato la sua carriera come pilota, ma gli scarsi risultati ottenuti l’hanno indotto a intraprendere la carriera di dirigente dove i frutti raccolti sono ben altri, riuscendo a raggiungere i vertici del motorsport e scrivendo pagine importanti della storia della F1, insieme a Bernie Ecclestone, anche in materia di sicurezza. Nel 1974 fonda, proprio con Ecclestone, Frank Williams, Ken Tyrrell e altri rappresentanti delle principali squadre automobilistiche, la FOCA (Formula One Constructors Association), associazione che doveva rappresentare gli interessi commerciali delle scuderie scuderie negli incontri con la FISA (Fédération Internazionale du Sport Automobile), una sotto-organizzazione della FIA, all’epoca organo mondiale di governo degli sport motoristici. Nei primi anni ottanta Mosley rappresenta la FOCA nella cosiddetta “Guerra FISA-FOCA”. Dopo il Gran Premio del Sud Africa 1981, a cui partecipano solo le scuderie legate alla FOCA, Mosley è uno dei fautori del Patto della Concordia, in cui si raggiunge un accordo tra le due organizzazioni: la FISA ottiene il controllo del regolamento della Formula 1, mentre la FOCA la gestione del suo aspetto economico e commerciale. Nel 1982 Mosley lascia la FOCA e la Formula 1, per lavorare con il partito conservatore britannico.

Nel 1986 torna nel mondo dello sport automobilistico, divenendo presidente della commissione dei costruttori all’interno della FISA e fondando la scuderia Simtek. Nel 1991 viene eletto alla presidenza della FISA stessa, sconfiggendo Jean-Marie Balestre. Nel 1993 la FISA, in seguito ad una sua riorganizzazione, cessa di esistere come organismo indipendente, divenendo la branca sportiva della FIA. Nello stesso anno Mosley viene eletto presidente della FIA; a tale carica è rieletto anche nel 1997, nel 2001 e nel 2005. Il 30 marzo 2008 viene coinvolto in un clamoroso scandalo sessuale scatenato dal quotidiano inglese News of the World che pubblica alcuni fotogrammi di Mosley mentre prendere parte a un’orgia, ma il dolore più grande arriva il 5 maggio 2009 quando il figlio trentanovenne, Alexander, viene trovato morto nel proprio appartamento in Notting Hill, a Londra, per overdose di eroina. Poco più di un mese più tardi Mosley annuncerà di non volersi ricantare alle prossime elezioni come presidente della FIA. Ai microfoni della BBC, Bernie Ecclestone ha espresso tutto il suo dolore: “Ho perso una persona di famiglia, come un fratello. Mosley ha fatto tanto per il motorsport, per l’industria dell’auto e per le corse: era impegnato ad assicurarsi che venissero costruite vetture sempre più sicure“.

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