Giornata Europea della Sicurezza Stradale a Roma

Con l’utilizzo di mezzi appositamente preparati e di manichini si è fatto vedere cosa succede se si viene colpiti da un auto, come la testa di un malcapitato e poco intelligente scooterista subisca molti danni se non indossa il casco o di come questo sia inutile se non allacciato; si è mostrato il comportamento da […]

Con l’utilizzo di mezzi appositamente preparati e di manichini si è fatto vedere cosa succede se si viene colpiti da un auto, come la testa di un malcapitato e poco intelligente scooterista subisca molti danni se non indossa il casco o di come questo sia inutile se non allacciato; si è mostrato il comportamento da tenere qualora si fosse presenti ad un incidente e quindi come prestare i primi soccorsi, come impedire che altri veicoli possano venire coinvolti in un incidente appena successo e si sono spiegati anche i metodi per affrontare situazioni di emergenza in sicurezza, come magari dover inchiodare o schivare un ostacolo all’ultimo momento senza perdere il controllo del mezzo. Questa iniziativa non solo è volta a sensibilizzare gli utenti della strada più a rischio, i minorenni appunto, ma soprattutto serve a tracciare delle linee guida per l’istituzione della prova pratica del patentino. La Comunità Europea, infatti, ha stabilito che per il 2011 la prova pratica dovrà essere realtà, mentre i responsabili della Motorizzazione auspicano che in Italia questa sia già in essere per il 2009. Questa manifestazione quindi è stata un po’ il banco di prova per capire come sviluppare questa prova, in modo che non sia la semplice riproposizione della prova pratica della patente A, individuando le specifiche esigenze che i più giovani hanno e che si possa così sviluppare un iter formativo che effettivamente li renda idonei alla guida nelle città, oggi molto più trafficate e pericolose di quando qualche ingegnere escogitò la prova dell’otto. La giornata, attualmente, sembra aver dato già i suoi frutti, soprattutto stando a sentire cosa ne pensano i diretti interessati, i ragazzi appunto, che mentre da una parte si sono divertiti e hanno avuto una scusa per “bigiare” la lezione, sono anche rimasti impressionati dalla violenza e tragicità degli scontri a cui hanno assistito e, sempre a detta loro, hanno anche toccato con mano le reali difficoltà della conduzione di un mezzo a due ruote, oltre ad aver appreso come comportarsi sia alla guida che come spettatori di un incidente. Bilancio positivo, quindi, per questa prima esperienza, nella speranza che si prosegua su questa strada e che si possano strappare alle statistiche di incidenti tanti giovani che spesso invece sono vittime e cause di incidenti dagli esiti che purtroppo ben conosciamo.

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