Infrazioni per guida distratta? Smartphone sequestrato per un mese

è la nuova proposta di ASAPS, associazione a supporto della Polizia Stradale.

Gianluca Fazzolari, Ispettore Superiore della Polizia di Stato, ha parlato della piaga degli smartphone alla guida come la sbornia del terzo millennio. Se gli incidenti diminuiscono ogni anno, è altrettanto vero che la mortalità è aumentata in maniera preoccupante. L’introduzione del reato penale di omicidio stradale non sembra aver scosso le coscienze degli automobilisti, almeno non abbastanza.

Tuttavia l’utilizzo di cellulare alla guida è deleterio non solo per chi lo utilizza ma soprattutto per gli utenti deboli della strada. Pedoni, ciclisti e motociclisti si trovano spesso vittime di guidatori distratti. Il provvedimento proposto da ASAPS, Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale, è semplice quanto drastico: sequestrare lo smartphone per un mese in caso di lesioni gravi o omicidio stradale. Un provvedimento più simbolico che altro ma che potrebbe far riflettere.

il fenomeno dell’incidentalità stradale connesso a distrazione è cosa, ahinoi, ormai da ritenere quotidiana tali e tanti sono gli episodi ricorrenti in cui la causa, o la concausa, dell’evento infortunistico cruento debba essere ricercata anche nell’uso e abuso dei dispositivi elettronici che determinano la “sbornia del terzo millennio” smartphone correlata – spiega Fazzolari, in un articolo apparso sul portale dell’ASAPS- ma facciamo un piccolo passo indietro, già nel 2015 Pino Pignatta sulle pagine di Famiglia Cristiana, ancor prima dell’introduzione nel sistema penale nazionale delle ipotesi di reato legate all’omicidio colposo ed alle lesioni gravi e gravissime stradali, parlava di sbornia del terzo millennio, termine coniato da Giordano Biserni, presidente ASAPS, indicando come la nuova emergenza si chiama “distrazione”: alle cause degli incidenti concorrono sempre più l’alta velocità e l’utilizzo di smartphone e tablet mentre si è al volante.” Roberto Sgalla, direttore della Polizia Stradale, sottolinea come l’abitudine alla connettività stia diventando sempre più scontata e quindi difficile da abbandonare: «Siamo connessi 24 ore su 24 e non accettiamo più di non esserlo quando siamo alla guida”. Un fenomeno, si dice, in crescita tra i giovani. Giordano Biserni, fondatore dell’Asaps, chiude dicendo che: “Le multe e la perdita dei punti non spaventano. Dovremo proporre il sequestro per un mese del cellulare”.  

Purtroppo però non sono “i giovani” a trainare la febbre da smartphone, ma l’intera società. Come spesso accade si cerca di scaricare sui ragazzi un fenomeno ormai conclamato, rischiando così di perdere di vista l’importanza della cosa.

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