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Targa prova: stop alla circolazione su auto già immatricolate

Con una sentenza dello scorso 25 agosto, la Corte di Cassazione ha stabilito che la targa prova non potrà più essere utilizzata per circolare con auto usate prive di regolare assicurazione

Decenni di abitudini ben consolidate sono in procinto di crollare dopo una recente sentenza del 25 agosto emanata dalla Corte di Cassazione: la targa prova non potrà più essere utilizzata su auto immatricolate, ma non assicurate, per prove tecniche, collaudi e/o altri spostamenti finalizzati alla vendita. Un cambiamento epocale, che creerà sicuramente diversi disagi non solo ai concessionari, ma anche a meccanici, carrozzieri e gommisti.

Fino a poco tempo fa, infatti, se la vostra auto era dal meccanico e quest’ultimo aveva necessità di spostarla oppure di effettuare un giro di prova, bastava che utilizzasse la targa prova e il gioco era fatto. Da oggi, purtroppo, questo non sarà più possibile: in caso capitasse un incidente, i danni li dovrebbe pagare il proprietario del veicolo, e non l’assicuratore che ha rilasciato la targa prova. Quest’ultima, quindi, è stata definita come una “deroga provvisoria all’immatricolazione e alla documentazione propedeutica alla messa in circolazione“, e nulla di più.

La sentenza della Corte di Cassazione conferma quanto appena scritto affermando che “l’apposizione della targa prova su veicoli già targati e immatricolati è una prassi che non trova riscontro nella disciplina di settore. La targa prova presuppone l’autorizzazione ministeriale e può essere concessa solo per i veicoli privi di carta di circolazione. Di conseguenza, dei danni derivanti dalla circolazione del veicolo targato con targa prova deve rispondere solo l’assicuratore del veicolo, e non quello della targa prova“.

Targa Prova 2020

Questa decisione innescherà agitazioni ancora più evidenti in un mercato già stravolto dalla pandemia Coronavirus, che al contrario avrebbe bisogno di stabilità e tranquillità per poter ripartire. In tal senso, il Presidente di AsConAuto Fabrizio Guidi ha dichiarato tutto il suo disappunto: “La recente sentenza sulla targa prova è sì un orientamento giurisprudenziale della Corte di Cassazione… ma non è norma. Il caso, infatti, è in evidenza al Ministero dei Trasporti con cui, tramite Federauto, siamo in contatto. Il Ministero dei Trasporti e il Ministero dell’Interno hanno predisposto uno schema di regolamento, recante modifiche al DPR 474/2001, per una ridisciplina organica della targa prova. È in corso la consultazione dei pareri richiesti e non appena il regolamento sarà definito sarà anche nostra cura darne la necessaria diffusione“.

AsConAuto si era già attivata su questo tema nel 2018 a seguito d’iniziative prese da parte della Polizia Stradale di Arezzo – ha proseguito Fabrizio Guidi – Di fronte a questi nuovi elementi, che turbano un mercato già devastato dalla pandemia, il pensiero della nostra Associazione è chiaro: le autorità competenti intervengano per perseguire eventuali abusi solo nei casi in cui della targa prova sia fatto un uso improprio, ma gli utilizzi professionali sono da tutelare!“.

L’uso della targa prova ha un costo notevole e noi lo sosteniamo convinti, per far provare l’auto, nuova, usata o riparata a un cliente, per portarla da una officina a un’altra, per lavare l’auto e così via – ha concluso il Presidente di AsConAuto – In questa fase l’invito da parte della nostra Associazione è quello di continuare a comportarsi come sempre. La nostra Associazione intende ribadire con forza la necessità di un rapido ripristino della chiarezza e di principi trasparenti, in base ai quali tutti i soggetti attivi nel mercato devono assumersi le proprie responsabilità: valori ai quali il nostro sistema associativo da sempre aderisce nella propria attività quotidiana al servizio dei clienti“.

Targa Prova 2020

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