Guida sicura in moto: i consigli da seguire e gli errori da evitare

Guida fluida, consapevolezza e tanta attenzione: questi sono i principi base per guidare al meglio la propria moto ed evitare brutte sorprese

Che tu abbia in garage una supersportiva o un motorino, le regole sono sempre le stesse: guidare una moto su strada è pericoloso. Farne a meno, però, diventa praticamente una condanna: allora ci auto-convinciamo di andare piano, di rispettare i limiti e la segnaletica… ma le emozioni che la nostra amata due ruote è in grado di offrire ci spingono sempre oltre il limite. Tante volte può andare bene, ma basta un solo errore e tutto può cambiare.

Fatalismi a parte, ogni volta che saliamo in sella alla nostra compagna di avventure l’imperativo è prestare la massima attenzione a cosa succede attorno a noi, mantenendo la consapevolezza necessaria per evitare brutte sorprese. La guida deve essere fluida e morbida, non solo per goderci al meglio il nostro viaggio… ma anche per non mettere in crisi noi stessi e tutti gli altri utenti della strada. Quali sono, quindi, gli errori e i comportamenti da evitare quando impugniamo il manubrio della nostra moto?

Honda CBR dopo una caduta

1. MODALITA’ AUTOMATICA… NO GRAZIE!

Uno tra i pericoli maggiori a cui possiamo andare incontro quando siamo alla guida della nostra moto è quello di lasciar andare la nostra mente in automatico. Quando un’azione, una strada da percorrere o un lavoro da svolgere sono sempre gli stessi, il cervello umano tende ad entrare in modalità “stand-by”, in cui noi non dobbiamo più impartire volontariamente gli ordini necessari per portare a termine il compito assegnato. Tutto diventa automatico e quindi tendiamo ad abbassare la guardia: è tutto così prevedibile, cosa vuoi che succeda?

Ma è proprio in questa circostanza che può accadere quello che vogliamo evitare a tutti i costi: l’incidente. In questo stato non saremmo in grado di rispondere con prontezza a un pericolo imminente perchè i nostri tempi di reazione sono inevitabilmente più lunghi di quelli “standard”. Risultato? Potete immaginarlo…

2. MA CHE BEL PAESAGGIO…

In maniera simile a quanto appena detto, anche le distrazioni sono una delle maggiori cause di cadute e incidenti quando ci troviamo in sella alla nostra moto. Poco importa se siamo imbottigliati nel traffico cittadino o su una strada che costeggia il mare: guidare una due ruote richiede attenzione, e se questa viene meno… Questo non vuol dire che dobbiamo diventare dei robot! Se la situazione lo consente possiamo anche permetterci di dare un’occhiata (veloce!) al paesaggio o a quella bella ragazza che cammina sul marciapiede: basta che non diventi un’abitudine!

Guida moto in prima persona su strada

3. LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO

Di motociclisti ne esistono di tutti i tipi: dal pistaiolo che esce dal garage vestito di tutto punto anche solo per fare il giro del quartiere… a quelli che utilizzano moto sportive (e non) con maglietta, pantaloncini corti e infradito. Se la prima tipologia esagera in un modo, la seconda lo fa nell’altro: tra le due, però, sceglieremmo sempre la prima. Quando ci mettiamo in sella… rispettiamoci e indossiamo sempre l’abbigliamento protettivo: giacca e pantaloni con le protezioni, paraschiena, guanti, scarpe e casco (sempre allacciato). La motivazione nel fare questo non deve essere solo il rispetto delle regole della strada, ma soprattutto di noi stessi. L’asfalto è duro, e fa male.

Honda CBR con pilota vestito da pista

4. CONFIDENZA, QUESTA SCONOSCIUTA…

Abbiamo appena comprato la nostra nuova moto e non vediamo l’ora di far vedere il nuovo acquisto ad amici e parenti. Ecco, in questa situazione il nostro consiglio è… andare con calma. Uno tra gli errori tipici dei motociclisti inesperti è lasciarsi prendere dalla fretta durante la guida, magari in contesti che, invece, richiedono una certa esperienza per essere affrontati.

Come dobbiamo rispettare noi stessi indossando l’abbigliamento adeguato, portiamo rispetto anche alla nostra amata due ruote: prendiamo confidenza con il suo peso, nell’affrontare le curve cerchiamo di diventare un tutt’uno con lei, in modo da “sentire” le sue reazioni. Rispetto alla macchina, una moto segue le indicazioni impartite dal nostro corpo e dal nostro sguardo: una volta capito come fare, tutto diventerà più naturale.

Una condizione che richiede tempo e tanta pratica, da effettuare magari in contesti poco trafficati e più sicuri rispetto alle strade che siamo soliti percorrere. Per accelerare l’apprendimento, frequentare un corso di guida sicura può risultare molto utile al fine di prendere confidenza con il nostro mezzo: non metteremo subito il ginocchio a terra, ma almeno avremo imparato i fondamentali per essere dei motociclisti provetti!

5. NON SOLO BENZINA E GAS A MARTELLO

Da motociclisti ancora inesperti ma con un roseo futuro che ci attende, la prima cosa che ci viene in mente quando andiamo a prendere la nostra moto in garage sarà questa: è sufficiente la benzina nel serbatoio per fare il mio giretto quotidiano? Bè, questo è troppo poco ai fini della nostra e altrui sicurezza su strada! Abbiamo controllato la pressione delle gomme? Qual è il livello dell’olio motore e dell’acqua? E la catena, è abbastanza ingrassata e scorrevole?

Manutenzione alla catena di una moto sportiva

Essere un motociclista è anche questo: prenderci cura della nostra due ruote quotidianamente sarà fondamentale per goderci al meglio ogni nostro viaggio, che “lei” ripagherà con tutta quella serie di emozioni che abbiamo menzionato all’inizio della nostra guida e che tanto ci fanno stare bene. Vale la pena, quindi, scendere in garage e farle visita una volta in più, no?

6. COME SI STA LASSU’?

Quando avremo preso una certa confidenza con la nostra moto, la tentazione di fare un viaggetto in due sarà irresistibile. Sarà di nuovo la nostra “prima volta”, quindi, attenzione: la dinamica di una due ruote con il passeggero a bordo è decisamente diversa da quella con il solo pilota in sella. Una seconda persona comporta un aumento di peso, difficoltà maggiori in manovre a basse velocità e in piega: sensazioni, quindi, molto differenti a quelle a cui siamo abituati.

Il primo approccio dovrà avvenire con cautela, soprattutto se il nostro compagno (o compagna) d’avventure dovrà “appollaiarsi” su quello strapuntino che è stato ricavato nel codone della nostra supersportiva. Su moto di questo tipo la prudenza dovrà essere doppia: sia mai che in accelerazione al semaforo ci troviamo da un momento all’altro inspiegabilmente da soli…

Pilota e passeggero su moto sportiva in strada

7. LA STRADA NON E’ UNA PISTA

Essere motociclisti è anche un modo per fare nuove conoscenze e stringere nuove amicizie: dopo aver fatto pratica da soli, è giunto il momento di divertirsi in compagnia, magari scalando quel passo di montagna che vi piace tanto. Ecco un altro errore da evitare, soprattutto se siete in sella a una sportiva con tanti cavalli che scalpitano di poter correre: dopo la cautela iniziale, le prime volte che aumenterete la vostra andatura vi sembrerà di essere “invincibili”.

Proverete ad andare oltre i vostri limiti, magari cercando di tenere testa a quel vostro amico che, più navigato di voi, si permette degli inserimenti in curva con ginocchio, gomito a terra… e invasione della corsia opposta. Siate più intelligenti: non imitatelo. In cima al passo non c’è la bandiera a scacchi e non si vince alcun premio. Se volete correre, andate in pista: altrimenti su strada rispettate le regole e i limiti di velocità. La vostra vita vale molto di più di una grattata sulle saponette della vostra tuta…

Ruben Xaus ginocchio a terra moto in pista

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