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Il nuovo Codice della Strada è legge

Il Senato ha approvato il DDL 1720 Sicurezza stradale

Il nuovo Codice della Strada è legge e, può piacere o no, entrerà in vigore con il prossimo esodo estivo di venerdì 30 luglio. Quindi prestate ancora più prudenza perché sono stati inaspriti i limiti, i divieti e di conseguenza anche le sanzioni.
Il Senato ha approvato, in quarta lettura, il Disegno Di Legge 1720 in “materia di Sicurezza Stradale”, che passa con 145 voti a favore e 122 astenuti ed introduce norme più restrittive.

ALCOL BANDITO PER NEO PATENTATI E AUTISTI
Non sono molte le norme modificate rispetto all’ultimo Dl presentato in primavera, confermata anche l’eliminazione del seggiolino nelle moto, e si pone la massima attenzione verso i neo patentati che per i primi tre anni non potranno bere un goccio di alcol, come anche per chi guida per professione, pena il licenziamento per giusta causa.
Lieve modifica per il foglio rosa e la possibilità di guidare accompagnati da un adulto dai 17 anni: il minore deve essere in possesso della patente A.

LIMITI DI VELOCITA’: SANZIONI PIU’ CATTIVE
Confermato anche il limite di velocità di 150 Km/h solo sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia dotate di un sistema Tutor.
Chiunque supera di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità paga una multa da 500 a un massimo di 2.000 euro (prima da 370 a 1.458 euro).
Mentre per chi supera di oltre 60 km/h il limite massimo di velocità paga una multa da un minimo di 779 a un massimo di 3.119 euro (in precedenza da 500 a 2.000 euro).

SANZIONI DIFFERENTI PER I DIVIETI DI SOSTA
Chi sosta negli spazi di fermata dei mezzi pubblici, nei parcheggi per le auto di invalidi, in corrispondenza di scivoli per invalidi o in corsie/carreggiate riservate ai mezzi pubblici paga una multa che si differenzia in base al mezzo: per i ciclomotori e le minicar va da 38 a 155 euro; per auto e moto da 78 a 311 euro (prima era indifferente e dai 78 ai 311 euro).

SANZIONI PER LA REVISIONE SCADUTA
Confermata la sanzione per chi guida un veicolo con revisione scaduta: si va dai 155 ai 624 euro. Chi salta la revisione per più di una volta o circola con un veicolo sospeso in attesa di revisione, paga una multa raddoppiata
Vengono aggiunte due ipotesi:
– chi è senza revisione viene sottoposto alla sospensione del veicolo. In questo caso, il veicolo può circolare solo per andare in un’officina autorizzata a effettuare revisioni o all’ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione
– fuori da questa ipotesi, la multa per chi circola con veicolo sospeso è molto più salata: da 1.842 a 7.369 euro. A questa si aggiunge il fermo del veicolo per 90 giorni.

SANZIONE PER GUIDA CON PATENTE SOSPESA O CON AUTO INQUINANTE
Chi circola nonostante la sospensione o il divieto della circolazione (vedi misure antismog), paga una multa da 74 a 296 euro.
Introdotto il concetto di “classe inquinante” (ad esempio le Euro 3 e le Euro 4): chi circola con veicoli di emissioni inferiori sarà sanzionato con una multa da 155 a 624 euro. Prevista la sospensione della patente da 15 a 30 giorni se si viene sorpresi per la seconda volta in due anni.

PROVA D’ESAME
– Se prima le prove d’esame non potevano essere sostenute prima di un mese dalla data del rilascio del foglio rosa, ora la norma riguarda solo l’esame pratico: l’esame di teoria si potrà allora sostenere  anche prima che sia trascorso un mese dal rilascio del foglio rosa.
– L’esame di teoria potrà essere ripetuto anche più di una volta invece l’esame praticosolo una volta.

RECUPERO PUNTI
– Se l’automobilista ha ancora dei punti sulla patente, può guadagnarne 6 frequentando un corso di aggiornamento organizzato da autoscuole o soggetti autorizzati e superare anche una prova d’esame.
– Deve superare un esame sia teorico che pratico chi ha perso tutti i punti sulla patente e chi, dopo aver perso 5 punti in una sola volta, commette altre due violazioni da 5 punti entro i dodici mesi successivi.

Commenti politici e perplessità
Pare che il nuovo CdS metta d’accordo tutti. Per il centrosinistra è un “importante passo avanti che modernizza un codice della strada ormai vecchio di diciassette anni” mentre il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è soddisfatto perché grazie a questa nuova regolamentazione ci sarà una ulteriore diminuzione degli incidenti mortali, come successe dopo l’introduzione, da parte del suo Governo da poco eletto, della patente a punti nella torrida estate 2003, grazie alla quale si scese dai 7.000 del 2002 ai 4.500 di oggi.

Però per applicare le nuove norme bisogna reperire le risorse soprattutto perché investire in sicurezza è conveniente e riduce il costo degli incidenti stradali, che incidono per 25 miliardi di euro l’anno sulle casse dello Stato.
La vera novità si dice sia l’obbligo da parte dei Comuni a destinare davvero il 50% delle sanzioni a iniziative per migliorare la sicurezza stradale (per esempio lavori di manutenzione alle strade, creare una segnaletica leggibile ed adeguata, fare educazione stradale anche nelle scuole ecc.), pena una sanzione del 30% sul 50% delle multe incassate nell’anno precedente.
Però chi controllerà l’effettiva operatività dei Comuni?
Si devono aumentare i controlli, c’è bisogno di veder circolare più pattuglie delle forze dell’ordine che auto blu.

Forse per essere una vera riforma del Codice della Strada bisognerebbe incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici in città, si dovrebbe discutere si prezzi del carburante e di costi delle assicurazioni, in modo da venire davvero incontro agli automobilisti.
Va bene multare chi non rispetta le norme e la vita altrui (purché poi paghi davvero), ma ancora una volta siamo di fronte a un muro di vincoli, limiti e divieti da sanzionare con mano pesante, e non c’è alcuna soluzione verso una mobilità alternativa e sostenibile.

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