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Le strade più pericolose d’Italia: quali sono, dati e numeri

ACI ha presentato i dati relativi agli incidenti stradali avvenuti nel 2019 segnalando i mezzi coinvolti e le strade più pericolose. Dove dobbiamo stare più attenti? In città: 74 incidenti su 100 avvengono infatti su strade urbane, ma i più gravi su strade extraurbane e autostrade

ACI ha pubblicato il bilancio degli incidenti stradali del 2019 in Italia (“Localizzazione degli incidenti stradali 2019”) andando a individuare quali sono i tratti stradali più pericolosi, quali mezzi sono maggiormente coinvolti e con quale esito. Cominciamo con una notizia buona: il numero complessivo degli incidenti e le vittime della strada è diminuito rispetto al 2018. La differenza è minima nel primo caso, mentre per quanto riguarda la mortalità si è passati da 3.334 vittime nel 2018 alle 3.173 dell’anno scorso, un trend costantemente in calo dal picco avuto nel 2015 (3.428) ma che in termini assoluti non può certo permetterci di abbassare la guardia. Sostanzialmente invariato invece il numero dei feriti, con numeri che fanno capire quanto ancora di sia da fare per rendere più sicure le nostre strade.

Dove avvengono gli incidenti?

Cominciamo a capire dove avvengono la maggior parte degli incidenti e in quali circostanze, quindi, rischiamo maggiormente. Il 74% degli incidenti avviene in città, su strade urbane (3 su 4!), il 21% su quelle extraurbane e solo il 5% in autostrada… il che dimostra che il vero problema è la distrazione quando si è alla guida, infatti in autostrada siamo mediamente molto più concentrati di quanto avvenga in città. Se però andiamo a considerare la gravità delle conseguenze le cose cambiano, a sottolineare che la velocità è un elemento determinante insieme alla possibilità di urtare contro degli ostacoli. In termini di mortalità infatti il maggior numero di incidenti avviene proprio sulle strade extraurbane e in autostrada.
Prendendo come riferimento l’anno 2010, gli incidenti sulla rete primaria sono diminuiti del 22,1% (media Italia -19%), i morti del 24,4%, (media Italia -22,9%). Rispetto al 2018, invece, gli incidenti sono diminuiti del 2,1% (-779) ed i decessi del 6,9% (-93).
Le autostrade urbane si confermano quelle con la maggiore densità di incidenti a causa degli elevati flussi di traffico e della pluralità di mezzi diversi.

Attenti al venerdì sera!

Se volete sapere quando dovete stare particolarmente attenti, sappiate che i mesi peggiori sono giugno, luglio e marzo mentre il giorno più pericoloso della settimana è venerdì, in particolare dalle 18.00 alle 20.00.
Le strade più pericolose sono sempre quelle in prossimità dei grandi centri, in particolare: per le auto la Penetrazione urbana A24, Tangenziale Nord di Milano e diramazione di Catania a18 dir; per le moto la SS 001 Aurelia, Grande Raccordo Anulare e SS 016 Adriatica mentre i pedoni rischiano maggiormente su Aurelia, Casilina e Tirrena Inferiore.

Gli utenti vulnerabili

Chi rischia di più? Motociclisti, ciclisti e pedoni sono ovviamente i più vulnerabili: il 33,8% dei decessi a seguito di incidente (1 morto su 3) appartengono infatti a queste categorie: nel 20,4% dei casi è deceduto un motociclista (257), nel 9,1% un pedone (115) e nel 4,2% un ciclista (53).
Rispetto al 2018 i pedoni morti sono in diminuzione (erano 137, pari al 10,2%), mentre i ciclisti morti aumentano (erano 39, pari al 3%).
L’indice di mortalità delle due ruote (sia motocicli che biciclette), è molto più elevato di quello delle quattro ruote: 3,6 morti ogni 100 mezzi coinvolti in incidente, rispetto all’1,3 delle auto.
Al vertice delle tratte più pericolose per le due ruote, la SS 001 Aurelia in Liguria, il Grande Raccordo Anulare di Roma, la SS 016 Adriatica in provincia di Rimini, la SS 018 Tirrena-Inferiore in provincia di Salerno, la SS 249 Gardesana Orientale in provincia di Verona, la SS 145 Sorrentina in provincia di Napoli, la SS 006 Casilina in provincia di Roma, la Tangenziale Est-Ovest di Napoli

Migliorare si può…

A fronte di questi dati da “guerra” che, nonostante i miglioramenti, continuano a contare cifre decisamente elevate, ci sono anche strade dove il numero degli incidenti è calato in maniera significativa rispetto al 2018: SS 313 di Passo Corese, in provincia di Rieti, SS 186 di Monreale, in provincia di Palermo, SS 254 di Cervia in particolare in provincia di Forlì-Cesena, SS 211 della Lomellina nella tratta in provincia di Novara: la diminuzione degli incidenti su queste strade è stata almeno del 45% e non si sono verificati eventi mortali.
Sarebbe interessante capire se questi dati sono stati ottenuti grazie a interventi mirati da parte dei gestori e, se sì, quali sono stati… la diffusione di buone pratiche quando si parla di sicurezza è fondamentale!

Per chi volesse approfondire ulteriormente questi dati o volesse “controllare” la situazione nella propria provincia è possibile collegarsi al sito dell’ACI e verificare.
Da parte nostra non possiamo che rinnovare la raccomandazione di vivere la passione per i motori sempre con intelligenza e prudenza: controllate che il vostro mezzo sia sempre efficiente, verificate di essere in grado di guidare e, soprattutto, evitate distrazioni!

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