Multa non valida se il semaforo è rotto e non funziona

Se pensate di fare ricorso contro una multa ricevuta per passaggio con semaforo rosso, ricordate che una recente sentenza della Cassazione ha decretato che la multa non è valida solo quando il semaforo è rotto e quindi non funzionante.

Credevate di poter far ricorso per una multa per passaggio con semaforo rosso rilevata dalle telecamere automatiche? Magari facendo appello alla mancata taratura del sistema che ha scattato la fotografia incriminata? Ebbene, sappiate che rischiate di andare “dritti dritti” verso una cocente delusione. E a dirlo non è qualcuno a caso, ma addirittura la Corte di Cassazione.

Multa semaforo rotto

Ma andiamo con ordine. Qualche giorno fa via abbiamo parlato di una sentenza di un Giudice di Pace in tema di “taratura” dei sistemi di autovelox e tutor. Non è infatti un segreto, ma è stabilito per legge che le macchine fotografiche e i sensori che rilevano la nostra velocità su arterie e autostrade debbano essere sottoposte a revisione periodica. Lo stesso – a quanto pare – non coinvolge gli impianti semaforici dotati della solita fotocamera.

A dirlo è una sentenza della Corte di Cassazione, la numero 25026 di quest’anno. Per gli ermellini di piazza Cavour in quel di Roma, infatti, le prove fotografiche relative ad una multa elevata per esser passati con il rosso sono più che sufficienti per condannare l’automobilista a pagare. Al contrario proprio degli autovelox – come dicevamo – gli impianti semaforici per essere considerati in servizio e leciti a tutti gli effetti necessitano semplicemente dell’omologazione – e non di alcuna taratura o revisione periodica. Per vincere la propria sfida allo Stato va invece dimostrato che il sistema semaforo sia proprio non funzionante.

Non solo. Anche se interpellati i Comuni gestori dell’impianto semaforico in questione sono addirittura sollevati dal produrre alcuna prova che le fotocamere e i sensori installati siano mai stati tarati. Inoltre la Corte ha anche stabilito che sul verbale di contravvenzione possa serenamente non esserci alcuna indicazione su eventuali controlli preventivi effettuati sul semaforo.

Emerge quindi il pugno di ferro dello Stato nei confronti degli automobilisti che passano con il rosso che ricordiamo – oltre a mettere in discussione la propria e altrui incolumità si vedranno recapitare una multa di 180 Euro e la decurtazione di 6 punti dalla patente. Non solo: chi nel corso di due anni viene pizzicato due volte a passare con il semaforo rosso si porta a casa anche la sospensione della patente da uno a tre mesi.

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