Polstrada: ritiro della patente a chi usa lo smartphone alla guida

Lo smartphone alla guida è la causa principale di incidenti in Italia. L'ovvio provvedimento, secondo la Polstrada, è quello di ritirare la patente di guida a chi viene colto in flagrante.

L’uso dello Smartphone alla guida è la piaga del decennio, almeno per quanto riguarda il numero di incidenti stradali dovuti ad una distrazione del conducente.

Pensate alle cinture di sicurezza, rese obbligatorie (sembra assurdo, ma è così) solamente nel 2006. Per rendere questa normativa ad oggi considerata alla base della guida è stato necessario inasprire in maniera quasi eccessiva le sanzioni: chi non indossa la cintura va incontro alla decurtazione di 5 punti dalla patente, un numero elevato se consideriamo che per chi guida contromano i punti detratti sono 4.

Lo smartphone dovrebbe, in qualche modo, seguirne le tracce e farlo in via bilaterale, ovvero con l’impegno da parte dei costruttori a limitarne l’uso. Il collega Alessio Sanavio è recentemente stato alla presentazione di nuova Mazda3, dove -meraviglia delle meraviglie- il display infotainment da 7″ non riceve più i comandi touch, ma è gestibile da un joystick posto sul tunnel centrale e da comandi vocali ottimizzati.

Sanzioni più aspre per i trasgressori

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Per arginare davvero il problema però, suggerisce il dirigente della Polizia Stradale Santo Puccia, a colloquio con la commissione Trasporti della Camera dei Deputati, serve “Una modifica normativa che consenta il ritiro della patente alla prima violazione va incontro all’esigenza di essere più efficaci nel contrasto a questo comportamento pericolosissimo”

“La modifica normativa che pone la possibilità di procedere alla sospensione e quindi contestualmente al ritiro della patente già alla prima violazione – ha continuato Puccia – è di grande aiuto dal punto di vista della prevenzione e per educare in maniera più efficace gli utenti della strada. Ormai – ha concluso il dirigente della Polizia Stradale – si trovano a buon mercato auricolari e dispositivi di viva voce. Ritengo si possa generare un effetto virtuoso come lo abbiamo registrato con il meccanismo della patente a punti”.

Ormai è questione di tempo prima che il Codice della Strada si adegui allo stile di vita connesso, immersivo e catalizzante dettato dagli smartphone.

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