Ritiro patente: quando scatta, quanto dura la sospensione e come recuperare il documento

Controllo punti patente

Il ritiro della patente è una misura prevista dal Codice della Strada in presenza di specifiche violazioni e comporta l’impossibilità di guidare fino alla restituzione del documento. Cosa bisogna fare, quindi, per riottenerla?

Le procedure cambiano in base al motivo del ritiro e possono coinvolgere Prefettura, Motorizzazione Civile e, in alcuni casi, anche la Commissione Medica Locale. Ecco in quali situazioni scatta il provvedimento e quali sono i passaggi per recuperare la patente.

Ritiro della patente, sospensione e revoca: le differenze

Il ritiro della patente consiste nella sottrazione materiale del documento da parte delle forze dell’ordine durante l’accertamento di una violazione. L’agente trattiene la patente, ne dà atto nel verbale e la trasmette alla Prefettura competente in base al luogo in cui è stata commessa l’infrazione.

È importante distinguere il ritiro dalla sospensione della patente. Il primo è un atto immediato che avviene al momento del controllo, mentre la sospensione è il provvedimento con cui il Prefetto vieta la guida per un determinato periodo. Il ritiro può essere disposto anche per motivi amministrativi, come la patente scaduta, mentre la sospensione è prevista per violazioni più gravi. Diversa ancora è la revoca della patente, che comporta la perdita del titolo di guida e richiede il conseguimento di una nuova patente secondo le modalità previste dalla legge.

Guida con patente scaduta: cosa succede

Uno dei casi più comuni di ritiro della patente riguarda la guida con un documento scaduto. Il Codice della Strada prevede una sanzione amministrativa e il ritiro della patente quando il conducente viene sorpreso alla guida dopo la scadenza del periodo di validità.

Per riottenere il documento è necessario completare la procedura di rinnovo della patente, sottoponendosi alla visita medica prevista per verificare il possesso dei requisiti psicofisici. Una volta ottenuta l’idoneità, viene rilasciato il nuovo documento con la relativa data di scadenza.

Questa situazione è diversa dalla sospensione conseguente a un’infrazione grave: il ritiro non deriva da una condotta particolarmente pericolosa, ma dalla circolazione con un titolo di guida non più valido. Guidare con la patente scaduta può inoltre comportare ulteriori conseguenze in caso di incidente o durante i controlli su strada, anche nei rapporti con la compagnia assicurativa.

Ritiro della patente per alcol o sostanze stupefacenti

La guida in stato di ebbrezza è una delle principali cause di ritiro della patente. Le conseguenze variano in base al tasso alcolemico accertato: fino a 0,5 g/l non sono previste sanzioni per i conducenti ordinari, mentre oltre questa soglia scattano provvedimenti sempre più severi. Con un valore superiore a 0,8 g/l si entra nell’ambito penale, con ammenda, arresto e sospensione della patente; oltre 1,5 g/l aumentano sia le sanzioni sia la durata della sospensione.

Il ritiro del documento avviene generalmente nell’immediatezza del controllo, mentre sarà successivamente il Prefetto a stabilire il periodo di sospensione. Nei casi più gravi può essere richiesto anche l’accertamento dei requisiti psicofisici davanti alla Commissione Medica Locale prima della restituzione della patente.

Con le recenti modifiche al Codice della Strada sono state inoltre introdotte nuove prescrizioni per alcuni conducenti sanzionati per guida in stato di ebbrezza, tra cui l’obbligo di utilizzare veicoli dotati di alcolock e l’apposizione degli specifici codici unionali sulla patente.

Tra le violazioni più gravi rientra anche la guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. L’articolo 187 del Codice della Strada prevede ammenda, arresto e la sospensione della patente da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a una persona estranea al reato, il periodo di sospensione può essere raddoppiato, mentre in caso di incidente possono scattare ulteriori aggravanti fino alla revoca della patente, nei casi previsti dalla legge.

Ritiro della patente per eccesso di velocità

Anche l’eccesso di velocità può comportare il ritiro della patente, ma solo nei casi di maggiore gravità previsti dal Codice della Strada. Le violazioni meno gravi sono punite con una sanzione amministrativa e, in alcuni casi, con la decurtazione dei punti, mentre il superamento dei limiti oltre determinate soglie comporta anche la sospensione della patente.

Se la velocità supera il limite di oltre 40 km/h ma non più di 60 km/h, è prevista la sospensione della patente da uno a tre mesi. Quando invece lo sforamento è superiore a 60 km/h, la sospensione diventa più severa e può variare da sei a dodici mesi, oltre alle altre sanzioni previste.

Nel caso di contestazione immediata, gli agenti possono procedere al ritiro del documento durante il controllo. Se invece la violazione viene rilevata tramite autovelox o altri dispositivi automatici, la procedura segue l’iter amministrativo previsto dalla legge, con la notifica del verbale e l’identificazione del conducente. In ogni caso, il semplice pagamento della multa non esclude l’applicazione delle sanzioni accessorie, come la sospensione della patente o la decurtazione dei punti.

Uso del cellulare alla guid

L’uso del cellulare alla guida è una delle violazioni su cui il legislatore è intervenuto con maggiore decisione nelle recenti modifiche al Codice della Strada. Oltre alla sanzione amministrativa e alla decurtazione dei punti, in determinate situazioni può scattare anche la sospensione della patente.

Con l’introduzione della sospensione breve, prevista dall’articolo 218-ter del Codice della Strada, il provvedimento può essere applicato ai conducenti che hanno un saldo inferiore a 20 punti. La durata è di 7 o 15 giorni, a seconda dei punti residui, e raddoppia se dalla violazione deriva un incidente stradale.

Le modalità di restituzione della patente dipendono dal tipo di sospensione applicata. Nel caso della sospensione breve, il documento viene restituito al termine del periodo previsto dalla legge. Se invece la violazione comporta una sospensione ordinaria disposta dal Prefetto, la procedura segue un iter diverso e la riconsegna della patente avviene secondo quanto stabilito dal relativo provvedimento.

Come funziona la sospensione breve della patente

La sospensione breve della patente, introdotta con le modifiche al Codice della Strada, si applica ai conducenti che hanno un saldo inferiore a 20 punti. La durata del provvedimento è di 7 giorni se il conducente ha tra 10 e 19 punti, mentre sale a 15 giorni se il saldo è inferiore a 10 punti. In caso di incidente conseguente alla violazione, la durata della sospensione viene raddoppiata.

A differenza della sospensione ordinaria, questa misura è legata esclusivamente ai punti residui sulla patente e riguarda soltanto gli automobilisti che hanno già subito decurtazioni. Le violazioni che possono far scattare la sospensione breve comprendono, tra le altre, il passaggio con il semaforo rosso, la mancata precedenza, l’uso del cellulare alla guida, la guida contromano, i sorpassi vietati e il mancato utilizzo di cinture di sicurezza o casco.

Terminato il periodo di sospensione previsto dalla legge, la patente viene restituita secondo le modalità indicate nel verbale e dall’ufficio che ha trattenuto il documento, senza la necessità di ulteriori provvedimenti se non sono previste altre sanzioni accessorie.

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