Aprilia Dorsoduro Factory

Versione "dopata" della Dorsoduro 750 presentata all'Eicma 2009. Sospensioni Sachs, freni Brembo e sovrastrutture in carbonio in perfetto "racing style"

Aprilia Dorsoduro Factory, che debutta all’Eicma 2009,  sottolinea l’anima di “fun bike” che già appartiene al modello standard, dotato del motore V2 di 90° quattro valvole, doppio albero a camme in testa, raffreddato a liquido. La ciclistica, come da tradizione Aprilia, non ha rivali nella categoria. Dorsoduro Factory sfrutta la tecnologia che Aprilia ha sviluppato dominando nelle competizioni Supermoto con l’incredibile SXV, vincitrice di 5 titoli mondiali dal 2004 al 2008.
Il telaio misto traliccio/alluminio è uno degli elementi distintivi di Dorsoduro Factory, un filrouge che unisce le iperspecialistiche Aprilia da competizione alla motard bicilindrica più eccitante del mercato. Nel suo design essenziale, caratterizzato dall’ampio uso di carbonio per le sovrastrutture, Aprilia Dorsoduro Factory vanta componentistica, dotazioni tecniche e finiture di livello assoluto. Pinze Brembo radiali a quattro pistoncini, dischi Wave, frizione idraulica in bagno d’olio, monoammortizzatore a gas completamente regolabile con serbatoio separato, una sofisticata forcella pluriregolabile, Ride by Wire “Tri-Map” e cruscotto Matrix con computer di bordo sono gli elementi che contribuiscono all’unicità di questa moto.

Il reparto sospensioni di Dorsoduro Factory è completamente nuovo. La forcella a steli rovesciati Sachs da 43 mm con piedini fusi in conchiglia a supporto delle pinze radiali è regolabile nel precarico molla e nel freno idraulico in estensione. E’ un’unità molto sofisticata che, oltre ad offrire naturalmente qualsiasi possibilità di regolazione, offre una scorrevolezza da riferimento e un’escursione (160 mm) in linea con la filosofia delle supermoto. Entrambe le piastre di sterzo sono forgiate, la superiore anche anodizzata a testimonianza dell’elevatissimo livello di finiture di Dorsoduro.
Il nuovo ammortizzatore laterale a gas con serbatoio separato è infulcrato direttamente al forcellone secondo lo schema cantilever ed è regolabile nel precarico molla, e nell’idraulica sia in compressione sia in estensione. Si tratta di una unità molto sofisticata che consente ai piloti più esperti di ottenere il massimo delle prestazioni dalla moto, anche in circuito.
La corsa della ruota posteriore è di 160 mm, anch’essa in linea con la filosofia motard che vuole sospensioni efficaci e controllate ma a corsa lunga.

A proposito di freni, l’impianto anteriore adotta nuove pinze radiali Brembo a 4 pistoncini. I dischi “wave” flottanti da 320 mm sono leggerissimi, assicurano minori spazi di arresto e sottolineano l’aggressività della frenata grazie ad un look supersportivo, in linea con lo stile complessivo di Dorsoduro.
Anche il disco posteriore da 240 mm è del tipo “wave” ed è frenato da una pinza a singolo pistoncino. Sia l’impianto anteriore, sia quello posteriore, utilizzano tubazioni in treccia metallica di derivazione aeronautica che eliminano il fastidioso effetto polmone delle tubazioni convenzionali assicurando massima precisione della frenata.

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