Aprilia Scarabeo 125 e 200 – Test Ride

L'insetto di Noale si rifà il trucco

Aprilia Scarabeo 125 e 200. La mano è sempre la sua e si vede. Il nuovo Aprilia Scarabeo è ancora una volta il frutto dell’ispirata matita di Giuseppe Ricciuti, colui che, nel 1993, disegnò il primo modello: la “matrice”. Se il motto “squadra che vince non si cambia” è vero, Aprilia ne ha fatto, per il suo scooter a ruote alte, una vera e propria legge inderogabile. Ecco quindi che, pur evolvendosi, lo Scarabeo rimane sempre se stesso: con quella linea snella ed essenziale, forse un po’ meno “esclusiva” di quella che va a sostituire, ma comunque fatta di una struttura esile ed affusolata capace di garantire una praticità assoluta nel traffico cittadino. A cavallo del tempo Rispetto alla generazione precedente, il nuovo Aprilia Scarabeo 125 e 200 cc lascia le linee massicce ed imponenti, per dar spazio ad una versione più longilinea e che strizza l’occhio alle proprie origini. Non mancano comunque le novità in campo estetico ed ecco infatti comparire, per la prima volta, una generosa griglia per il radiatore sullo scudo. Al posteriore, spicca invece una coda tronca che ospita un quantomai voluminoso gruppo ottico sotto cui corre un esile e lungo parafango. Il ponte di comando, dal canto suo, offre una strumentazione molto completa ed esaustiva che collima le soluzioni analogiche del contachilometri, dell’indicatore di carburante e di temperatura, con un pratico schermo LCD che racchiude tutte le informazioni del trip control. Un plauso va fatto alle plastiche: ottimamente verniciate ed assemblate con cura, consegnano uno scooter ben rifinito ed elegante. Contando poi che le versioni in test risultano tutte delle pre-serie e quindi ancora in fase di ottimizzazione, le aspettative sulla versione “ufficiale” non possono che essere alte.

Il mono di Noale Se da un punto di vista estetico Aprilia osa poco andando sul sicuro, è dal fronte propulsivo e ciclistico che le grosse novità fanno la loro comparsa. Aprilia “abbandona” Pontedera per un nuovo motore interamente progettato in casa e, come tale, all’avanguardia! Entrambi i motori sono dotati di raffreddamento a liquido e sfruttano una distribuzione a quattro valvole con doppio albero a camme in testa. La sportività tipica di scelte tecniche di questo calibro, si sposa con un propulsore pulito che risponde alle normative Euro3. Come dicevamo poc’anzi, Aprilia Scarabeo rinnova anche il proprio telaio per garantire ancor più facilità di guida e soprattutto sicurezza. I valori di rigidità torsionale raggiunti con la nuova struttura a culla aperta in acciaio altoresistenziale, garantiscono un buon comportamento dinamico in grado di trasmettere ottime sensazioni nel percorso guidato. All’anteriore, l’incarico di gestire le sconnessioni del terreno garantendo sempre un preciso contatto con l’asfalto, è demandato ad una forcella teleidraulica con steli da 35 m. Al posteriore, il gravoso compito è affidato ad un doppio ammortizzatore idraulico con il precarico regolabile in quattro posizioni che sfruttano, come forcellone, il motore ed un braccio secondario in alluminio. L’impianto frenante si compone di un disco da 260 mm con pinza flottante a 3 pistoncini all’anteriore e da un disco da 220 cc con pinza a due pistoncini al posteriore; entrambi “arpionati” ad una coppia di dischi da 16”.

On the road Terreno scelto per la prova su strada dei nuovi Aprilia Scarabeo 125 e 200, è il caotico e trafficatissimo centro di Milano. Quale migliore cornice per saggiare le doti cittadine dell’insetto di Noale se non uno dei luoghi più affollati ed “anarchici” d’Italia? Stop, precedenze e semafori non sono convenzioni stabilite dal codice della strada, ma semplici punti d’incontro di vetture dove la precedenza è un semplice fattore culturale o di velocità. In questa cornice diventano inevitabili le linee filiformi e longilinee del nuovo Aprilia Scarabeo. L’agilità e la maneggevolezza offerta, garantiscono di liberarsi senza fatica da situazioni alquanto complicate. La frenata combinata, amore ed odio di molti motociclisti puri, non è affatto invasiva e consente una decelerazione precisa e sicura anche con l’ausilio del solo freno anteriore. La posizione in sella è la medesima per entrambe le versioni, con la seduta è un po’ alta da terra, ma che garantisce comunque, ad un individuo di altezza media, un sicuro contatto con il suolo. Lo spazio per le gambe è molto ampio e la distanza dallo scudo anteriore e tale da consentire anche ai più alti di non urtare con le ginocchia. Aprilia Scarabeo sale e scende da cavalletto con facilità ed i 154 kg di peso sono assolutamente impercettibili – il pubblico femminile ringrazierà sicuramente -. Sulla pavimentazione sconnessa della città, le ruote alte garantiscono un’ottima sicurezza anche se l’assetto decisamente rigido, penalizza un po’ rendendo la guida meno gradevole.

La versione da 125 cc, nata espressamente per tutti coloro che posseggono solo la patente B, offre 15 CV – il massimo consentito -, ma si rivela troppo mansueta ai bassi con uno spunto molto contenuto che, nel traffico cittadino, non è sempre un buon biglietto da visita. Superato il primo scalino, il motore comincia a prende assicurando comunque un buon allungo. Ben altra storia è invece l’unità da 200 cc e 19 CV. Reattivo fin da subito, piace e diverte per la prontezza e lo scatto. Brioso e brillante, il mono di Noale si comporta egregiamente su strada, consentendo di sfruttare al meglio le doti di Aprilia Scarabeo. Come sempre infatti, la cilindrata da 200 cc, si dimostra la più indicata per gli scooter: non troppo esasperata nelle potenze, offre il giusto equilibrio tra prestazioni e fruibilità. Quanto costa Con le due nuove versioni 125 e 200, Aprilia completa il rinnovamento della gamma Scarabeo, garantendo un’offerta propulsiva che non teme rivali. Aprilia Scarabeo 125 è disponibile a 3.050 euro mentre, il fratellino maggiore da 200 cc, raggiunge quota 3.250.

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