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BMW GS Academy

Un weekend fra fango, sassi e sabbia per scoprire l'enduro, una delle discipline motoristiche più diffuse che raccoglie sempre più appassionati. Ci siamo andati per voi

BMW Motorrad ha una gamma prodotti fra le più complete, a parte gli scooter produce moto per qualsiasi campo d’utilizzo, in particolare realizza eccellenti moto da fuori strada e da viaggio. Due attori britannici, Ewan McGregor e Charlie Boorman, hanno dimostrato che con una R 1200 GS si può andare letteralmente in capo al mondo affrontando qualsiasi ostacolo la natura presenti e infatti la sigla GS è diventata un must per chi intende la moto sia su asfalto che su terra.
Certo sembrava facile vedere i protagonisti di Long Way Round andarsene a zonzo in ambientazioni da sogno, ma chi ha provato ad emularli si è trovato di fronte a difficoltà inattese e probabilmente avrà anche qualche caduta da raccontare. Questo perché ogni tipo di asperità richiede uno specifico comportamento in sella per superarla, occorrono anni e anni di esperienza e decine di cadute per capire come comportarsi senza rimetterci qualche ossa o danneggiare la moto. Certo loro erano stati istruiti direttamente dalla BMW che con un corso intensivo gli ha insegnato come comportarsi. Sarebbe un errore, però, pensare che tale trattamento fosse riservato solo alle star hollywoodiane, perché invece esiste ormai da anni la BMW GS Academy (www.bmw-motorrad.it sezione Academy).
Un’immensa e meravigliosa tenuta a Castelfalfi, in provincia di Firenze, è stata attrezzata proprio per permettere a chiunque voglia intraprendere l’off-road di impararne le tecniche necessarie per tornare a casa sani e salvi e per potersi divertire in tutta sicurezza; un ampio parco di moto è a disposizione degli iscritti (R1200GS, R1200GS Adventure, F650GS, F800GS, G650 X Challenge, G450 X e HP2 Enduro), 2 campi attrezzati per gli esercizi, oltre 100 chilometri di percorsi, un fettucciato (una “pista” da fuori strada) e soprattutto un corpo docente difficilmente eguagliabile in competenza, professionalità e disponibilità.
Responsabile Tecnico è Beppe Gualini, un nome di primissimo piano nel mondo del fuoristrada: ha partecipato a svariate Parigi-Dakar, rally dei faraoni, rally degli Incas e a tante altre di quelle avventure che solo elencarle sarebbe complicato; inutile dire che di persone con l’esperienza di Beppe, nel mondo, ce ne siano forse un altro paio, mentre gli altri istruttori, nel loro “piccolo” sono comunque professionisti del cross o dell’enduro, chi campione italiano, chi vincitore di rally, comunque persone che quando sono in sella su un tratturo di campagna per fermarle gli devi sparare.

L’esperienza è senza pari: si arriva in questo angolo di paradiso toscano, uno di quei posti da cartolina, per intenderci, capaci di emozionare anche il cittadino più incallito; si viene accolti con calore e subito istruiti sulla tecnica per affrontare le varie situazioni. Beppe spiega una ad una le varie difficoltà che si potrebbero incontrare e come superarle: canali di ghiaia, carregge, salite ripide, discese mozzafiato, guadi, inchiodate d’emergenza e via dicendo. Ovviamente non è chiacchierando che si impara, quindi si viene invitati ad indossare l’attrezzatura da Enduro rigorosamente obbligatoria e si parte per uno dei 2 campi scuola all’interno della tenuta. Il campo B, quello più facile, ospita le 27 moto che sono a disposizione dei 15 partecipanti, ognuno sceglie liberamente la sua e si inizia. Subito si deve affrontare un test, utile ai docenti per dividere i partecipanti in 3 gruppi, a seconda delle particolari capacità dei singoli, quindi ci si ritrova solamente in 5 per gruppo seguiti da un istruttore.
Il primo giorno è massacrante: si sarebbe portati a pensare che in fin dei conti trotterellare per i boschi con la moto sia una passeggiata, invece la guida offroad è molto fisica e gli esercizi, per quanto sembrino facili, vanno affrontati con una certa concentrazione e serietà. La giornata passa velocemente, si imparano alla svelta le tecniche base di guida fuoristrada e nel pomeriggio si passa al campo A, quello più tecnico, dove si cominciano ad affrontare le vere difficoltà, ma sempre in un clima disteso e all’insegna del divertimento, prima di tutto. La sera, stanchi e sudati, finalmente si va a cena tutti insieme e si dorme nell’hotel interno alla tenuta, dato che i due giorni di corso includono anche vitto e alloggio: si familiarizza con gli altri partecipanti, si parla ovviamente di moto e di esperienze di viaggio, si ha la fortuna di sentire qualche aneddoto di Beppe, di quando la Parigi-Dakar non era un evento mediatico, ma una gara di sopravvivenza per motociclisti veri, quando non si poteva sostituire uno scarico rotto, ad esempio, ma lo si ricuciva col fil di ferro e le tappe giornaliere erano di 1000 Km di puro sfinimento fisico.

Il secondo giorno si passa ad esercizi più complessi, a tecniche di guida più specifiche e si termina con un giro all’interno della tenuta che prevede tutte le difficoltà studiate: da enormi crateri che compaiono all’improvviso, al fesh-fesh (una sabbia sottile come il borotalco, forse uno dei tipi di terreno più difficili da affrontare). Qualcuno cadrà, anzi, forse qualcuno NON cadrà durante il corso, ma è tutto previsto: l’abbigliamento tecnico salvaguarda il fisico e il team BMW è sempre all’opera e in men che non si dica i danni procurati alle moto vengono sistemati e si torna subito in sella.
Ovviamente non bisogna necessariamente essere possessori di BMW per partecipare, né esperti di enduro, basta avere l’attrezzatura, la voglia di imparare e 800 Euro per seguire questa due giorni.
Se si pensa che la cifra sia alta, vuol dire che non si sono fatti bene i conti: senza contare la competenza tecnica del corpo docente di un livello difficilmente eguagliabile, c’è da considerare che vengono fornite le moto, che si gode di un’assistenza personale e attentissima sia al pilota che al mezzo, che è tutto incluso, dagli ottimi pasti, al bell’albergo in cui si dorme e che soprattutto si torna a casa con un’altra consapevolezza della moto, sia in fuori strada che sull’asfalto.
Forse l’unico vero handicap del corso è che se non si possiede una moto da enduro, appena finito se ne vuole comprare subito una per gettarsi di nuovo tra cespugli e fango, con il rischio di abbandonare la famiglia per seguire una delle discipline più belle che le due ruote offrano.

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