BMW K1200 R

Davvero “Dura da digerire!”

BMW K1200 R. La parola d’ordine è BMW K 1200 R. Il successo di riconoscimenti e vendite che ha accompagnato la K 1200 S ha spinto la Casa tedesca a scommettere nuovamente sulla tecnologia di tale modello elaborandone una versione naked estremamente originale.
Noi parliamo di originalità, ma in BMW sembrano essere talmente convinti delle linee di questa moto da etichettarla nella cartella stampa come dinamica e filante. Rispettiamo, ovviamente, il parere dei “padri” di questo progetto…ma se la K1200 S viene definita “filante” ci piacerebbe conoscere con quali aggettivi definirebbero le forme di una Ducati Monster o una MV Agusta Brutale.
Non osiamo immaginare, insomma, cosa pensi della K1200 R uno tra i più bravi designer al mondo, Massimo Tamburini (padre delle ultime MV Agusta e di modelli storici come la Ducati 916…), che in occasione del lancio della più slanciata versione carenata “S” ha dichiarato alla rivista “In Moto” (numero 11/2004 pag.25) che è una moto “dura da digerire”…
Derivazione diretta Tecnicamente, la K 1200 R è derivata dalla sportiva K 1200 S, dalla quale sono stati ripresi la propulsione, la ciclistica, i freni e la rete di bordo, adattandone alcuni particolari all’assenza del vestito. Il peso di 237 kg…non è certamente da piuma, ma in BMW promettono maneggevolezza alle basse velocità ed in città.
Il compatto motore quattro cilindri in linea ha la stessa cilindrata della K 1200 S – 1.157 cm3 – e vanta contenuti tecnologici pressoché identici, come la costruzione dell’albero a camme (che inizialmente ha dato qualche problema…) e la fasatura variabile. E’ stato modificato, invece, il ciclo di aspirazione per far fronte alle inedite caratteristiche aerodinamiche imposte dalla mancanza della carenatura.
L’impianto di scarico e il rispettivo collettore, invece, sono ripresi dalla K 1200 S così come il cambio, al quale non sono state apportate modifiche sostanziali. Agli amanti dei numeri segnaliamo che il milledue tedesco è in grado di erogare 167 CV a 10.250 giri/min e 130 Nm di coppia massima a 8.250 giri/min. Un vero e proprio record nella categoria delle naked.

Svestiamo la moto La ciclistica ha subito solo una leggera modifica. Il Duolever (sospensione anteriore) è leggermente più verticale (0,4°) così che l’inclinazione del cannotto dello sterzo è di 61 gradi. La modifica della geometria della ciclistica è stata realizzata producendo meccanicamente i giunti del Duolever con un leggero spostamento di misura. Un cambiamento ciclistico interessante perché testimonia l’impegno dei tecnici nella ricerca di una maggiore maneggevolezza, valore estremamente importante per una naked.
Rimanendo in tema di sospensioni, a richiesta (optional con sovrapprezzo), è disponibile anche la «Sospensione a regolazione elettronica» ESA: introdotta nella K 1200 S, consente di regolare la sospensione premendo semplicemente un pulsante sul manubrio, anche durante la guida. La regolazione varia l’estensione sulla ruota anteriore e la compressione sulla ruota posteriore. Inoltre, a veicolo fermo, è possibile adattare elettroidraulicamente la precarica di molleggio. La K 1200 R è equipaggiata con l’impianto frenante EVO montato anche in tutti gli altri modelli boxer e della Serie K, uno dei modelli più sicuri in circolazione.
Integral ABS a richiesta A richiesta (optional a sovrapprezzo) il freno è fornito con il famoso BMW Integral ABS, nella versione sportiva semi-integrale. Si tratta di un accessorio su cui BMW punta moltissimo ed è caratterizzato da una taratura sportiva specifica che promette di limitare al massimo il rischio di capottamento in caso di frenata di emergenza.
Il manubrio della K 1200 R apporta notevoli modifiche rispetto a quello della K 1200 S: la posizione di guida, ora, è più eretta e spostata in avanti. Cambiano anche i retrovisori ovali montati sul manubrio completano il design essenziale mentre la forma della strumentazione combinata con tachimetro e contagiri sono ripresi dalla R 1200 GS.
Anche i doppi proiettori richiamano la forma proposta dalla GS, mentre è totalmente inedito il capolino che secondo gli uomini BMW, nonostante le dimensioni modeste, riduce sensibilmente la pressione dell’aria durante la guida ad alta velocità.
Il serbatoio della K 1200 R, infine, è realizzato in un materiale sintetico nero, leggero e resiliente e offre un volume di 19 litri (inclusi 4 l di riserva). La forma di base della sella è simile a quella della K 1200 S, ma più stretta nella zona anteriore – per offrire una posizione di guida più inclinata in avanti – più «attiva».
Costerà cara Il prezzo della K1200 S non è ancora stato definito. Inutile nascondere, in ogni caso, che le cifre non si discosteranno troppo dai 16.500 euro richiesti per la versione carenata. Assegno eccessivo o meno lasciamo a voi l’ardua sentenza, ma visti prezzi, caratteristiche dinamiche (qualche kg in meno non avrebbe certamente guastato!) e…design, la nostra scelta continua ad essere orientata verso il prodotto italiano. Esterofili, per cortesia, provate a togliervi le fette di salame (o di wurstel…) e non fermatevi al solo marchio!

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