BMW K1300GT

BMW abbandona la strumentazione caratteristica adottando lo stile giapponese con leve per gli indicatori di direzione entrambe a sinistra

BMW K1300GT. Torna l’ammiraglia della Casa dell’Elica, rinnovata e ancora più “snella” della versione precedente. Le peculiarità di questa moto rimangono quelle a cui siamo abituati: una granturismo veramente degna di tale nome, che con le sue dimensioni ampie e generose abbinate ad un comfort unico, la rendono ideale per lunghi viaggi, non certo per brevi spostamenti. Avevamo già avuto modo di testare la versione precedente, perciò eravamo impazienti di vederla dal vivo all’Intermot a Colonia. Già al primo sguardo si capisce che le prime differenze riguardano la carena. In particolar modo la fiancata che, con una vistosa presa d’aria e una linea decisa che tende verso il basso, risulta più slanciata e snella. A livello tecnico e ciclistico invece le novità sono decisamente più interessanti. Non è più una 1200cc ma è stata potenziata: il nuovo modello è un 1300cc da 160 Cv e non più 152. Anche i valori di coppia sono incrementati, toccando i 135 Newtonmetri a 8.000 giri/min, mentre ricordiamo che la K1200GT sviluppava 130 Nm a 7.750 giri. Le sospensioni anteriori sono più leggere di circa un chilo e poco di più, e con il nuovo sistema ESA2 potranno essere regolate direttamente dal manubrio. In ultima, la strumentazione presenta l’altra grande novità: stile giapponese per tasto d’avviamento e per comandi degli indicatori di direzione, che non sono più posti su entrambi i lati del manubrio ma sono entrambi a sinistra. Infinita la lista degli optional per i quali vi rimandiamo al sito ufficiale BMW Motorrad Adesso non resta che testarla su strada.

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