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BMW R80 Cafè Racer by Dream’s Factory Motorcycles

Una creazione dei ragazzi di Terni di Dream's Factory Motorcycles, che da una R80 del 1986 sono riusciti a ricavare una cafè racer facendola dimagrire di ben 50 kg

BMW R80 Cafè Racer by Dream’s Factory Motorcycles
Metti una visita ad un salone dell’usato senza porsi prospettive e metti che di schianto ti trovi davanti due moto degli anni ’80, quelle con i carburatori ancora, un serbatoio grande così, davanti il disco e dietro ancora il tamburo.
Allora ti metti a contrattare e nel giro di una settimana ti accordi d’istinto, nonostante i consigli di chi ti sa consigliare, per la BMW R80 datata 1986, ferma da due anni con le debite conseguenze (batteria, ruote e polvere).
Ma anche la gemella serve e allora anche la BMW R65 dell’anno prima viene a casa con te perché mertita una sistemata intercambiando i pezzi.

Com’è nata la BMW R80 Cafè Racer
Paolo Lucci ed il figlio Marco di Dream’s Factory Motorcycles seguono l’idea iniziale di fare della R80 una cafè racer. Privata di ogni pezzo, la motocicletta sul banco da lavoro si mostra spoglia: motore, trasmissione, forcella.
Si tengono le ruote in lega anche se si era pensato di mettere quelle a raggi, ma il costo non è indifferente così basta una riverniciata e sono come nuovi, calzando senza dubbio gomme nuove.
Vengono sostituiti oli; frizione; pompa del freno e paraoli della forcella.
Per il manubrio, un amico lo fornisce e un altro lo salda con alesaggio 38,5 mentre il serbatoio piace l’originale ma la sella invece viene rifatta, prendendo spunto dalla R80 degli anni 90 con la sola differenza di realizzarla in vetroresina e più corta di 18 cm, per adattarla al progetto.
Dall’”archivio” in magazzino si montano pedane Tarozzi dell’epoca salvo una modifica del freno posteriore (da comando rigido a cavo flessibile).
Il completo Brembo viene mantenuto, cambia solo l’impianto che da singolo con sdoppiatore viene sostituito da due tubi moderni che partono subito dopo la pompa.
Dietro sotto il vetroresina della sella viene messo un nuovo ammortizzatore Hagon nuovo al posto di quello originale esaurito.
Il fanale anteriore originale non ci sta tra gli steli della forcella e viene rimpiazzato con quello più piccolo di una Morini 350 (i supporti sono stati realizzati a mano copiati letteralmente da un originale Tomasselli) così come quello anteriore viene da un’altra Moto Morini.
La BMW R80 Cafè Racer conta solo sul… contagiri e non sul contachilometri, anche perché più di tanto non spinge ma non è questo quello che conta.
Quello che conta è lo stile.
E la fortuna di trovare un contagiri BMW perché quello originale è stato smontato e viene rifatta anche la base di supporto.

Look retrò per la BMW R80 Cafè Racer
Al posto della serratura del sellone viene messo il blocchetto di accensione, anche il clacson viene cambiato con uno più leggero (di un Honda Bali!) e dallo schema originale, un terzo amico ricrea l’impianto elettrico.
Ad un altro mercatino vengono acquistati due coperchi delle testate Old Type per un look retrò e vengono sostituii anche i collettori di scarico.
Nuovi i parafanghi in acciaio inossidabile mentre la grande scatola del filtro dell’aria è complice del duro lavoro e viene così eliminata.
Il tubo di sfiato dell’olio viene deviato fino alla targa e vengono montati due filtri dell’orto (forniti da un altro ragazzo a prezzo di favore), che fanno cantare lo scarico e dando al motore anche 1.500 giri in più.
Il tocco di pazzia finale è la batteria, piazzata tra i tubi di scarico dietro la scatola del cambio per abbassare ulteriormente il baricentro. Il portatarga è in stile cafè racer.
In sella alla BMW R80 Cafè Racer
Dopo il lungo e duro lavoro, i ragazzi di Dream’s Factory Motorcycles scoprono l’emozione della guida, ancora meglio di quanto si potessero immaginare.
La BMW R80 Cafè Racer che hanno inventato ha più stile che potenza ma va benone, come i 175 kg di peso a secco (grazie al loro lavoro la R80 ha perso circa 50 chili!).
Adesso hanno realizzato una nuova moto, rivoluzionato quella originale e la sua concezione.
Una soddisfazione che va oltre le colline umbre della domenica.

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