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Casey Stoner sta meglio

Casey Stoner sta meglio - Foto  di

Secondo il manager Livio Suppo, il campione austrialiano tornerà in tempo per Estoril. Nel frattempo Ducati scommette su Nicky Hayden sulla pista di casa, Indianapolis il prossimo weekend

A Borgo Panigale si addensano molte nubi, quando si parla di MotoGp; la stagione, come tutti sappiamo, non sta andando a gonfie vele specialmente dopo un paio d’anni in cui le rosse hanno saputo dare battaglia imponendosi spesso sulle griglie di partenza fino al podio. Ora, però, Hayden è 14esimo in classifica e Stoner soffre di alcuni problemi mai chiariti fino in fondo. Ed è anche in questo contesto che va inserito il comunicato che Ducati ha diffuso oggi, a pochi giorni dal GP di Indianapolis.

Livio Suppo, Direttore del Progetto MotoGP
“Le notizie di Casey sono positive, si sta riprendendo poco per volta e sono sicuro che tornerà in piena forma a Estoril. Per quanto riguarda Indy, penso proprio che Nicky e Mika abbiano tutto per fare un buon week end. A Brno hanno entrambi girato con tempi molto simili a quelli dei piloti che si sono giocati il podio. Nicky avrà di sicuro una motivazione extra sulla sua pista di casa e Mika, al secondo appuntamento con i nostri colori, sarà più a suo agio. Speriamo che la gara non sia condizionata dal meteo come lo scorso anno, perché il pubblico di Indy si merita di vedere lo spettacolo fino alla fine quest’anno.”

Nicky Hayden, Ducati MotoGP Team (14esimo in classifica con 57 punti)
“Indianapolis è probabilmente la gara a cui tengo maggiormente, la pista è a sole tre ore di macchina da casa mia e la MotoGP qui sta diventando sempre più popolare. L’anno scorso tutto l’evento è stato fantastico, c’era un  grande pubblico e il circuito di Indy ha fatto un ottimo lavoro nell’organizzare la sua prima gara, rendendoci tutti orgogliosi. Ovviamente mi piacerebbe molto un fine settimana simile: fino ad oggi abbiamo avuto una stagione dura, inutile negarlo, ma anche se vorrei che potessimo contare su più certezze, non vuol dire che non daremo assolutamente il massimo. La pista in se stessa mi piace abbastanza anche se è molto piatta. La parte più difficile è adattarsi ai diversi tipi di asfalto che si trovano nelle varie sezioni ed interpretare al meglio quelle con più o meno “grip”. Non dovremmo avere un altro uragano, il tempo dovrebbe essere buono, quindi staremo a vedere come andrà. Ultima cosa, ma non meno importante, a Indy userò un casco speciale, ma speciale davvero. Avrà il logo dell’associazione “Make a Wish” ed altri disegni e dopo la gara lo metteremo all’asta per beneficenza. Il ricavato andrà all’associazione che permette ai bambini di realizzare un sogno. Nel  mio sito ci saranno le foto per vederlo. Collaboro per questa associazione da 5 anni e mi ha sempre fatto sentire bene poter dare una mano: quanto a me, ho già in mente il mio desiderio per questo fine settimana”.

Mika Kallio, (15esimo in classifica con 34 punti)
“Domenica correrò per la prima volta un GP a Indy perché, anche se ci siamo venuti l’anno scorso, non abbiamo potuto fare la gara per colpa della cattive condizioni del tempo. In ogni caso non posso dire di non conoscere la pista perché abbiamo fatto tutti i turni di prove, compreso il warm-up: non è esattamente il tipo di tracciato che preferisco ma rimane “ok”, a parte l’asfalto. Ce ne sono tre tipi diversi e questo rende decisamente più difficile trovare il set up per la moto. In ogni caso faremo del nostro meglio, mi piacerebbe lottare intorno alla quinta o sesta posizione”.

La pista
Il circuito di Indianapolis, entrato a far parte del calendario del Motomondiale nel 2008, dedica alla pista per la MotoGP solo una parte dell’ovale della Nascar, in particolare una buona sezione del rettilineo del traguardo, dove si superano i 300 chilometri orari, e una parte della curva Sud Est. Per il resto si dipana nella zona all’interno del tracciato originale, in un layout piuttosto lento e stretto che si percorre in senso antiorario. La caratteristica più impegnativa del circuito di Indy tuttavia non risiede nella sua conformazione, ma piuttosto nel fondo stradale, che tutti i piloti trovano molto insidioso. Ci sono tre diversi tipi di asfalto, ognuno dei quali offre delle caratteristiche di aderenza diverse che richiedono un gran lavoro sulla messa a punto per trovare il compromesso migliore. Il tempo, lo si è visto nel Gran Premio inaugurale, può essere fortemente condizionante, sia per i disastrosi tifosi, che non sono eventi rari nella parte centrale degli States, sia al contrario per il caldo che, surriscaldando l’asfalto, può rendere ancora più insidiose le differenze di “grip” tra le varie sezioni del tracciato.

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