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Cavi d’acciaio per uccidere i motociclisti, la FMI dice basta

si è verificato l'ennesimo episodio dei cavi d'acciaio, posti in sentieri off-road, messi per impedire agli enduristi di continuare a...vivere. Daniele Consonni, in provincia di Bergamo, ha trovato cavi d'acciaio ad altezza collo, busto e gomme. Il presidente della FMI ha chiesto alle autorità di trovare i colpevoli.

Daniele Consonni è un appassionato endurista ed insieme ad un’amico stava facendo un percorso off-road nei pressi di Bergamo, più specificatamente a Dossena, nel passo Crocetta. Preparandosi ad affrontare uno scalino di roccia con la moto, Consonni andava fortunatamente molto piano.

È lì che ha notato un cavo d’acciaio passare proprio sulla mascherina e si è fermato. Perlustrando la zona insieme all’amico ha trovato, in 100 metri, altri cavi in tre punti differenti. Posti ad altezza gomme rischiano di provocare una caduta disastrosa, ad altezza busto anche ma, se non ce ne si accorge, un cavo d’acciaio tirato all’altezza del collo decapita.

Successe nel 2007 ad un endurista di 48 anni, Marco Badiali, che venne decapitato dai cavi in provincia di Modena ed ancora nel 2011 ad un ragazzo di 19 anni che non essendosi accorto del cavo è stato sgozzato violentemente. La cosa non si può più identificare come un dibattito sull’inquinamento atmosferico (e rumoroso) delle moto nei boschi, qui si parla di tentato omicidio.

Persone che per salvaguardare il sentiero dietro casa ammazzerebbero qualcuno. Poco importa se si tratta di un ragazzo che non ha nemmeno vent’anni, ambientalisti fanatici e contadini che navigano nell’ignoranza sperano davvero che le brutte persone che guidano tra i boschi muoiano tra urli e spruzzi di sangue. Si dovrebbe riflettere veramente su cosa comporta stendere un cavo per ammazzare uno sconosciuto, pensare “tanto io in moto neanche so andarci” non è proprio una buona argomentazione.

 

Il Presidente della Federazione Motociclistica Italiana, Paolo Sesti, ha dichiarato alla stampa le seguenti parole:

Un altro vergognoso episodio che fa tornare alla mente altri delitti compiuti nel passato con la stessa metodologia e che purtroppo hanno fatto due vittime. E’ inaccettabile! Solo per fortuna questa volta non si sono avuti esiti disastrosi. Faremo il massimo per fare luce sulle responsabilità sensibilizzando le Autorità locali e nazionali a trovare i colpevoli e ad assicurarli alla giustizia. Daremo il massimo risalto possibile a questo gravissimo atto attraverso gli organi di informazione ma questo ci motiva ancora di più a proseguire sulla strada per far riconoscere i nostri diritti”.

 

 

 

 

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