Classifica delle 5 vittorie più belle di Valentino Rossi

Stilare una classifica delle cinque vittorie più belle di un pilota che ne ha 111 e non azzarda a fermarsi è difficile, almeno quanto elencare le nostre (zero). Tra i grandi classici e qualche gara che ci ha colpiti particolarmente, ecco la classifica delle 5 vittorie più belle di Valentino

9 mondiali, 111 vittorie (da rettificare) ed una serie innumerevole di record abbattuti senza indugi. Su di lui si è scritto molto, moltissimo. Ma se le statistiche si limitano ad essere un insieme di numeri, le gare sono un agglomerato di storie sempre diverse, a volte simili ma mai uguali. Per questo ci piacciono le corse, il modo in cui il fine settimana si scalda gradualmente fino a raggiungere il suo apice con quei quaranta minuti d’inferno in cui succede di tutto. Questo è quello per cui vale la pena amare  il motociclismo, così come chi ci regala questo spettacolo unico. Ecco cinque gare, tra le nostre preferite sul curriculum senza fine che è la carriera di Valentino Rossi.

 

1. Assen 1997

In questo momento per noi è iniziata l’era Rossi. Da qui abbiamo iniziato a tifare davvero per lui, a guardarlo con più ammirazione rispetto agli altri piloti. Valentino scatta dalla pole ma parte male, ritrovandosi nelle posizioni di mezzo già dopo la prima curva. Gli bastano pochi giri per prendere la testa della corsa, ma ad un certo punto rallenta vistosamente. Lo passano in quattro a pochi giri dalla fine. Lui, come se niente fosse, li infila nuovamente e va a vincere. Ma noi, che abbiamo visto la gara dal divano di casa, non sappiamo se abbia tirato il freno intenzionalmente per dare spettacolo o se davvero avesse avuto un problema e si fosse ritrovato a dover registrare la leva.
La più bella.

2. Suzuka 2001 
Si, è quella del dito medio, quella che aprì l’ultimo mondiale della classe 500 e che preannunciò la stagione. Ce la ricordiamo bene, con la gomitata e poi il sorpasso per poi vedere Valentino portarsi a casa la prima vittoria della stagione sulla sua Honda NSR 500. La rivalità tra Rossi e Biaggi è poi durata per diversi anni, ma l’immagine del Dottore che cavalca all’amazzone la sua Honda sul traguardo ci è rimasta stampata in testa e difficilmente se ne andrà.
la prima gran bagarre.

3. Phillip Island 2004
“Rossi vince perché ha la Honda” e invece no, vince anche con la Yamaha. Nel 2004 infatti regala alla casa dei Tre Diapason il primo mondiale nella classe regina dopo un digiuno che durava dal 1992 con Rainey. Per tutta la gara, fino all’ultimo giro, è battaglia tra Rossi e Gibernau, una battaglia pulita e sempre tesa che si va a chiudere alle ultime curve quando Valentino prende il comando. Quando ci sono così tanti sorpassi è impossibile rimanere calmi e controllati, l’abitudine fa sempre pensare che uno dei due stia per cadere. E invece, quando non è così, il brivido triplica

4. Laguna Seca 2008
Questa la conosciamo tutti, l’abbiamo vista e rivista (ma non ci si abitua mai!) ed ancora se ne parla. Rossi esce da una stagione dominata dall’australiano, ma quest’anno le forze in gioco sono più equilibrate. Lorenzo però cade subito, infortunandosi la gamba e lasciando palco libero al duello Ducati-Yamaha. Stoner sembra averne di più, la sua guida lascia intendere che il secondo posto è per gli altri. Ma arriva quel sorpasso, nella terra, fuoripista. All’interno, dove nessuno avrebbe mai azzardato a mettere le ruote, la gente urla di gioia e Stoner si confonde, perde fiducia in se stesso cadendo dopo un lungo.

5. 2009 Catalunya 2009
Qui è la telecronaca di Guido Meda e Loris Reggiani ad echeggiare nella nostra testa, con quel “sorpasso da straccio di licenza” in staccata a due giri dalla fine e poi Lorenzo che torna al comando fino all’ultima curva, dove Rossi entra in maniera praticamente impossibile, tanto che Meda se ne esce con un “ma che cavolo gli volete dire?!” e la stagione si conclude con il nono titolo mondiale, gallina vecchia fa buon brodo. Si, ma dopo sei anni questa gallina non è ancora bollita e riparte in cima al mondiale per tentare l’assalto al 10° titolo.
Ecco perché, la sesta gara più bella di Rossi, la dobbiamo ancora vedere.

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