Con T.ur Tucano Urbano accelera nel mondo dell’adventouring

Abbiamo intervistato Florian Martin, marketing manager di T.ur, per farci raccontare com'è nato questo brand, come si è sviluppato e soprattutto i progetti per il futuro

Per festeggiare i 20 anni di attività, Tucano Urbano ha deciso di lanciare una linea parallela T.ur, dedicata al mondo del touring e adventouring. Noi abbiamo intervistato Florian Martin, marketing manager, per farci raccontare com’è nato questo brand, come si è sviluppato e soprattutto i progetti per il futuro.

Florian da dove nasce T.ur?
“Dalla voglia di Tucano Urbano, azienda di abbigliamento e accessori per moto e scooter, di creare una linea dedicata all’adventouring, che è quello più in crescita nel nostro Paese. Abbiamo deciso di creare un brand diverso per non creare confusione nella nostra clientela, ma il nome ci permette di avere continuità. Il nome T.ur riprende proprio per questo le iniziali di TucanoUrbano”.

È stato difficile staccarsi dall’idea di prodotto di Tucano Urbano?
“No. Potremmo dire che Tucano Urbano è specialista per i motociclista dal lunedì al venerdì, mentre T.ur per quelli del weekend che amano l’avventura. In generale abbiamo sempre avuto un popolo di appassionati di lunghi viaggi, quindi questa connotazione ‘avventurosa’ l’abbiamo sempre avuta. Per T.ur abbiamo preso un designer dedicato e l’ispirazione va cercata nel mondo della Dakar di quarant’anni fa: il risultato sono capi tecnici, ma dal design vintage. La pelle, quindi, è grande protagonista, così come la Micro Cordura, un tessuto molto leggero, morbido, ma anche resistente. Nelle parti più esposte usiamo anche la Cordura più classica”.

Come avviene la creazione di un capo? E quanto tempo ci vuole?
“Le tempistiche variano dalle esigenze. Nel nostro caso, da primo brief fino allo realizzazione della linea, sono serviti un paio d’anni. Tutto questo tempo serve per decidere i materiali, i colori, i fornitori, ma anche solo la fascia di mercato in cui ci si vuole inserire. Penso che siamo riusciti a dare un aspetto diverso ai nostri capi e questo è stato apprezzato molto da coloro che hanno toccato con mano i nostri prodotti da EICMA in poi”.



In che fascia di mercato vi inserite?

“La nostra è una clientela che ha delle esigenze, che fa un uso intensivo dei capi che acquista e quindi pretende, giustamente, un certo livello di qualità. Abbiamo fatto le nostre ricerche di mercato e abbiamo deciso di escludere di entrare nella fascia entry level, ma posizionarci su un livello di qualità medio-alta ma offerta, crediamo noi, a un prezzo giusto. Il marchio è distribuito in tutti i maggiori Paesi d’Europa e online in tutto il mondo. La nostra esperienza ci ha permesso di partire non full-gas, ma con una collezione misurata, però adeguata a tutte le esigenze. Volevamo due prodotti ben pensati con produzione e distribuzione limitata. Il nostro obiettivo era partire, avere i feedback del caso e poi crescere”.

Parliamo dei prodotti: direi di partire dalle giacche.

“Per quanto riguarda le giacche abbiamo la J-One e la J-Two, entrambe su tre livelli, vale a dire con una giacca principale, un’imbottitura termica in Thermore – materiale resistente e flessibile – staccabile e indossabile a parte e uno strato antipioggia staccabile per dare massimo risalto alla ventilazione per poter usare le due giacche in tutte le stagioni. Le giacche sono classificate in doppia classe A, il massimo della categoria. Sulla J-One abbiamo anche la predisposizione per il camel back e accessi facilitati alle tasche. Il prezzo è di 499 euro, quindi molto competitivo. I colori disponibili sono blu, grigio chiaro con richiami rossi e nera con dettagli grigio chiari. Tre colori pensati per abbinarsi alle principali case del mercato. Attualmente abbiamo in produzione solo la linea uomo, ma possiamo annunciare che dall’anno prossimo ci sarà anche quella femminile”.

Poi c’è un pantalone davvero particolare.

“Il pantalone P-One, disponibile in blu e nero, si abbina a entrambe le giacche ed è fatto in Micro Cordura, quindi è leggero e piacevole da indossare anche una volta scesi dalla moto. Le tasche sono in rete così come l’interno delle giacche per avere una ventilazione ottimale. In dotazione ci sono le protezioni per le ginocchia e optional quelle per le anche. Particolarità del pantalone è il fondo gamba che con un sistema di zip permette di allargare la gamba per andare dentro o fuori dagli stivali. In dotazione c’è anche il pantalone antipioggia, mentre l’imbottitura interna è optional”.

Non potevano mancare i guanti.

“Abbiamo tre modelli: il G-One, il nostro top di gamma e 100% impermeabile, con tanti inserti in pelle e protezioni morbide per le nocche per unire sicurezza e comfort, doppio sistema di chiusura al polso per una migliore regolazione. Il G-Two è un guanto ventilato, col dorso caratterizzato da una grande parte di rete e inserti di poliuretano per la protezione delle nocche. Un inserto in rete sul palmo permette di avere le mani sempre asciutte. Ultimo ma non meno importante è il G-Three che è il guanto usato da Alessandro Botturi quando ha vinto l’Africa Eco Race. È un guanto da enduro, ma omologato per la strada anche per il mercato italiano e francese grazie a un inserto anti-abrasione”.



Ma non è tutto…

“La gamma si completa dalla borsa da manubrio B-Two, universale, con tasca touch screen per lo schermo e spazio per un power bank. Chiunque lo usi lo ama per la praticità e il suo prezzo di soli 39 euro. La borsa B-One, invece, è una borsa che va sulla parte posteriore della sella, un sistema di fissaggio universale e con la feature di avere una fodera interna impermeabile removibile”.

T.ur è un brand che si è sviluppato anche grazie alla partnership con alcuni piloti.

“Sì, Alessandro Botturi e Jacopo Cerutti su tutti. La loro partecipazione è stata fondamentale. Abbiamo creato dei capi per loro, ma anche grazie a loro il cui feedback è fondamentale. Grazie alle competizioni ci siamo abituati a stare sul pezzo e sviluppare quella cultura di voler vincere che fondamentale anche nella crescita dell’azienda. Il fatto di essere presenti a eventi come Hardalpitour o Transitalia Marathon ci sta permettendo di farci vedere oltre alle solite campagne di comunicazione. Questo è un anno di posizionamento più che di obiettivi di vendita, perché la concorrenza è tanta, ma siamo convinti di avere un prodotto di qualità, stiloso e puntiamo molto sulla sua crescita”.

ARTICOLI CORRELATI