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Curve Dolomitiche 2009

500 chilometri fra i passi sulle Dolomiti, quasi 60 moto per 2 giornate indimenticabili di sole e cielo terso. Ecco le immagini e gli itinerari che noi abbiamo percorso in sella ad una Kawasaki ZZR1400

Curve Dolomitiche 2009. Sulle Dolomiti a primavera ogni motociclista non può che sentirsi a casa e lasciatecelo dire, se non si sente a casa è di certo un tipo strano di motociclista. Per il terzo anno consecutivo, ecco il “Curve Dolomitiche”, un evento nato in seno a Quellidellelica.com, una comunità on line di appassionati di moto BMW. La condizione primaria per la 2 giorni di tour è il luogo in cui si snoda l’itinerario e lo si capisce già dal nome: per quest’anno erano circa 500 i chilometri da percorrere, il sabato giornata intera in sella mentre la domenica dalla mattina fino al pranzo e poi il rientro, ognuno verso la propria casa. Base di partenza lo Sporthotel Arabba, un 4 stelle che si è dimostrato perfettamente all’altezza delle aspettative non solo per l’area wellness che è stata apprezzata da molti al rientro dai giri, ma per la qualità del servizio, la cortesia e la pazienza.

Ore 9 di mattina, minuto più minuto meno (60 moto sono difficili da organizzare e far partire tutte insieme), il via ai primi chilometri verso il Passo Pordoi (2.239 metri) da dove si può anche prendere la Funivia Sass Pordoi che in meno di 900 metri di dislivello porta sulla cima del Sass e da lì si può raggiungere il Piz Boè (3.150 metri). Ma ovviamente a noi non interessano le funivie e proseguiamo verso Canazei, in val di Fassa famosa per le sue piste da sci,circondata da Colac, Marmolada, Gruppo Sella e Col Rodella. A 2057 metri il Passo Fedaia che fa da confine fra Veneto e Trentino Alto Adige ai piedi della Marmolada e si costeggia un lago artificiale utilizzato per la produzione di energia elettrica. Scesi dal Fedaia ci dirigiamo verso Livinallongo, per arrivare ancora ad Arabba chiudendo così il primo anello del giro.

Da Arabba ci dirigiamo verso il Passo Campolongo e  Corvara percorrendo tutta la Val Badia fino a San Vigilio di Marebbe sotto Plan de Corones. Da San Vigilio prendiamo per il Passo Furcia, un passo minore che collega la Val Badia con la Val Pusteria poco conosciuto ma bello da percorrere con i suoi 750 metri di dislivello in 19 km.

Nel frattempo, è giunto il momento del pranzo e il luogo scelto è l’Hotel Orso proprio oltre il passo, appena sopra il piccolo comune di Valdaora.

Di nuovo in moto è la tappa successiva è lo splendido Lago di Braies (1.496 metri), noto per il blu intenso che colora le sue acque cristalline, ma anche per l’angolo di paradiso che crea immerso nel suo contesto. Poi prendiamo la Val di Ledro che collega Dobbiacco a Cortina passando per il lago di Misurina, lo specchio d’acqua naturale più grande del Cadore che raccoglie molti turisti, grazie anche ad una capacità ricettiva della zona di oltre 500 posti letto. Poi Passo Tre Croci, Cortina e Passo Giau, tappe talmente note per cui non servono molte descrizioni. Scesi dal Giau verso Selva di Cadore si procede verso i passi Falzarego e Valparola fino a San Cassiano, La Villa e di nuovo a Corvara; poi gli ultimi 3 passi della giornata, Gardena, Sella e Pordoi fino ad Arabba.

Una giornata di certo faticosa ma pure piena di soddisfazioni! La serata con la cena in albergo è stata divertente e, nonostante la stanchezza, è durata a lungo.

La giornata successiva prevedeva 168 chilometri da Arabba fino a Montagna una piccola località fra Trento e Bolzano, a pochi chilometri dal casello autostradale di Egna-Ora sulla A22. Prima sosta ad Alleghe per la foto di rito sul lago e poi giù fino ad Agordo per poi girare verso Forcelle Aurine e Passo Cereda fino a Fiera di Primiero. Da qui la salita a San Martino di Castrozza ed il Passo Rolle, poi giù fino a Predazzo per dirigersi verso Tesero poi di nuovo su verso il Passo Lavazè. Da qui giù fino al bivio per obereggen e su verso Nova Ponente proseguendo per Aldino e Montagna, giungendo così al Ristorante Al Ponte, ultima tappa del Curve Dolomitiche.

Non sono solo le curve a qualificare come memorabile un evento simile, non è il bel tempo nè il contesto; o meglio, sono tutti questi elementi ma sopratutto la compagnia di persone semplici che condividono una passione a due ruote. Sarà pure un’ovvietà ma è un’ovvietà inconfutabile.

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