DimensioneGuida: i corsi di guida moto in pista tra divertimento e sicurezza

I corsi di guida in moto sono sempre più fondamentali: conoscere sé stessi ed il proprio mezzo, tecnologico e potente, è fondamentale per il divertimento e la sicurezza. DimensioneGuida porta i propri allievi in circuito, dalle maxienduro agli scrambler. Vi cambia la guida e, forse, vi salva la vita

DimensioneGuida è una scuola di pilotaggio unica in Italia. Per la sua storia, per la qualità degli istruttori e per una mentalità diversa dalle altre. Dal neofita al pistaiolo, i corsi coprono ogni livello di abilità e, soprattutto, ogni tipo di moto. Anche per chi vuole imparare qualche segreto sulla guida di coppia, un format derivato dal training alle Forze dell’Ordine in borghese. Proviamo a raccontarvi cosa significa prendere parte ad un corso in pista anche per chi, nella quotidianità, guiderà solo su strada.

C’era una volta

C’era una volta, tra i primi anni Ottanta e la fine degli anni Novanta, in cui sui passi di montagna potevi vedere decine di motociclisti su grosse supersportive. Erano vestiti da piloti, guidavano senza limiti e qualcuno ha scoperto il proprio talento -arrivando così al motomondiale- sfidando altri incoscienti col ginocchio a terra su curvoni di montagna. Molti altri, purtroppo, sono stati decisamente meno fortunati.

Oggi le cose sono molto diverse. In cima al passo trovi maxienduro dalla cavalleria generosa, più delle già citate sportive, moto con un’elettronica sopraffina spesso guidate da motociclisti capaci, assennati e con una solida esperienza. Il pilota di montagna con tuta integrale e marsupio da gamba è sempre più raro e (quasi) sempre più assennato.

Allo stesso modo in passato le scuole di guida erano prettamente sportive e voi, forse, ricorderete la Capirex Safety School dei fratelli Davide e Loris Capirossi. Si insegnava la posizione sportiva, la gestione del gas, l’anticipo in staccata, il rilascio dei freni per la percorrenza. Tutto rigorosamente in pista, con moto sportive e allievi desiderosi di abbassare il proprio tempo sul giro o di arrivare prima degli altri alla sigaretta in cima al monte. Oggi, per l’appunto, il motociclista è cambiato.

E così sono cambiati anche i corsi che, con qualche eccezione, abbracciano una platea più ampia. Buona parte di questi eventi sono incentrati soltanto sulla guida su strada: la pista per molti allievi è inadatta alla moto, fuori tema, troppo impegnativa.

la differenza tra corsi su strada e in pista

DimensioneGuida corso Road

Un esercizio sul piazzale. Difficilmente è possibile effettuare esercizi simili in una strada aperta al traffico

Per questi motivi e, forse, per un drastico calo del potere d’acquisto del motociclista medio, si sono cominciati a vedere corsi svolti su strada per chi vuole andare su strada. Il che, oltre a non essere consentito dalla legge, è anche pericoloso. Mettere il ginocchio a terra su di un tornante può essere un’idea per il già citato sportivo anni Ottanta, non lo è di certo per chi vuole imparare a migliorarsi senza prendere dei rischi, perlomeno nel nostro secolo. Perché infondo chi si iscrive ad un corso vuole andare più veloce e rischiare meno nel farlo.

Cosa che con il traffico, le strade dissestate e tutti gli imprevisti in cui è facile incappare in una normale giornata in moto diventa difficile.

Per questo Fabio Celin, presidente di DimensioneGuida, ha scelto di portare i propri allievi in pista, dove le misure di sicurezza sono estremamente elevate per una lunga serie di fattori, primo dei quali l’asfalto. Non solo il manto viene curato dal gestore del circuito, ma è anche composto di una speciale miscela per aumentare l’aderenza degli pneumatici.

Senza contare che i circuiti hanno -per essere omologati ad ospitare così le competizioni- una larghezza minima di 12 metri in ogni punto del tracciato. E, sorpresa delle sorprese, non ci sono camion, biciclette o automobilisti distratti che sbucano dal senso di marcia opposto. Infine, non esiste limite di velocità.

Capirete bene che avere la possibilità di mettersi alla prova in circuito, in esclusiva e con istruttori preparati, è cosa ben diversa dall’affrontare una strada di montagna in fila indiana seguiti (o preceduti?) dall’istruttore, magari con la paura di non poter mai sbagliare traiettoria con il rischio di farsi seriamente male.

Come funziona un corso DimensioneGuida

Franco Picco con DimensioneGuida

Franco Picco è un’eroe della Dakar, ma questo non gli ha impedito di partecipare ad un corso DimensioneGuida dove ha fatto la sua prima uscita in una pista asfaltata. Nella foto con Filippo Behar, istruttore e tester

Stirling Moss diceva che ci sono solo due cose in cui un uomo non ammetterà mai di avere problemi: una è fare l’amore, l’altra è guidare. Che sia vero o meno, ciò che è certo è che per iscriversi ad un corso di guida, magari dopo aver già debuttato negli ‘anta con diversi chilometri sulle spalle, richiede coraggio ed umiltà.

A nostro modo di vedere è qui che si nota maggiormente la differenza con altre scuole; in DimensioneGuida l’umiltà è richiesta anche (e soprattutto) agli istruttori. Perché ogni allievo dimostra impegno e dedizione, si mette in gioco. Non fare lo stesso, da parte di chi insegna, equivale a costruire un muro tra sé e l’allievo, perdere parte del contatto necessario a far passare concetti, idee e consigli.

All’atto pratico i corsi si dividono in due aree, la prima dedicata puramente alla guida su strada con esercizi su di un ampio piazzale (anche qui su di un asfalto particolarmente aderente) e la seconda, sempre attesissima, in pista.

In questa seconda fase fondamentale per l’apprendimento gli allievi hanno modo di mettere in pratica quanto appreso nella prima parte della giornata e spostare più in alto il proprio limite. Non si tratta di una “garetta” di fine giornata per vedere chi va più forte, anzi, le traiettorie impostate dagli istruttori variano a seconda del gruppo: chi cerca una miglior guida su strada farà traiettorie più adatte alla strada e, viceversa, chi vuole migliorare la propria velocità guiderà con le linee adatte ad abbassare il tempo sul giro.

Gli esercizi cambiano, si reinventano e si adattano a chi li esegue. I gruppi di lavoro vengono divisi a seconda delle capacità dei partecipanti e delle loro ambizioni. Perché magari vi siete iscritti per limare il tempo sul giro o, piuttosto, perché andare in moto è più bello se si riesce ad essere leggeri, attenti quanto spensierati.

Chi è DimensioneGuida

DimensioneGuida in pista in notturna

La guida in notturna ha un fascino particolare: la pista è fresca e illuminata, il paddock silenzioso. Non resta che uscire dalla pit lane e dare gas

Il corso (diviso nei livelli Road, Dynamic, Sport e Coppie) è una delle tante attività di DimensioneGuida. Fabio, insieme agli istruttori storici, insegna la guida della moto da oltre 15 anni e parte del suo lavoro è trovare nuove strade per trasmettere la sua passione. Dal 2004 collabora con la BMW Motorrad Riding Academy insieme agli istruttori più smaliziati, categoria in cui troviamo anche Andrea Artusi, per anni istruttore della FMI e di altre strutture altamente qualificate.

Per questo esiste il corso di guida in notturna e per questo, piuttosto che un team di ex piloti, ha lavorato per circondarsi di istruttori preparati, validi ed appassionati, perché per insegnare non basta saper fare.

Nel 2019 DimensioneGuida è cresciuta moltissimo. Sono state riempite tre date e due Tour, uno sul Passo dello Stelvio ed un’altro sul Grossglockner. Si studiano una linea di abbigliamento tecnico e corsi in fuoristrada per chi vuole sfruttare al meglio le potenzialità della propria moto. Ma capisci di avere davanti un’organizzazione speciale quando leggi, sulla pagina Facebook, i commenti di chi ha partecipato ai corsi.

Per informazioni, prossime date ed iscrizioni visitate il sito ufficiale di DimensioneGuida

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