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Ducati Diavel

Si rinnova la muscle bike di Borgo Panigale, presentata con tre nuove colorazioni a Intermot 2012: oltre alla tradizionale rossa Ducati, anche blue metalizzato e nero opaco chiamata Diavel Dark

Ducati Diavel 2013
A Intermot 2012, salone biennale della moto che si svolge a Colonia dal 2 al 7 ottobre, viene presentato la versione 2013 di Ducati Diavel.
Novità per il nuovo anno sono tre inedite colorazioni: nero opaco (Ducati Diavel Dark), blu metallizzato ed il tradizionale rosso Ducati. Al loro fianco, confermatissimo, la versione di punta, ovvero Ducati Diavel Carbon con inserti in fibra di carbonio.
Le versioni blue e rosso sono caratterizzate da una banda longitudinale bianca, da cerchi ruota bianchi e dal telaio che riprende lo stesso colore del serbatoio. A questo si aggiungono prese d’aria in alluminio ed estrattori aria dei radiatori in fibra di carbonio.
Ducati Diavel Dark invece oltre a mostrare una sofisticata livrea nera opaca, è caratterizzato da steli forcella neri con trattamento antiattrito DLC (Diamond Like Carbon), prese d’aria anodizzate nere, a cui si aggiungono altri particolari come silenziatori, pedalini cambio e freno, manubrio, specchietti retrovisori e supporto proiettore verniciati neri.
Tutte le tre nuove colorazioni sono dotate di una sella in stile “vintage” caratterizzata da una trama realizzata a cannettatura orizzontale.

Design del Diavel
Ducati Diavel nasce su carta bianca dove sono stati disegnati diverse filosofie di pensiero che hanno seguito un principio: “ che cosa succederebbe se…?”. L’ispirazione generale era quella di dar vita ad una moto dalla forma più ribassata ed allungata, dal profilo più muscolare invece di un modello da competizione pura. Il risultato è un anteriore che suggerisce la potenza di un atleta pronto a scattare dai blocchi di partenza grazie alla ruota anteriore così vicina al corpo della moto e al codino breve tipico delle sportive ma con un assetto da Streetfighter al limite della superbia.
Con i radiatori laterali ad allargargli ulteriormente le spalle, e una silhouette più affusolata man mano che si scende verso il motore e il puntale con il radiatore dell’olio, il Diavel diventa un atleta.
L’impressionante pneumatico posteriore Pirelli da 240 mm riflette l’associazione tra potenza e stile ed è un esempio perfetto della filosofia senza compromessi seguita dagli ingegneri Ducati nello stilare l’elenco delle specifiche ideali della moto. Mantenere la dimensione della gomma posteriore anche nel modello definitivo dimostra come la strategia Ducati in materia di innovazione sia in continua evoluzione: per Ducati, spostare il limite sempre più avanti e cambiare le regole di progettazione per migliorare sempre più il prodotto sono imperativi all’ordine del giorno, seguendo un istinto di pancia.
Così come deriva il suo nome: quando è stato visto il prototipo, qualcuno non si è trattenuto ed ha commentato: “Ignurànt comm’ al Diavel!” che significa: “Cattiva come il diavolo!”.
Ricordando l’origine del nome “Monster” che risale a quasi 20 anni fa, si è voluto sottolineare la territorialità bolognese anche per il Diavel per dare forma al futuro del motociclismo pur restando saldamente ancorati alla tradizione.
Sul Diavel, l’illuminazione delle frecce, del fanale posteriore e della luce freno posteriore è affidata a due strisce verticali di LED. Le strisce seguono l’esatto profilo della cover sottosella, assicurando la massima visibilità del retrotreno e preservando nello stesso tempo le linee pulite della moto. Gli indicatori di direzione anteriori sono formati da strisce di LED, montati verticalmente lungo il bordo anteriore dei pararadiatori laterali.
Il proiettore anteriore è supportato da un involucro esterno in alluminio. I fari abbaglianti e anabbaglianti utilizzano doppi riflettori per illuminare la strada, mentre le luci di posizione, formate da una striscia orizzontale di LED, garantiscono una visibilità ideale.
L’utilizzo di una doppia striscia di LED multifunzione per l’illuminazione posteriore del Diavel ha richiesto una soluzione innovativa per il supporto del gruppo targa. Così sono stati previsti supporti che, dal mozzo posteriore del forcellone monobraccio, proseguono in un’elegante struttura tubolare che abbraccia lo pneumatico posteriore da 240mm, consentendo il montaggio in posizione centrale del portatarga. La struttura comprende un punto di alimentazione ben occultato per fornire alla targa illuminazione LED dedicata, evitando di dover far affidamento sulle luci posteriori e creando una zona retrosella elegante e pulita.
La sella del Diavel è ampia, confortevole ed esteticamente piacevole perché perfettamente integrata nelle linee fluide della moto. Con un’altezza di soli 770 mm, offre inoltre una delle sedute più basse della gamma Ducati. Il posizionamento della sella, insieme all’assetto ribassato e al peso decisamente ridotto (210 kg per il Diavel e 205 kg per il Diavel Carbon), consentono al pilota di appoggiare entrambi i piedi saldamente a terra, migliorando la sicurezza a moto ferma.
Per il passeggero il posto è un po’ sacrificato, ma è apprezabile l’innovativo gruppo maniglia a T, estraibile dalla parte posteriore della sella.

Motore di Ducati Diavel

Il cuore del Diavel è il motore dicilindrico Ducati Testastretta 11°, che sfrutta la straordinaria potenza del famoso motore 1198 Superbike, reso più docile e fruibile.
Con i suoi 162 CV e una coppia di 127.5 Nm è in grado di offrire pure prestazioni Desmodromiche. La curva di coppia è piena ai bassi regimi, molto regolare anche in un campo di utilizzo estremamente ampio. L’incremento della coppia nella parte bassa della gamma dei regimi è gestita dal sistema Ducati Ride-by-Wire (RbW).
La trasmissione prevede una frizione a bagno d’olio con funzione ‘antisaltellamento’.
Il costante investimento sulla qualità garantita dalla progettazione, dai materiali avanzati e dalla tecnica ingegneristica ha permesso di modificare il programma di manutenzione in maniera altamente competitiva, consentendo intervalli di manutenzione ogni 24.000 km.

Ciclistica di  Ducati Diavel

L’esclusivo telaio a Traliccio Ducati prevede tubi di grosso diametro e ridotto spessore con due piastre laterali fuse in alluminio che s’inseriscono nel telaietto portante posteriore. Il risultato d’insieme offre una maggiore rigidezza torsionale senza compromettere leggerezza e compattezza. Il lungo forcellone monobraccio in fusione d’alluminio garantisce l’ottima controllabilità del retrotreno, grazie a un interasse da 1590 mm e ad un assetto che consente angoli di piega fino a 41°.
All’anteriore, il Diavel monta una forcella Marzocchi da 50 mm con foderi anodizzati neri, completamente regolabile in compressione ed estensione e nel precarico. Al posteriore, tutti i Diavel sono dotati di monoammortizzatore posteriore Sachs completamente regolabile e con regolazione remota del precarico molla in posizione bassa e orizzontale sotto il telaio, azionato dal forcellone con un cinematismo progressivo.
I cerchi da quattordici razze con lavorazioni meccaniche in vista misurano all’anteriore 3.5 x 17, mentre al posteriore 8 x 17.
Sul cerchio anteriore è montato uno pneumatico tradizionale da 120/70 con battistrada ridisegnato per massimizzare le prestazioni sul bagnato, mentre lo pneumatico posteriore ha l’inedita misura di 240/45, grandezza che non esisteva sul mercato e permette di coniugare la resa estetica della larghezza extra-large alla guidabilità e maneggevolezza garantita dal profilo appuntito.
L’impianto frenante Brembo (due dischi flottanti da 320 mm con doppie pinze radiali a quattro pistoncini davanti e un disco da 265 mm con una pinza a due pistoncini dietro), è dotato di serie del sistema ABS Bosch-Brembo Ducati.

Tecnologia a disposizione di Ducati Diavel
Tencologia a profusione confermatissima nel Ducati Diavel 2013.
Si inizia dal cruscotto con un display LCD superiore fissato al cavallotto di montaggio inferiore: fornisce i dati principali quali velocità e giri/min, oltre a visualizzare spie, orario e temperatura.
Il display TFT (Thin Film Transistor) inferiore, a colori, si inserisce nel serbatoio e fornisce con grande immediatezza informazioni sulle selezioni dei Riding Mode, delle marce e delle impostazioni DTC, oltre a visualizzare totalizzatore e percorrenze parziali.
L’accensione del Diavel è comandata da una chiave elettronica che si porta in tasca. La chiave comunica con la moto fino a una distanza di circa 2 metri. La moto riconosce la chiave dedicata, abilitando automaticamente i comandi. A questo punto è possibile premere il pulsante di key-on per accendere il quadro, e successivamente avviare il motore.
Il Ride-by-Wire (RbW) è il sistema di controllo elettronico della potenza del Diavel. La potenza erogata dal motore non viene più regolata unicamente e direttamente tramite il cavo acceleratore, ma passa prima attraverso una centralina che, in base al segnale ricevuto, comanda elettronicamente l’apertura dei corpi farfallati. Il sistema RbW utilizza tre diverse  mappature per regolare l’erogazione di potenza: 162CV con un’erogazione sportiva, 162CV con erogazione progressiva adatta per il turismo e 100CV con erogazione progressiva per l’uso in città.
Il Riding Mode invece, grazie a tre modalità preimpostate – selezionabili dal blocchetto elettrico posto a sinistra anche durante la guida – modifica con effetto immediato il ‘carattere’ del Diavel.
Le tre modalità si attivano combinando diverse tecnologie di punta quali i sistemi Ride-by-Wire (RbW) e Ducati Traction Control (DTC).
Il sistema Ride by Wire introduce mappature diverse per regolare l’erogazione di potenza in base al
controllo del gas da parte del pilota
, mentre il DTC utilizza otto diversi livelli di interazione per massimizzare il controllo riducendo lo slittamento del retrotreno in fase di accelerazione spinta.
Il  Riding Mode Sport fornisce la potenza piena ed adrenalinica dei 162 CV del Diavel e la massima accelerazione, insime ad un intervento ridotto del Ducati Traction Control (livello 1).
Con il Riding Mode Touring la potenza rimane a 162 CV ma la coppia è più morbida e più fruibile, il DTC passa al livello 3, concepito per una guida stabile e rilassata, ideale per le lunghe percorrenze.
Il Riding Mode Urban invece si adatta ad una guida cittadina, trasformando il Diavel in una moto maneggevole. La potenza si abbassa a 100 CV ed il DTC passa al livello 5.
Il DTC (Ducati Traction Control) di derivazione puramente sportiva è un sistema intelligente che agisce da ‘filtro’ tra la mano destra del pilota e lo pneumatico posteriore. Nello spazio di pochi millesimi di secondo, il DTC è in grado di rilevare e successivamente controllare il pattinamento della ruota posteriore, contribuendo ad aumentare considerevolmente le performance e la sicurezza attiva della moto. Il DTC fa parte integrante dei Riding Mode preimpostati per il Ducati Diavel e consente di scegliere tra otto diversi profili, ciascuno programmato per offrire un certo valore di tolleranza allo slittamento del retrotreno, commisurato a livelli progressivi di capacità di guida classificati da uno a otto ed all’aderenza della moto sull’asfalto (il livello 1 è il minimo grado di intervento del sistema).

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