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Ducati Hypermotard Black Devil Special

Operazione di tuning sulla Ducati Hypermotard 1100S, convertita nella Hypermotard Black Devil grazie a nuovi scarichi e ad una nuova carenatura, eliminando il caratteristico becco anteriore

Ducati Hypermotard Black Devil Special
Se dopo il Monster dalle officine di Borgo Panigale hanno è uscito anche il Diavel, c’è chi invece ha pensato al Diavolo Nero.
È quello che è venuto in mente a Marco Crescenzi, felice ma non troppo possessore di una Ducati Hypermotard 1100S, modifica e ribattezzata in Ducati Hypermotard Black Devil Special.
Concetto alla base del (hyper) tuning: esaltare il suond del bicilindrico desmodromico e mantenere l’essenza della cattiveria dell’anteriore.
“La Ducati Hypermotard esce già con un design particolare ed estremo. Ho voluto estremizzarle ancora di più ma cercando di rimanere fedele al concetto originale Ducati: una motocicletta unica, che appassiona ed allo stesso tempo è elegante ma molto cattiva”, ha detto Marco Crescenzi, possessore della Hypermotard, spiegando il suo lavoro.

Da una Ducati Hypermotard 1100S a una Ducati Hypermotard Black Devil Special
Un fattore favorevole per questo tipo di tuning su due ruote è stato il colore della Hypermotard: nero.
Il primo passo è stato quello di modificare il posteriore alleggerendolo ed accorciandolo. Il faro posteriore include le luci di direzione ed è stato rimosso l’impianto di scarico a due silenziatori sistemandolo di lato nella parte inferiore della moto. Sono stati utilizzati scarichi Ixil disegnati per una Honda CB1000RR accoppiati con collettori Ducati Performance e, naturalmente, è stata rimappata la centralina Ducati Performance per una corretta apertura dei filtri dell’aria.
È stato anche rimosso il becco all’anteriore, perché sbilanciava le linee della motocicletta, è stato ribassato il fato anteriore e inglobato in una piccola carena per coordinare le linee con i pannelli laterali.
La grafica è semplice ma allo stesso tempo è quanto di più cattivo possa essere visto su uno Hypermotard cattiva.
Altra ulteriore modifica al posteriore riguarda il porta targa: con il codono moficato, è stata scelta la soluzione Diavel e Multistrada 1200.
Marco Crescenzi non ha lavorato sa solo ma in collaborazione con Loriano Motors, Tecno Car e Time Out Studio.

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