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Ducati Monster: versioni, cilindrate e prezzi della leggenda di Borgo Panigale

Un modello Monster per ogni esigenza, dalla facile 696 alla più potente 1100 fino alle sfiziose Anniversary

La Ducati Monster ha festeggiato il 20mo anno d’età, ma appare più giovane che mai grazie alle diverse versioni oggi presenti nel listino ufficiale Ducati: 696, 796, 1100 EVO e 20TH Anniversary compongono oggi l’offerta relativa alla classica nuda Ducati, la moto che è stata capace di creare, nel lontano 1992, il filone delle naked dalle prestazioni sportive.

 

Cilindrate, allestimenti e prezzi delle Ducati Monster 

 

La versione di accesso alla gamma si chiama 696, e con i suoi 80 CV e 161 kg di peso rappresenta la Ducati Monster più “piccola” in catalogo. Il prezzo è di 7.990 euro, che diventano 9.090 per il modello dotato di ABS. Di questa moto è disponibile la versione depotenziata per coloro i quali hanno ottenuto la patente A da meno di due anni. Medesimi allestimenti anche per la Monster 796, anch’essa quindi disponibile in versione depotenziata e con l’ABS. I prezzi partono da 9.390 euro e arrivano a 9.990 (ABS). La più potente della famiglia Monster si chiama EVO 1100, e oltre al motore più performante da 1078 cc porta in dote le sospensioni completamente regolabili e l’ABS di serie. Costa 11.990 euro.

Per celebrare i 20anni di storia e tradizione Monster, Ducati propone una edizione speciale della moto definita “Anniversary” caratterizzata dalla medesima livrea che contraddistingueva la prima moto della serie: telaio color bronzo, serbatoio rosso e fregio “Ducati” vecchio stile. La colorazione è disponibile per tutte e tre le cilindrate a catalogo. 

 

La storia della Ducati Monster

 

La prima Ducati Monster venne presentata a Colonia nel 1992, e il design portava la firma di Miguel Galluzzi. Commercializzata nella sola cilindrata 900 cc, la moto venne messa in vendita a 12.500.000 lire, ma subito stentò quasi ad affermarsi: le sue forme tondeggianti e le velleità sportive (all’epoca riservate quasi esclusivamente alle moto carenate) apparvero difficili da digerire in un primo momento, proprio perché nettamente “di rottura” con quanto proposto fino ad allora. Il motore bicilindrico raffreddato ad aria proveniva dalla fortunata serie Ducati Supersport, mentre il telaio derivava dalle serie 851/888 Superbike, il tutto per una potenza di 70 CV e qualità dinamiche da vera sportiva. Nel 1995 Ducati affianca alla versione 900 cc la più piccola 600 cc, proposta come moto d’accesso alla gamma anche grazie ai “soli” 50 CV di potenza. Il successo è dirompente, e nel 1996 debutta la versione intermedia da 750 cc, sempre con motore raffreddato ad aria e sempre inconfondibilmente Monster. Da allora le versioni di questa moto, nelle varie cilindrate, sono innumerevoli, come ad  esempio la  “S”, la Cromo e le tante serie speciali proposte. Nel 2000 debutta l’iniezione elettronica al posto dei carburatori, e l’anno successivo fu la volta della prima versione a 4 valvole con raffreddamento a liquido, la Montest S4.  Il 2004 segnò una grande svolta per la Ducati Monster, grazie alla presentazione della S4R con motore 1000 cc della serie Desmoquattro “importato” direttamente dalla superbike 996, il tutto arricchito da un nuovo forcellone monobraccio e dai terminali di scarico sovrapposti sul lato destro. Nel frattempo rimasero in catalogo le meno estreme proposte a due valvole nelle cilindrate 620, 750 e 1000, tutte oggetto di continui aggiornamenti ma dotate di un design assolutamente fedele al modello originale.

Nel 2008 ha avuto luogo il primo vero restyling totale della Monster: debutta a EICMA di quell’anno la 696, dotata di una insolita ciclistica mista che adotta un traliccio in acciaio e un pressofuso in alluminio nella zona posteriore, col risultato di un notevole  alleggerimento generale (poco oltre i 160 kg a secco). Il serbatoio mantiene la foggia originaria ma viene arricchito da due piccole prese d’aria frontali, mentre il faro acquisisce una elaborata forma sfaccetta.  Nel volgere di pochi mesi arrivano anche le 1100 e 1100S, identiche nell’estetica ma dotate dell’ ultima evoluzione di motore due valvole Ducati, mentre tutte le versioni più prestati a quattro valvole vengono “pensionati” con l’arrivo della sportivissima Streetfighter 1098

 

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