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Ducati Streetfighter V4, la power naked dalla doppia personalità

La nuova Ducati Streetfighter V4 è dotata del nuovo motore Desmosedici Stradale da 1.103 cc con configurazione a 90°, capace di erogare una potenza massima di 208 CV sfruttabili tanto nell'uso su strada (anche grazie al ricco pacchetto tecnologico) e in pista

È stata presentata mercoledì 25 marzo, tassativamente online, la nuova Ducati Streetfighter V4, la power naked dal design minimalista, ma ricca di tecnologia, nata per regalare emozioni tanto su strada quanto in pista.

Ducati Streetfighter V4: le caratteristiche

Lo spirito della Ducati Streetfighter V4 è perfettamente rappresentato dal design minimalista del proiettore full-LED che richiama il frontale della Panigale V4 e rimanda all’espressione del Joker, il personaggio dei fumetti a cui si è ispirato il designer della nuova naked. Il compatto gruppo ottico anteriore è inserito in una carenatura a doppio layer dal disegno particolarmente curato, in cui sono ricavate le prese d’aria per l’air-box e per il raffreddamento delle unità LED, mentre un deflettore posteriore evita che il flusso impatti direttamente sul serbatoio. Sopra il proiettore trova posto il cruscotto TFT da 5” a colori (lo stesso della Panigale V4) integrato con una sofisticata cover frontale che nasconde elegantemente i fissaggi e il cablaggio. Il telaio “Front Frame” e il motore Desmosedici Stradale sono lasciati quanto più possibile a vista, parzialmente coperti da sovrastrutture ridotte al minimo che, con linee affilate e volumi scultorei, creano un insieme pulito ed essenziale. Dietro al radiatore spiccano i profili estrattori dell’aria calda, ispirati al mondo delle auto di F1. Questi hanno funzione strutturale, sono fissati direttamente al telaio e integrano le ali biplano che, oltre a essere un richiamo alla MotoGP, generano il carico verticale necessario per garantire la massima stabilità alle alte velocità.

Il pacchetto elettronico di ultima generazione dello Streetfighter V4 è basato sull’impiego di una piattaforma inerziale a sei assi (6D IMU – Inertial Measurement Unit) in grado di rilevare istantaneamente angolo di rollio, di imbardata e di beccheggio della moto nello spazio. Il pacchetto elettronico comprende controlli che gestiscono tutte le fasi della guida tra cui ABS Cornering EVO, Ducati Traction Control (DTC) EVO 2, Ducati Slide Control (DSC), Ducati Wheelie Control (DWC) EVO, Ducati Power Launch (DPL), Ducati Quick Shift up/down (DQS) EVO 2, Engine Brake Control (EBC) EVO e Ducati Electronic Suspension (DES) EVO  I parametri di funzionamento di ciascun controllo sono associati di default ai tre Riding Mode di cui lo Streetfighter V4 è dotato. Al pilota è data la possibilità di personalizzare i propri stili di guida e di ripristinare i parametri impostati da Ducati. È possibile la modifica rapida del livello di una tra le funzioni di controllo DTC, DWC, DSC o EBC tramite i tasti di accesso diretto posti sul commutatore sinistro.

Ducati Streetfighter V4: potenza allo stato puro

La nuova Ducati Streetfighter V4 è dotata del nuovo motore Desmosedici Stradale da 1.103 cc con configurazione a 90°, capace di erogare una potenza massima di 208 CV a 12.750 giri/minuto e un coppia massima di 123 Nm a 11.500 giri/minuto. Una mappa dedicata del controllo motore consente di sfruttare in tutta sicurezza le prestazioni dello Streetfighter V4 nell’impiego su strada. Potenza e coppia possono crescere ulteriormente raggiungendo rispettivamente i 220 CV e i 130 Nm montando lo scarico full-racing Ducati Performance by Akrapovic completamente in titanio che riduce anche il peso di 6 Kg (non omologato per uso stradale). Il Desmosedici Stradale è stato progettato partendo dal cuore del motore V4 della MotoGP, ovvero le teste. La fluidodinamica del Desmosedici Stradale riprende le dimensioni e la geometria utilizzate sulla Desmosedici GP, così come la configurazione del motore: V4 a 90° ruotato all’indietro di 42°. Questa soluzione rende il motore estremamente compatto e permette di centrare le masse, consentendone una perfetta integrazione nel veicolo. Il motore lavora come se fosse composto da due bicilindrici separati: questo conferisce al propulsore elevata coppia ai medi regimi e molta potenza agli alti regimi.

Ducati Streetfighter V4: più comfort più controllo

Rispetto alla Panigale V4, la posizione in sella del pilota alla guida della Ducati Streetfighter V4 è stata ridefinita secondo le specifiche di un modello naked. I semi manubri sono sostituiti da un manubrio alto e largo che, insieme ad una sella con ben 60 mm di imbottitura ed una posizione meno estrema delle pedane pilota, garantisce un comfort sportivo nella guida urbana e il controllo necessario per aggredire le strade extraurbane o la pista. Pur mantenendo gli stilemi della Panigale, la coda è supportata da un telaietto in acciaio ed è stata ridisegnata per offrire un maggiore comfort al passeggero e più spazio longitudinale al pilota. Il telaio “Front Frame” permette di sfruttare il motore Desmosedici Stradale per raggiungere la voluta rigidezza: ciò ha consentito di ridurre sensibilmente l’estensione del telaio principale e del suo peso, ottenendo un superiore rapporto rigidezza/peso. La forcella è Showa Big Piston Fork (BPF) da 43 mm di diametro completamente regolabile nel freno idraulico, in compressione ed estensione, e nel precarico molla. Al posteriore c’è un ammortizzatore Sachs completamente regolabile fissato da un lato al motore Desmosedici Stradale tramite un forgiato di alluminio. I cerchi sono fusi in alluminio dal disegno a cinque razze (la versione V4 S è dotata di cerchi Marchesini a tre razze forgiati in lega di alluminio) che calzano pneumatici Pirelli Diablo Rosso Corsa II, che uniscono prestazioni da pista a versatilità su strada, nelle misure 120/70 ZR17 per l’anteriore e 200/60 ZR 17 per il posteriore, misure già ampiamente utilizzate per il prodotto slick nel Campionato Mondiale FIM Superbike. Insomma, siamo in presenza di un vero animale da pista, ma da Ducati garantiscono che le caratteristiche di questa moto sono sfruttabilissime anche in strada. Non vediamo l’ora di raccontarvelo.

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