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Erzberg Rodeo 2009

L'edizione 2009 della leggendaria corsa nella cava in Austria si è conclusa; noi ce la siamo fatta raccontare da Giada, classificata prima donna categoria bicilindrici e prima italiana in assoluto. Nella gallery tutte le immagini

Erzberg Rodeo 2009. Una delle competizioni fuoristrada più dure e impegnative; ci si chiede se sia un posto adatto ad una ragazza ventireenne che pratica l’enduro da meno di 2 anni. A quanto pare sì e, anche se non lo fosse, lei ci è andata lo stesso, ha corso e si è piazzata 46esima nella categoria biclindrici a cavallo di una vecchia Africa Twin adattata allo scopo! Giada ci racconta così la sua esperienza fra sassi, fango, birre e salsicce. 

Appena arrivi all’Erzberg capisci che stai entrando in un mondo parallelo. Come fare a spiegare alle mie amiche dove sono? Una cava di ferro in Austria (sarà per questo che è così magnetica?!) 1500 Riders da tutto il mondo e poi tendopoli, furgoni, odore di griglia, birra, rumore assordante di 2 tempi, burn-out su tavole di legno… L’Erzberg, lo senti, lo respiri, lo vivi!

Registrazione gara: Start Number 545, ritiro il trasponder; l’euforia cala, la tensione sale!

Ore 12.00, la partenza
Sono incolonnata insieme ad altri piloti quelli con numerazione tra il 500-600, quasi tutti sono del mio stesso team, Desertwins Racing Project: chiacchierando con amici fingi di non sentire il nervosismo, qualche spettatore incuriosito dal binomio “Africa Twin stramba-ragazza” ti distrae con domande in una lingua sconosciuta…ma poi tocca a te.
Sali sulla rampa in mezzo alla folla e ti ritrovi sotto l’arco RedBull della partenza. Il giudice della partenza legge il trasponder e ti dice “READY?” ti viene da rispondere “NO!” ma prima che tu possa aggiungere qualsiasi altra cosa senti il “GO!!!”.

Di colpo non senti più alcun rumore, non c’è più alcun pensiero se non quello di girare la manetta e iniziare i 13km di scalata della cava. La prima curva è la più problematica, non sai quanto il terreno tenga, non sai quando staccare, non hai riferimenti e la paura di stenderti subito la fa’ da padrona. Poi passi, ed inizia la caccia di quello che è partito 20 secondi prima di te. Curva su curva, cerchi la polvere, sei come uno squalo che annusa la preda e quando inizi a sentire i sassi che ti arrivano sulle braccia capisci che ce l’hai. Allunghi sui rettilinei, 80-90-100-110kmh forse qualcosa di più, la moto si imbarca ad ogni buca e capisci che è solo una gara contro te stesso: il pelo di tenere aperto, niente più.

La salita più ripida si è ormai rovinata a forza del passaggio delle moto, la moto salta come uno stambecco e temi di sfasciarti al suolo, ma superata quella è ormai fatta. Strettoia, arco, di nuovo giudice con la bandiera a scacchi e trasponder… 800metri di dislivello in 14 minuti e 06 secondi. Il panorama in cima si apre, non c’è più polvere ed è incredibilmente verde, quasi mi scende la lacrimuccia di commozione. Si scende dal lato opposto della montagna in mezzo al bosco col motore in folle e il sorriso da ebete sotto il casco.

La sera c’è l’Erzbeg Party nel tendone, ragazzi e ragazze di tutte le età che ballano e riguardano i filmati della giornata. Vengono appese le classifiche su dei pezzi di carta ad un parete, vado a guardare con ancora una birra in mano, più che altro per curiosità: e lì la sorpresa… 46esimo posto assoluto del bicilindrico!! Non male questo Erzberg!!!

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