Hardalpitour e Yamaha Ténéré 700: connubio perfetto!

La HAT SANREMO – SESTRIERE è denominata Hardalpitour proprio perché la più impegnativa delle tappe della Hat Series. In realtà lo spirito resta sempre lo stesso, ci sono passaggi che possono essere impegnativi, ma mai proibitivi e ognuno può godersi paesaggi ed un contesto che meritano di essere vissuti

Hardalpitour e Yamaha Ténéré 700: Settembre è il mese del rientro lavorativo, dell’inizio della scuola, della fine delle vacanze, difficile trovargli una connotazione positiva, ma per fortuna da qualche anno c’è un’ottima scusa per attenderlo trepidamente. La HAT (acronimo proprio di Hard Alpi Tour) è infatti ormai giunta alla sua undicesima edizione, con una formula di successo inventata da Nicola Poggio e Corrado Capra di Over 2000 Riders che quest’anno ha richiamato 450 iscritti da 15 (quindici!) nazioni diverse. La manifestazione prevede tre tipologie di percorso: Extreme, la più tosta, con partenza venerdì sera e oltre 800 km di percorso in buona parte inedito rispetto alle edizioni precedenti; Classic, quella a cui abbiamo partecipato, 500 km di strada e fuoristrada tra Liguria, Francia e Piemonte da compiere in circa 24 ore; Discovery, la versione più tranquilla ed adatta a chi si avvicina al mondo dell’adventouring, circa 450 km meno impegnativi rispetto alle altre versioni, ma soprattutto con sosta notturna a Cuneo in albergo.

Adventouring, dicevamo: alla HAT va senza dubbio il merito di aver lanciato una nuova esperienza di fuoristrada, che negli ultimi anni ha avuto un successo esponenziale per numero di partecipanti ma soprattutto per la nascita di nuovi eventi simili. La formula non competitiva permette a chiunque di avvicinarsi al fuoristrada senza dover necessariamente avere velleità di risultato, con la possibilità di godersi guida, panorami e luoghi in assoluto relax. A questo si somma però l’avventura della guida notturna, della navigazione, della sfida personale di portare a termine un viaggio: un connubio di esperienze ed emozioni che crea dipendenza, tanto che il tasso di ritorno dei partecipanti è sempre elevatissimo.

Molti i nomi noti presenti: Franco Picco, Renato Zocchi, Bruno Birbes, Aldo Winkler, Dakarani degli anni d’oro che incarnano perfettamente lo spirito della manifestazione ed anche.. l’età media, sicuramente non quella di un Campionato cadetti! E’ un peccato infatti avere pochi giovani appassionati, che garantiscano anche un ricambio generazionale al mercato di domani. La nostra italianissima “race to the clouds” parte dal mare di Sanremo per arrivare agli oltre 2000 metri di Sestriere, il comune più alto d’Italia, passando per borghi tipici come Pigna per i ristori e per il centro di Cuneo per la cena. Se partenza ed arrivo sono stati baciati dal sole, buona parte del percorso è stata caratterizzata da nuvole basse che ci hanno precluso buona parte dei panorami, ma soprattutto ci hanno regalato qualche momento di pioggia che per fortuna non ha rovinato l’entusiasmo.. anzi, ha tolto la polvere e compattato il terreno, facendoci divertire un mondo!

Cosa manca per completare il weekend perfetto? La moto giusta, ovviamente! La più attesa del settore negli ultimi anni, vista proprio qui lo scorso anno in versione prototipo con Alessandro Botturi, sulla carta ideale per questo tipo di eventi: la nuova Yamaha Ténéré 700. Finalmente vista dal vivo e toccata con mano, conferma le impressioni di foto e fiere: esteticamente bellissima, snella, con un look dakariano apparentemente senza compromessi pur non rinunciando a comfort e dotazione per i viaggi su asfalto. Il bicilindrico 700cc, già impiegato sulla MT-07, colpisce per linearità di erogazione, in particolare grazie ad una fluidità di marcia già a 2.000 giri ed un allungo sicuro fino ad oltre 9.000. Non colpisce per una spinta memorabile, ma è assolutamente efficace sia su asfalto che soprattutto in fuoristrada, dove la mancanza di strappi o picchi di potenza sono pregi difficilmente riscontrabili su moto di grossa cilindrata. Anche perché, ricordiamo, non ha né traction control né mappature selezionabili, ma solo l’ABS: se delle prime due non si sente assolutamente la mancanza, la presenza dell’ABS (per quanto facilmente escludibile con un pratico tasto sulla strumentazione) anche nel fuoristrada “allegro” non è mai stata di impiccio, necessitando solo una sorta di taratura mentale se non si ha l’abitudine ad utilizzarlo.

Volutamente lasciato sempre inserito anche nelle discese bagnate, si apprezza per la sicurezza che infonde all’anteriore senza essere mai invasivo, se non in qualche frenata “di panico” in cui ovviamente si sente lavorare allungando leggermente la frenata. Freni e sospensioni si sono comunque dimostrati all’altezza sia su strada che fuori: su asfalto la frenata è precisa e potente, senza però risultare eccessiva in caso di scarso grip; le sospensioni permettono di divertirsi su strada a ritmi sostenuti senza eccessivi trasferimenti di carico, nonostante una taratura un po’ più sostenuta sarebbe apprezzabile su dossi e salti in fuoristrada, dove qualche volta è capitato di arrivare a fondo corsa nei tratti più veloci. Nel complesso però il comparto ciclistico è estremamente equilibrato, difficile trovare un compromesso migliore che garantisca qualità di guida, a moto standard, così elevate sia su strada che fuori. Questo aspetto è ulteriormente accentuato dal prezzo: con un listino base sotto i 10.000 €, la nuova Ténéré 700 costa dai 2.000 ai 4.000 euro meno delle dirette concorrenti, ma a livello di guida non si sentono affatto. E’ vero, come dicevamo non ha il traction control, non ha i riding mode, non ha lo schermo TFT, ha la frizione a cavo e i tubi freno in gomma, le sospensioni non sono regolabili ma.. meglio! Se il risultato è questo, brava Yamaha che è riuscita a commercializzare una moto efficace ed affascinante ad un prezzo sensibilmente inferiore alla media delle concorrenti, dalle quali però non ha nulla da invidiare.

La HAT si è dimostrata quindi l’occasione ideale per provarla: sole, pioggia, polvere, sassi, fango, buio.. non ci siamo fatti mancare niente! Le Pirelli Scorpion Rally STR di primo equipaggiamento si sono dimostrate eccellenti su strada e sul fuoristrada asciutto, pagando solo un po’ di tendenza a scartare sui sassi per via della prudenziale pressione alta (per evitare di pizzicare le camere d’aria sulle strade militari) e sul fango, dove il tassello non troppo pronunciato non è certo nel suo habitat ideale. La sella è confortevole nonostante alla vista possa sembra sottile e poco imbottita, ed in generale la posizione di guida è comoda sia da seduti che in piedi: il serbatoio da 16 litri non dà fastidio tra le gambe e complice un consumo medio tra i 20 e i 25 km/l, permette un’autonomia di tutto rispetto. Difetti? I fari a led, bellissimi, fanno una luce molto chiara che illumina perfettamente, ma il cono di luce è un po’ ristretto limitando la visuale nella guida notturna in fuoristrada. Inoltre il “castello” che li supporta tende a vibrare molto, essendo la luce dei led estremamente puntuale l’effetto della vibrazione risulta abbastanza marcato. Anche la strumentazione tende a vibrare, oscillando vistosamente in fuoristrada. Il cupolino trasparente, di chiara ispirazione Dakariana, ha un impatto estetico molto racing, ma le sue dimensioni contenute proteggono si il busto, ma poco spalle e testa. Per il resto.. difficile trovarle altri difetti. Estetica, dinamica, prezzo: la nuova Ténéré 700 eccelle in tutti e tre i campi, per cui ne vedremo sicuramente moltissime per le strade e soprattutto.. fuori!

Articolo a cura di Alberto De Bernardi

ARTICOLI CORRELATI