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Honda Gold Wing F6B

Bassa, lunga, imponente… la Gold Wing cambia anima ma non il cuore e si trasforma nella F6B, una moto che alle caratteristiche dinamiche della “luxury tourer” di casa Honda abbina un’immagine molto yankee.

Avete presente le café racer? Moto sportive ridotte all’essenziale che diventano una sorta di “distillato” di fascino motociclistico… Ora prendete una delle più grandi tourer mai realizzate e fate qualcosa di simile, il risultato è la Honda Gold Wing F6B. A essere sinceri l’operazione di “snellimento” non è del tutto nuova, tanto che negli Stati Uniti questo genere di moto prende il nome di “bagger”, ma in questo caso non è frutto del lavoro di un singolo o di un preparatore ma nasce dalla casa stessa… Il risultato è una moto che al primo sguardo lascia sconcertati, bassa com’è sembra ancora più lunga di quanto effettivamente non sia, le curve sinuose evidenziano il posteriore caratterizzato dalle sole borse laterali mentre il corto parabrezza fa venire subito in mente le lunghe e assolate highway statunitensi… Ma andiamo con ordine.

Il design della Honda Gold Wing F6B
Cominciamo col dire che della Gold Wing che conosciamo resta la sostanza ma non l’immagine. Soprattutto nell’impatto visivo complessivo la F6B è decisamente un’altra cosa… presentata all’Eicma di Milano nella colorazione nera (ma è disponibile anche nella versione Magma Red) le linee appaiono più sinuose ed eleganti, sottolineate dal contrasto tra il lucido brillante della verniciatura e l’opaco di ruote, motore, forcella e telaio. Una linea che non passa inosservata e non lascia indifferenti, o piace tantissimo o non piace. Rispetto alla Gold Wing originale l’operazione di alleggerimento ha convolto le linee ma non le dotazioni, che restano di altissimo livello sia per fattura che per ricchezza, come testimonia lo stereo con quattro altoparlanti anteriori e la possibilità di collegare l’iPod o una memoria Usb.

Il motore della F6B
Quello montato dalla F6B è l’ultima e più aggiornata versione del sei cilindri boxer da 1.832 cc che è attualmente in dotazione sulla GL 1800 Gold Wing: 118 cv di potenza massima a 5.500 giri e una coppia spaventosa di 167 Nm a 4.000 giri. Caratteristiche che rendono l’unità Honda una delle più elastiche e pronte in qualunque condizione di guida e che fa della fluidità di guida una delle sue armi vincenti. 
Il cambio a cinque marce è dotato di overdrive nel rapporto più alto per viaggiare a basso numero di giri, mentre la trasmissione ad albero cardanico garantisce lunghi intervalli di manutenzione. A differenza della sua “sorellona” la F6B non è dotata però di retromarcia, perché in Honda hanno pensato che la bassa altezza da terra e il peso inferiore di 24 chili la rendesse inutile… nel dubbio sconsigliamo di parcheggiare in discesa. 

La ciclistica della F6B
Il telaio è un doppio trave in alluminio, all’anteriore la forcella telescopica da 45 mm prevede il sistema antiaffondamento, mentre il monoammortizzatore posteriore con leveraggio Pro-Link può essere regolato manualmente nel precarico della molla. Entrambe le sospensioni hanno set-up aggiornati in base alla nuova distribuzione dei pesi e l’inclinazione del cannotto di sterzo è di 29,15°, con un’avancorsa di 109 mm mentre l’interasse è pari a 1.690 mm.
Per fermarsi la F6B si affida a due dischi flottanti flottanti da 296 mm con pinze a tre pistoncini all’anteriore, e da un disco autoventilato da 316 mm con pinza a tre pistoncini al posteriore, il tutto gestito dal sistema Dual C-ABS. I cerchi in alluminio a 5 razze montano pneumatici ribassati di larga sezione nelle misure 130/70-R18 all’anteriore e 180/60-R18 al posteriore.
Nelle intenzioni dei progettisti tutto questo consente di avere una moto in grado di portarci senza fatica per chilometri, estremamente stabile sui curvoni ma maneggevole sulle strade più guidate e utilizzabile tranquillamente perfino in città… 

Accessori
Che la Honda Gold Wing F6B sia un mezzo comunque votato al turismo è sottolineato dalla ricca dotazione di accessori che la accompagna: dalle manopole riscaldate a 5 posizioni al parabrezza alto (anche se il rischio di compromettere l’estetica dell’insieme è molto alto) e poi schienale, portapacchi posteriore, cavalletto centrale, luci fendinebbia… per passare invece a elementi di personalizzazione come le modanature cromate anteriori e posteriori, la cover cromata dei dischi anteriori e del cavalletto laterale cromato.

 

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