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Honda SH 125i – Long test ride

Honda SH 125i – Long test ride - Foto  di

Uno degli scooter più venduti e più famosi, l’oggetto di desiderio dei più giovani, e non solo, l’abbiamo testato in ogni contesto d’utilizzo alla ricerca di caratteristiche, pregi e difetti

Honda SH 125i – Long test ride Più di mezzo milione di SH venduti sono un dato che parla chiaro e che testimonia in modo cristallino il fatto che gli acquirenti abbiano decretato senza ombra di dubbio il successo dello scooter giapponese. Giapponese, poi, neanche troppo, visto che dal 1994 l’agile 2 ruote viene costruito negli stabilimenti italiani, tra i più all’avanguardia del settore.
L’SH 125i l’avevamo provato in occasione del suo lancio, dove avevamo molto apprezzato il nuovo design e la gamma colori giovane e divertente, ma era necessario fare una prova approfondita, facendo sfidare all’SH le prove che si trova in effetti ad affrontare quotidianamente, una volta acquistato dai genitori del liceale milanese o dall’avvocato romano che ha l’ufficio in centro: come si comporta nel traffico, con le profonde trincee di Roma (parlare di buche sarebbe eufemistico) o incolonnato sulle strade che portano fuori città per la gita domenicale?

Sotto la nostra lente d’ingrandimento non metteremo tanto le prestazioni del monocilindrico da 125 cm3, capace di erogare una potenza di quasi 14 Cv con una coppia da 11,5 Nm a 7.250 giri, dal momento che poco c’è da dire sul collaudatissimo ed invariato motore, quanto le sue caratteristiche più importanti per essere eletto il miglior scooter per gli spostamenti urbani, ossia comfort, consumi e capacità di carico, per vedere se sia l’Honda a meritare questo scettro. Già ad una prima occhiata l’SH dà l’impressione di essere molto comodo, con la sella abbastanza bassa, alta 785 mm dal suolo, la pedana piatta ed una larghezza e lunghezza che lo dovrebbero rendere facilissimo allo “svicolo” nel traffico così come lo sono stati i suoi illustrissimi predecessori. I consumi, invece, senza metterlo in moto, sono difficilmente desumibili, si può giusto fare delle valutazioni sul serbatoio da 7,5 litri, ma niente di più.

Per chi volesse comprare l’SH, la gamma colori prevede inglesissime tonalità, come Pearl Cool White, Pearl Nightstar Black, Pearl Montana Blue, Velvet Red Metallic, Quasar Silver Metallic e il nuovo Sporty, colorazione nera con rifiniture rosse. Il bauletto, invece, se comprato unitamente allo scooter, disporrà della stessa serratura dello scooter, di modo che con una sola chiave si possa accendere l’SH o riporvici il casco.

Il prezzo, ultima informazione prima di saltare in sella ed andare a provarlo, è di 3.195 €, chiavi in mano.

Prova su strada.
Appena saliti in sella cominciamo a notare i cambiamenti dell’ultima versione di SH125: lo spazio vitale per le gambe. Grazie alla sella ridisegnata e alla maggiore distanza tra sella e anteriore dello scooter, si può facilmente stare con le gambe all’interno dello scooter, anche se si è di altezza notevole, senza andare a strusciare con lo sportellino portaoggetti. Questo anche perché il vano è sparito nella nuova versione di SH e, laddove prima si poteva riporre un bloccadisco o qualche carta, ora c’è solo un pannello colorato che non si apre in alcun modo, forse unico neo dell’SH 125i.
Rimane però il vano sotto la sella, che può ospitare un casco jet o, in alternativa, una catena ed un po’ di oggetti di media dimensione. Da un punto di vista delle capacità di carico, quindi, diventa gioco forza acquistare il bauletto posteriore, se si vuole avere sempre con sé una dotazione di oggetti utili alla vita quotidiana di uno scooterista.

Si accende lo scooter e ci si immette nel turbinante traffico capitolino dove subito si apprezzano 2 caratteristiche dell’SH. Innanzitutto, da fermo sembra che siano accresciute le sue doti di scatto e velocemente si arriva al regime di coppia, lasciandosi il traffico alle spalle appena scatta il verde, venendo subito ricuperati da scooter di maggiore cilindrata, ovviamente, ma ciò nonostante lo scatto è buono ed anche la stabilità in marcia, ad una velocità sostenuta, è elevata, non avvertendosi tremori, incertezze o sbacchettamenti di sorta. Certo, una volta in marcia, in assenza di traffico, su strada scorrevole, si sente la mancanza di un parabrezza, dato che il piccolo deflettore posto sopra la strumentazione non è certo in grado di deviare tutta l’aria che arriva contro il conducente; d’altro canto l’acquisto dello scooter va a braccetto con quello del parabrezza.

La prova vera e propria arriva in prossimità di piazza Venezia, uno dei luoghi più famosi della capitale, non solo per i fatti di storia recente, ma anche e soprattutto per il suo infernale traffico e la pavimentazione talmente accidentata da essere considerata una delle peggiori d’Italia. Le macchine incolonnate a pochi centimetri l’una dall’altra, suonano come un’orchestra impazzita, turisti accaldati “serpenteggiano” tra di esse e il piccolo SH bianco che abbiamo in prova fa altrettanto: agilissimo da fermo, agilissimo in movimento, riesce a districarsi egregiamente nella confusione ed è praticamente impossibile trovare un ingorgo così intricato da costringerlo all’arresto.
La pavimentazione mette a seria prova il reparto sospensioni dell’SH che, però, resiste egregiamente e prosegue il suo tragitto senza trasmettere al guidatore i terribili urti cui è sottoposto, ma anzi “coccolandolo” con la sa grande e morbida sella.
A Piazza Venezia capita, inoltre, che ogni tanto un turista spaesato si lanci in mezzo alla strada senza vedere chi stia sopraggiungendo, cosa che ci costringe ad agire energicamente sul freno posteriore, vera salvezza per lo stolto turista. Grazie infatti all’adozione di un disco posteriore da 240 mm, come quello anteriore, al posto del vecchio freno a tamburo, la frenata risulta efficacissima ed immediata, senza rischio né di investire il malcapitato, né di arrivare al bloccaggio del posteriore con conseguente perdita d’assetto.

Altra nota positiva del nostro test, riguarda i consumi. Laddove i tecnici parlano di chilometri per litro, noi vi diremo semplicemente che, con 10 euro, abbiamo girato in lungo ed in largo per 5 giorni, in tangenziale e nel traffico, a gas spalancato o passeggiando tranquillamente, dimenticandoci quasi completamente dove sia il tappo benzina per fare rifornimento.
Tutto confermato, quindi, l’SH rimane l’ottimo scooter per la città ed il tempo libero che tutti conoscono, il compagno di scorazzate pomeridiane per i più giovani o il fidato tuttofare di chi vive e lavora nei centri cittadini ed ha sviluppato un’intolleranza al traffico, rispettoso dei nostri risparmi, sempre pronto a mettersi in moto ed inarrestabile nei tragitti… insomma, l’SH è e rimane il sinonimo di scooter.

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