La corsa più pazza del mondo si fa sull’Himalaya con l’Apecar

La corsa, che prevede partenza da Leh e arrivo a Shimla, capitale dello stato dell’Himachal Pradesh, ai piedi dell’Himalaya è stata vinta dai Flaneurs, quartetto milanese che in passato aveva già preso parte alla Mongol Rally

Sfidare sulle ripide ascese dell’Himalaya con… l’Apecar! È la folle idea che è venuta a un gruppo di quattro giovani amici e appassionati del mezzo a tre ruote più famoso del mondo, che hanno decido di partecipare alla The Rickshaw Run che si tiene sulle strade del Ladakh. I Flaneurs, questo il loro nome d’arte, sono Massimo Sorrenti, Massimiliano De Marco, Lorenzo Perego e Marco Candiloro.

Quattro ragazzi milanesi conquistano la The Rickshaw Run

The Rickshaw Run è una manifestazione organizzata da un’associazione inglese che vede coinvolte 15 squadre provenienti da ogni parte del mondo. La competizione è parte della gara, ma vincere non è l’unica cosa che conta. Una esempio? la squadra italiana dei Flaneurs si è aggiudicata la manifestazione, ma prima di tagliare il traguardo ha atteso l’arrivo della squadra tedesca con cui hanno condiviso buona parte del viaggio. La quota d’iscrizione alla Rickshaw Run comprende anche la possibilità di personalizzare l’Ape: Massimo Sorrenti, Massimiliano, Lorenzo e Marco hanno deciso di apporre la targa MI e customizzare i veicoli con la scritta Milano e una grafica riporta lo skyline della città, dal Duomo ai nuovi grattacieli di Porta Nuova. La gara prevede partenza da Leh (città a 3.500 metri di quota) e arrivo a Shimla, capitale dello stato dell’Himachal Pradesh, ai piedi dell’Himalaya. Ognuno decide la rotta, quello che conta è arrivare affrontando le difficoltà più disparate.

“Il viaggio non è stato semplice, forse lo avevamo sottovalutato: faceva molto freddo abbiamo attraversato ben quattro passi di montagna tra i 4.900 e i 5.300 metri – hanno raccontato i Flaneurs a Corriere.it -. Il momento più critico è stato quando abbiamo dovuto attraversare un guado a 4mila metri, ormai verso sera: i rickshaw sprofondavano nell’acqua, dovevamo sollevarli e portarli mano, immersi fino a metà corpo nell’acqua gelida. Sotto la neve. Siamo riusciti a superarlo grazie all’aiuto degli amici tedeschi e degli abitanti del posto. Abbiamo visto paesaggi indescrivibilmente belli. Così come la gente del luogo: molti non avevano neanche mai visto un Ape, ci fermavano perché volevano salire“. Insomma, bravi a tutti, ancora di più perché alla gara è stata associata un’iniziativa benefica: la vendita di t-shirt con il marchio Flaneurs durante la quale sono stati raccolti dei fondi da destinare all’associazione no profit Cool Earth.

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