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La formula vincente di Fantic Motors: design, tecnologia ed ecosostenibilità

Infomotori.com incontra Mariano Roman, CEO della Fantic Motors. Un'azienda che torna ad essere protagonista grazie ad importanti investimenti nella ricerca e sviluppo, la cura del design e la forza del Made in Italy. Una formula vincente che ha consentito a Fantic Motors di posizionarsi nell'alto di gamma sia sui prodotti tradizionali sia su quelli a trazione elettrica, come le bici E-MTB, E-ROAD ed E-URBAN con l'apprezzato Issimo, con grandi soddisfazioni in termini di vendite

Fantic Motors è uno dei marchi italiani più amati dagli appassionati. La sua storia è stata segnata da grandi successi e fasi impegnative, ed ora si trova in un periodo molto interessante anche grazie ai nuovi prodotti legati alla mobilità elettrica, tecnologicamente all’avanguardia con design decisamente italiani al pari di una produzione rigorosamente Made in Italy. Per conoscere meglio questa dinamica realtà italiana abbiamo incontrato il suo CEO Mariano Roman ma prima lasciateci qualche riga per ricordare la storia di questa splendida marca che fortunatamente sta ritornando agli antichi splendori pur con una pelle diversa.

Fantic, tutto nasce nel 1968…

Tutto nasce nel 1968 quando a Barzago nasce la Fantic Motors per volontà di Mario Agrati dell’Agrati Garelli di Monticello Brianza che si stacca dall’azienda di famiglia per produrre mini-bikes, go-kart ed enduro. Nel 1969 viene presentato all’EICMA il Fantic Caballero Cross 50 che fa subito innamorare i ragazzini, tanto che nel 1970 inizia la produzione con l’obiettivo di farne circa 500 arrivando invece a venderne 10.000 pezzi!
Grazie al boom di richieste si amplia la gamma con l’arrivo di cilindrate sempre più potenti, puntando sia all’enduro ma anche alla variante Chopper nel 1972-73. Lo sport non si trascura e nel 1975 arriva la Fantic Motor Racing Team. Nel 1977 si apre anche ai Trial col 125 per arrivare nel 1982 alla 240 e quindi alla 300 per poi vincere nel 1985 con la 301 il primo Mondiale Trial, bissato nel 1986 e nel 1987 il terzo…
A volte accade che l’ambiente circostante, i mutamenti di mercato, il cambio degli interessi portano anche marche celebri sulla via del declino. E’ successo anche alla Fantic fino a quando un gruppo di imprenditori del Nord Est ha deciso di prenderne il controllo e rilanciarla a livello internazionale con prodotti innovativi, senza rinunciare ai successi del passato ed al proprio DNA. In produzione troviamo infatti la nuova Caballero, un modello mitico che viene ora proposto con motori 125, 250 e 500, presentata ad EICMA 2016 riscuotendo un grandissimo successo.

La Fantic del nuovo Millennio

Al timone della nuova Fantic è giunto Mariano Roman, socio ed Amministratore Delegato di Fantic Motors srl dall’ottobre 2014. In meno di sei anni insieme al Board ed ad un team di collaboratori straordinari è riuscito a fare un autentico “miracolo” italiano. Certamente la sua grande esperienza maturata come ex direttore tecnico di Aprilia e Moto Guzzi lo ha aiutato, al pari dell’aver esordito in Laverda, marchio che non ha avuto la stessa fortuna di Fantic.

I successi nascono dagli uomini e Mariano Roman può contare su una proprietà particolare costituita da VeNetWork. VeNetWork è una Spa che riunisce 57 imprenditori veneti che, complessivamente considerati, gestiscono 200 imprese dando occupazione ad oltre 4.000 dipendenti e con presenze in 90 Paesi.

Una crescita virtuosa

Nel 2014 il fatturato non raggiungeva il milione di euro e la cura della nuova gestione ha portato ad una virtuosa crescita pari a 5, 10 e 15 milioni, per chiudere il 2018 a quota 27 ed il 2019 sopra i 40 con il target 2022 di superare i 100 milioni!

Il segreto Fantic

Parlando con Mariano Roman si capisce subito che non esistono segreti, formule magiche o soluzioni di marketing innovative ma una visione strategica di quello che si vuole fare con modalità, tempistiche e risorse ben chiare. Sicuramente rilevando un marchio come Fantic con una star come il Caballero la prima mossa è stata quella di riposizionarsi in tale ambito con una gamma innovativa e tecnologicamente all’avanguardia che ha convito un gigante come Yamaha a fornire i loro motori. Un evento pari a quello concesso a Pagani dalla Mercedes coi suoi 12 cilindri…

Fermarsi solo alle moto ed al passato pur in chiave moderna non sarebbe stato sufficiente e quindi accanto alla divisione moto se ne affiancata una nuova quanto strategica dedicata alle biciclette elettriche, degne però del DNA Fantic e quindi adatte anche a sentieri e sterrati. Due mondi davvero differenti pur avendo entrambi due ruote e per tal ragione una scelta vincente è stata sicuramente quella di differenziare gli stabilimenti di produzione: 5.000 mq a Quinto di Treviso per le moto più 4.000 mq di magazzino e per le bici a pedalata assistita un nuovissimo stabilimento di 4.000 mq a Santa Maria di Sala, dove abbiamo incontrato Mariano Roman giusto al termine del lockdown per il Covid-19.

Mariano Roman pur essendo un vero esperto ed appassionato di moto, fa trasparire che la nuova sfida delle bici elettriche lo sta davvero appassionando, tanto che non è certo un sacrilegio definire la Fantic la “Ferrari delle bici elettriche” per tecnologia, design e produzione interamente italiana che giustificano prezzi da alto di gamma posizionandosi davvero al top a partire dal software delle batterie.

Il design poi è il fiore all’occhiello delle E-BIKE Fantic e non ci ha sorpreso scoprire che sia stata premiata agli Eurobike Award 2019 così come la stessa sia fra le candidate al Compasso d’oro toccando con mano la Issimo, come il resto della gamma. A noi sembrerebbe più giusto definire la Fantic E-Bike come “la Tesla a due ruote”, essendo sexy come le vetture proposte da Elon Musk.

Forse Mariano Roman è meno eccentrico di Elon Musk, ma certamente in fatto di visione e determinazione non è da meno, col vantaggio di essere affiancato da un team di primo livello che ha portato Fantic a divenire un modello di impresa preso ad esempio del Made in Italy di successo.

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