Le 5 Sportive 2T più veloci degli anni ’90

Erano anni in cui il limite alla potenza non esisteva, figuriamoci le norme antinquinamento. Le 125 di adesso hanno, per legge, 15CV. Pesano di più. Fanno un rumore metallico ed è difficile toccarle per farle andare più forte. Chiudiamo gli occhi un momento, l'odore di miscela ed il rumore della marmitta si confondono con le notti in garage a carburare la moto, una sera d'estate

I sogni  degli adolescenti degli anni ’90 erano tutti bagnati di miscela 2T, e c’era poco da fare. Bisognava continuare a sognarsele quelle moto lì, perché se costava molto comperarle era anche peggio mantenerle. Qualcuno aveva scritto “compra a tuo figlio un 125 2T, così non avrà più i soldi per la droga” amen, aggiungiamo noi.

Cercando tra l’usato poi, una bella 250 di quelle può costare ancora sui 4.000€. Questo perché chi gira in pista lo sa, puoi avere una moto con 200CV ed andare fortissimo, oppure puoi prendere una di queste piccole carogne e divertirti come nemmeno immaginavi: vanno forte, sono incredibilmente leggere ed il picco di coppia è davvero striminzito.

E poi c’è quella cosa, il metterci le mani. Carburazioni, modifiche con gli amici, queste piccole 2T erano sul serio dei ferri: prima di venire ammazzate dalle norme antinquinamento che spingevano per il 4T, erano loro le regine. Ne abbiamo scelte cinque, alcune si trovano ancora ed altre sono sparite. Certo, ce ne sono molte altre, ma queste sono quelle che ci piacciono di più.


Aprilia RS 125
: la regina, vincente nel mondiale e proposta su strada per la prima volta nel 1992. Le versioni sono tantissime, tra cui le repliche Reggiani, Biaggi e l’intramontabile Chesterfield. Il Dell’Orto da 34 era, ai tempi, una sorta di vulcano in continua eruzione, mentre il monocilindrico Rotax riusciva a scaricare 32CV e circa 20Nm di coppia appena uscito dalla fabbrica. Poi, di elaborazioni oltre i confini della realtà se ne trovavano una marea, ma non c’era youtube a spiegare la carburazione.

Cagiva Mito Ev 125
: Dove Ev stà a ti prego compramela. Vado bene a scuola, te lo prometto, vado anche a farmi cresimare, te lo giuro. La moto aveva qualcosa in più a livello di potenza nelle versioni precedenti ma la Ev aveva, per esempio, l’ammortizzatore di sterzo. All’epoca la Cagiva possedeva Ducati, e Massimo Tamburini decise di disegnare la Mito Ev ad immagine e somiglianza  della Ducati 916. Se guardate nella gallery poi, vedrete un certo “Vale” ai primi anni di pilotaggio con questa moto, che aveva il cambio a 7 rapporti

Honda NSR 125 R
: Nota anche come la ragazza della porta accanto. Perché a 16 anni 2CV in meno sulla scheda tecnica pesano, siamo sempre stati lì a vedere a chi l’aveva più veloce (guarda te la vita…) ma la NSR andava davvero come un orologio, e di potenza ne aveva molta. Sul piano della manutenzione poi, punto dolente delle 125 2T, era senza dubbio la più affidabile. E poi il discorso del Giappone, con quei piloti e quelle moto così diverse, era qualcosa di mitico e per questo attraente oltre che, diciamolo, più economico.

Gilera SP0
1: Lei è la madre di tutti questi piccoli diavoli fumanti, pensati per vincere la Sport Production offrendo il massimo della tecnologia disponibile senza risparmiare sul prezzo. Nasce addirittura nell’88, ma l’impatto sul pubblico è forte. Bellissimo il serbatoio, che aveva un tappo per la benzina su di un lato ed un tappo per l’olio sull’altro.  C’è chi disse che una 125 di queste avrebbe vinto facilmente il mondiale delle 500 negli anni ’70, e confrontarle in effetti è un sogno senza tempo…
 
Yamaha TZR 125 R: Giapponese si, Honda no. Una moto potentissima, passionale, pronta a sfondare in Sport Production. Aveva 33CV ad 11.500giri, e circa 22Nm di coppia ad 11.300. Una curva, diciamo, appuntita. Come di tradizione Tre Diapason, era una delle più stabili in percorrenza, permettava di gettarsi dentro la curva senza ripensamenti. D’altronde aveva una bella forcella da 41 a steli rovesciati ed un disco da 320mm davanti, che sui 140Kg di peso della moto erano qualcosa di strabiliante.

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