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Moto: assicurazione obbligatoria anche nelle aree private

La sentenza numero 21983 della Cassazione si allinea a quanto già stabilito dalla Corte di Giustizia Europea ed equipara le strade pubbliche a quelle private, per tutelare le vittime di possibili incidenti. Resta da capire cosa accadrà a moto da cross e pronto pista

È una sentenza destinata a far discutere quella emessa dalla Cassazione nelle scorse ore. La suprema corte, infatti, ha stabilito l’obbligo della copertura assicurativa per le moto anche in aree private, come cortili condominiali o parcheggi privati.

Assicurazione moto nelle aree private: cosa dice la sentenza

La sentenza numero 21983 della Cassazione prevede l’obbligo di avere l’assicurazione Rc auto anche all’interno di aree private. “Le Sezioni Unite, a risoluzione di una questione di massima di particolare importanza, hanno affermato che, ai fini dell’operatività della garanzia per R.C.A., l’art. 122 del codice delle assicurazioni private va interpretato conformemente alla giurisprudenza eurounitaria nel senso che la circolazione su aree equiparate alle strade debba intendersi come quella effettuata su ogni spazio ove il veicolo possa essere utilizzato in modo conforme alla sua funzione abituale“, si legge. In sostanza, questa decisione non fa altro che equiparare le aree private (parcheggi o cortili condominiali che siano) a una qualsiasi strada. La sentenza è stata voluta per evitare interpretazioni personali delle normative vigenti, non del tutto chiare in materia, oltre che per tutelare le vittime di eventuali sinistri. Quella che da noi potrebbe sembrare una novità è, in realtà, prassi all’estero. La Corte di Giustizia Europea, infatti, non distingue tra strade aperte al pubblico e aree private se il veicolo viene utilizzato allo stesso modo. Un caso limite, però, resta: si tratta delle moto da cross, pit-bike e pronto pista che vengono utilizzate in aree chiuse. non sulle sarete. Fino a oggi, sui circuiti FMI si poteva utilizzare una polizza assicurativa temporanea, ma a questo punto i veicoli in questione potrebbero essere considerati come moto e scooter provati e quindi allo stato delle cose fuori legge.

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