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Niente autostrada per gli scooter a tre e quattro ruote, almeno fino a fine anno

Nonostante la Comunità Europea avesse creato una categoria specifica (L5e-A), la polizia italiana ha vessato di multe i possessori di scooter a tre o quattro ruote. Con il 2020 arriverà la modifica al Codice della Strada

Stop alle autostrade per i possessori di scooter a tre o quattro ruote, almeno fino a fine anno. La notizia era nell’aria da tempo, ma un servizio realizzato da Striscia la Notizia ha riportato d’attualità un tema che negli ultimi tempi era passato sotto silenzio. Il programma tv, infatti, ha sottolineato come i possessori di questo tipo di veicoli siano stati vessati di multe per un buco normativo.

Autostrada per gli scooter a tre e quattro ruote: un pasticcio tutto italiano

La situazione è antipatica e paradossale. I possessori di scooter a tre e quattro ruote sono stati colpiti da diverse sanzioni e il consiglio è quello di non andare in autostrada almeno fino a fine anno per non essere vittime di un Codice della Strada che presenta delle falle e che appunto dovrebbe essere modificato dal Ministero dei Trasporti e approvato entro quella data. Il problema, come spesso avviene, è solamente burocratico: gli scooter a tre o quattro ruote, secondo l’articolo 175 dell’attuale Codice della Strada, non possono circolare in autostrada (a differenza di quanto consentito resto d’Europa) perché le leggi nazionali fanno già riferimento al regolamento comunitario 168/2013 che disciplina le omologazioni.

I tre o quattro ruote hanno indicata sul libretto di circolazione la dicitura motociclo solo se la carreggiata è inferiore a 46,5 cm (in questo caso le ruote sono considerate “gemellate”) e per questo motivo si possono guidare solo con patente da moto (Yamaha Tricity 155, ad esempio). Al contrario, tutti quelli oltre questa soglia (MP3 nelle varie cilindrate, Qooder, Peugeot e – teoricamente dato che non è ancora in vendita – Yamaha Tricity 300) da un lato possono essere guidati anche con la patente B da auto, ma un buco normativo pare inibirne l’uso in autostrada o tangenziale. Il fatto ancor più insolito è che nel 2013 la Comunità Europea aveva creato una categoria specifica (L5e-A) e la logica avrebbe voluto che le normative comunitarie prevalessero su quelle nazionali, ma così non è stato e allora via di multe. Nemmeno la circolare 300/A/9341/19/104/1 dello scorso 5 novembre dal Direttore Centrale Forgione del Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ha risposto la situazione. Ora interverrà il Ministero dei Trasporti e si spera che questa su questa brutta vicenda possa essere messa la parole fine.

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